Nasce Galileo: il sistema che vuole sostituire il GPS se prima non ci riescono Cina e Russia

Galileo ha l'ambizione di fare concorrenza al GPS, ma i cinesi sarebbero già in possesso di un sistema a uno stadio di sviluppo più avanzato, e anche la Russia non è rimasta a guardare

16 Dicembre 2016 | di Redazione Liguria Nautica

E’ nato Galileo, il sistema di navigazione satellitare che promette di lanciare la sfida al GPS (Global Position System) americano. Il nuovo sistema ha avuto un periodo di ricerca e sperimentazione durato oltre 10 anni, per un costo complessivo che supera i 10 miliardi.

La società Spaceopal, guidata da Leonardo tramite la controllata Telespazio, e la Dlr GfR, controllata dell’agenzia spaziale tedesca Dlr, ha firmato a Bruxelles un contratto da 1,5 miliardi di euro per la gestione per i prossimi 10 anni del programma, nato dalla collaborazione tra Commissione Ue e Agenzia Spaziale Eurpopea (Esa).

Attenzione però,Galileo non è ancora operativo al 100% e non lo sarà prima del 2020, quando tutti e 30 i satelliti che ne garantiranno il funzionamento saranno posizionati. Difficile prevedere quali saranno nel’immediato le implicazioni per il settore nautico. Tutto dipende da quanto le aziende produttici saranno disposte a cambiare sistema rispetto al già consolidato GPS.

Galileo promette una precisione al millimetro, rispetto a quella al metro del GPS, ma ovviamente si tratta di un elemento da verificare. Difficile, molto difficile, pensare che il GPS in qualsiasi ambito d’utilizzo possa andare in pensione e non è neanche detto che il sostituto, qualora ciò accadesse, debba per forza di cose essere Galileo.

E’ infatti noto che Russia e Cina da tempo siano a lavoro su sistemi simili, Glonass per i russi e Beidou per i cinesi. Proprio quest’ultimo viene valutato dagli addetti ai lavori in uno stato di preparazione più avanzato rispetto a Galileo. Insomma sembra essersi scatenata una corsa allo sviluppo di nuovi sistemi di navigazione satellitare che andranno a rompere il monopolio a stelle e strisce. Gli effetti per la nautca, se non immediati, nel futuro potrebbero essere tangibili.

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