Nautica Italiana: nuove dal Presidente Tacoli

Lamberto Tacoli rilascia un'intervista a Nautica, molte dichiarazioni interessanti ma resta da capire se Nautica Italiana farà, e come, un Salone

2 Febbraio 2016 | di Redazione Liguria Nautica

È fresca di stampa l’intervista di Lamberto Taccoli, presidente di Nautica Italiana, uscita sul mensile Nautica di questo mese. L’intervista, di sicuro interesse per capire le visioni e le politiche delle realtà associative coinvolte nella nautica da diporto, ha toccato vari argomenti che sicuramente meritano di essere diffusi e condivisi.

Gli argomenti affrontanti sono stati molti a partire dagli intenti per il 2016, Taccoli infatti dice: “…crediamo si possa operare bene sul fronte della strategia degli eventi, le sinergie con il mondo Altagamma e l’evoluzione normo-regolamentare del comparto, il tutto per sostenere il riposizionamento del prodotto e servizio nautico…”

Poi va a spiegare i motivi che hanno spinto alcuni ex associati a lasciare UCINA: “Abbiamo deciso di uscire e creare una nuova associazione perché era giunto il momento per noi di perseguire obiettivi che contribuissero a disegnare nuovi confini per l’intero comparto, che andassero ben oltre il salone di Genova.

Mentre parlando di eccellenze e competizione dichiara: “Si può essere concorrenti sui mercati ma si può essere uniti quando si rappresenta un settore…Nautica Italiana rappresenta la maggior parte del valore della produzione italiana e vuole rappresentare una certa eccellenza nautica…guardando con attenzione all’export, al posizionamento e alla produzione, mentre UCINA riunisce in larga parte aziende che si occupano di importazione…”

Sui Saloni invece è chiaro: “Come Nautica Italiana vogliamo aiutare le aziende associate a fare il meglio per sé stesse; l’associazione non organizza saloni; fare una fiera non è il nostro lavoro. Nel 2016 ci farebbe piacere organizzare un evento più legato alle barche, al mare, ai clienti, più simile a un simposio che a una fiera.” Il concetto di simposio in questo contesto non appare chiarissimo, ma staremo a vedere.

Importante ed ultimo passo che vogliamo citare è quello relativo all’eterogeneità degli associati, qui rispondendo alla domanda sul perché l’associazione abbia anche accolto realtà con fatturati meno importanti afferma: “…abbiamo pensato di creare un’associazione con caratteristiche e sinergie tali da poter accogliere tutti, adottando tematiche trasversali. Per Nautica Italiana sono più importanti valori come l’eccellenza, la reputazione e il Made in Italy.

Seppur abbiamo citato solo alcuni passi, a nostro avviso importanti per capire Nautica Italiana, almeno in queste fasi, non si può che prendere atto degli intenti associativi di questa nuova realtà nautica. Tuttavia, ed in attesa di qualche fatto più concreto, è indubbio che ci si aspetti anche da Nautica Italiana qualche goal pesante: UCINA ha indubbiamente portato al settore tutto qualche buona notizia che ha almeno eliminato parte dei problemi che in questi anni hanno senza ombra di dubbio non aiutato il comparto, per non dire affossato.

I risultati generali fin d’ora ottenuti potrebbero però risultare comunque effimeri senza un reale cambio di rotta, fatto anche di modifiche strutturali sia in chiave normativa che operativa, che se non adottati non attireranno certo tutti quegli interessi che dall’estero potrebbero portare benessere e ricchezza al comparto: non dimentichiamoci che fino a prova contraria l’Italia, che non è certo meta preferita da chi vuole fare impresa marittima e nautica in genere, ha molti e molti armatori che a tutt’oggi non torneranno certo indietro, magari mettendo il tricolore a poppa, solo perché sono state abolite talune imposte.

Senza ombra di dubbio il comparto aspetta certamente risposte più strutturali ed efficienti per far muovere tutto il settore e il relativo indotto.

Riuscirà anche Nautica Italiana a rendere possibile questa quasi utopia?

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