Nautico, mezza tregua tra Fiera e “velisti in fuga”

Si allontana, almeno a partire dal 2013, il rischio di un doppio Salone, per la vela e per il motore. Si è partiti da un punto condiviso: l’interesse della città, bisognosa di un Nautico rafforzato più che diviso

5 giugno 2012 | di Redazione Liguria Nautica

Il rischio di un doppio Salone Nautico vela-motore sembra essersi, almeno in parte, placato. Per quest’anno il discorso rimane aperto, ma già a partire dal 2013 l’intesa potrebbe presto essere raggiunta: la situazione, che sembrava irrecuperabile, si è sbloccata a seguito di un summit segreto svoltosi nel quartiere fieristico. Un tavolo tra Giuseppe Pappalardo, amministratore delegato di Marina Genova Aeroporto, Giuseppe Rasero (imprenditore milanese con interessi anche sull’area degli Erzelli), promotore dell’esodo di alcuni operatori della vela (Adria Sail, Advanced Yachts, Bavaria, Cantiere del Pardo, Catalina Yachts, Island Packet, Hallberg-Rassy, Hanse, Dehler, Moody, Italia Yachts, Malö, Comfortina, Nordship, Outremer, Dragonfly, Corsair, Sunreef, Salona, Azuree, Sly Yachts, Sunbeam Yachts, X-Yachts: leggi la loro lettera aperta) e l’estabilishment della Fiera di Genova, con il presidente Sara Armella e l’ad Beppe De Simone.

 

Attorno all’unico punto condiviso, e cioè l’interesse della città, si è andato a delineare un consenso durante l’incontro. Si andrà verso un rafforzamento, più che un frazionamento, del Salone di Genova (come si evince dalle proposte formulate dall’organizzazione della kermesse genovese, da noi anticipate). Sia riportando in Fiera gli espositori che già da tempo hanno dato forfait che sviluppando maggiormente il campo delle iniziative collaterali, come il Myba al Porto Antico.

 

Dal 2013 Genova come Miami: un nucleo forte e attrattivo in Fiera, costellato di eventi collaterali, magari rivolti al mercato dell’usato e dei servizi per la nautica, con base alla Marina Aeroporto. Per quest’anno invece c’è l’intenzione di promuovere un tavolo cittadino aperto anche a Comune e Camera di Commercio.

 

O magari puntando sul refit & repair, un settore che in tempo di crisi ha guadagnato quote di mercato, dato che la barca è meglio ripararla che cambiarla. Unico cruccio: bisogna fare in fretta, perché altre importanti fiere, prima tra tutti quella di Cannes, potrebbero approfittare della debacle genovese.

 

e.r.

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