Normativa e tecnica: in arrivo importanti novità per i Commercial Yacht

Gli effetti di tali accorgimenti, tralasciando la parte meramente economica, potrebbero essere assai positivi almeno per quanto riguarda la sicurezza in genere nonché per una migliore e corretta gestione delle manutenzioni ordinarie

25 Agosto 2016 | di Redazione Liguria Nautica

Negli ultimi mesi sembra esserci stato un certo “movimento” sul fronte delle certificazioni e della classificazione per i c.d. commercial yacht che già da un po’ di tempo hanno interessato parecchi registri navali (bandiere) e, naturalmente, armatori.

Attualmente tra le amministrazioni marittime che hanno adottato tali novità spicca sicuramente quella Inglese la quale sembra essere stata se non la prima, quantomeno quella tra le più importanti ad adottare questi nuovi regolamenti tecnici; molti altri registri sembrano essere comunque in procinto di adeguarsi a queste novità.

Per quanto riguarda l’Italia attualmente non abbiamo notizie certe e verificabili ma non è inverosimile trovare inserito sul nuovo codice della nautica, in corso di stesura, anche un allineamento in questo senso da parte dell’Italia.

Ma andiamo a capire cosa potrebbe cambiare. Questi nuovi regolamenti di classificazione navale, che comunque sul diporto dovrebbero essere applicati alle sole unità adibite ad utilizzi commerciali, andranno a modificare i requisiti e i tempi di rinnovo, tipologie di ispezione inserendo, anche in fase di registrazione delle unità, attività di pura classificazione così come attualmente avviene per le unità mercantili che per l’appunto sono soggette ad attività di classifica.

Ciò detto questo porterà sicuramente ad ispezioni più approfondite nonché, in riferimento alla ciclicità, a visite con scadenze (dunque tempi) eventualmente minori rispetto ad oggi.

Gli effetti di tali accorgimenti, tralasciando la parte meramente economica, potrebbero essere assai positivi almeno per quanto riguarda la sicurezza in genere nonché per una migliore e corretta gestione delle manutenzioni ordinarie che, con tutta probabilità, dovranno essere messe al primo posto al fine di ottenere i necessari rinnovi al fine di poter navigare.

Ma non è l’unico effetto positivo. Il riflesso nell’applicare dei parametri di classificazione navale, lo si ripete così come avviene per le unità mercantili (o in una applicazione similare), non potrà che influire anche sugli aspetti estimativi delle stesse unità soggette a queste certificazioni, sicuramente più efficaci e stringenti di quelle attualmente previste dalle varie normative internazionali e nazionali fin d’ora applicate per il diporto commerciale per unità sotto le 500 GT.

Molto probabilmente un tale scenario potrebbe anche portare ad un ovvio cambiamento di equilibri in riferimento al mercato del charter, nel quale i vari operatori avranno un’ulteriore coefficiente da tener in considerazione e che, non inverosimilmente, premierà (come spesso accade) i migliori player.

Daniele Motta

Perito e Consulente Navale

Tel. +39 389 006 3921

info@studiomcs.org

www.perizienavali.it

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