Nuovi soci per GerrisBoats. L’ing. Verme a LN: “Renderemo la nautica accessibile anche ai disabili”

GerrisBoats è la startup che sta ideando un water taxi innovativo ed ecologico, ma soprattutto accessibile anche a chi ha difficoltà motorie: “Un prodotto ripensato a 360°, perché nella nautica serve anche andare piano”

1 Aprile 2021 | di Giuseppe Orrù
Il water taxi ideato da GerrisBoats per rendere la nautica accessibile ai disabili
Il water taxi ideato da GerrisBoats

GerrisBoats vuole rendere la nautica accessibile a tutti, anche ai disabili. L’omonima startup sta crescendo, arricchendosi di alcuni nomi di big della nautica, lavorando con sempre più entusiasmo e risorse al progetto del water taxi, ideale per navigazioni lente, come nei canali di Venezia, ma anche in grado di regolare l’altezza della coperta in base al pontile, per consentire l’imbarco a disabili o persone con ridotta capacità motoria.

LA STARTPUP GERRISBOATS STA CRESCENDO

La startup, costituita a febbraio a Chiavari dagli inventori Massimo Verme e Roberto Rossi, dopo un anno di progettazione e sviluppo, anche alla presenza del sindaco Marco Di Capua, nel suo ruolo di commercialista, ha ampliato la propria compagine sociale a nuovi soci sostenitori, scelti per le proprie competenze tecniche, commerciali o manageriali.

Tra loro Barbara Amerio di Amer Yachts, il professor Alessandro Bottaro, docente di Aerodinamica dell’Università di Genova, Andrea Razeto, vicepresidente di Confindustria Nautica, Andrea Piombo di Frigomar, Paolo Giuli di SeaEnergy ed alcuni altri manager di grosse aziende italiane del settore nautico e industriale. Presente anche un ingegnere, la giapponese Yukako Yoshida.

Lo sviluppo della società sta correndo in parallelo su diversi fronti: tecnico, con la progettazione definitiva del primo prototipo, previsto per l’estate 2022, commerciale, con la ricerca di enti pubblici e privati interessati alla sua messa in servizio, e finanziario, con la ricerca di sponsor e investitori e nella preparazione della campagna di equity crowdfunding che GerrisBoats conta di poter iniziare a breve.

GERRISBOATS, LA BARCA INNOVATIVA E ACCESSIBILE A TUTTI

GerrisBoats (dal gerride, l’insetto che pattina sugli specchi acquei) è una startup innovativa per lo sviluppo di un brevetto di una carena ad elementi mobili ed a geometria variabile, particolarmente indicata per natanti di servizio pubblico ad alta accessibilità e basso impatto ambientale.

Essa è dotata di un siluro sommerso per ridurre resistenza e formazione d’onda a bassa velocità, ali in grado di farla “decollare” e di un sistema di scafi laterali mobili, che consentono sia di regolarla in altezza, portando la soglia d’imbarco a paro di qualsiasi molo, stabilizzando al contempo il rollio all’imbarco.

Pensata fin da subito in configurazione full-electric e con varianti a idrogeno e gas naturale, utilizzando il corpo sommerso per il loro stoccaggio, offre caratteristiche uniche sia di eco-compatibilità, sia di completa accessibilità, dando infatti la possibilità di trasporto agile di persone con disabilità o gravi difficoltà motorie.

FACILITARE L’IMBARCO DI DISABILI E PERSONE CON RIDOTTA CAPACITA’ MOTORIA

Nuovi soci in GerrisBoats

Questa tecnologia potrebbe essere utilizzata ad esempio per dotare il trasporto pubblico in acque interne di veicoli elettrici di nuova generazione. Non si tratta della semplice rimotorizzazione elettrica di una carena esistente, ma rappresenta un reale  salto in avanti della tecnica.

Dal momento che l’accessibilità in barca non è solo un problema per le persone disabili ma per una vasta fascia della popolazione anziana o anche solo poco “marina”, questo progetto di carena non si limita al suo obiettivo sociale ma potrebbe rappresentare una piattaforma di nuova generazione per lo sviluppo di piccole imbarcazioni da diporto e giochi d’acqua.

L’ING. VERME: “LA NOSTRA PROVOCAZIONE PER RISPONDERE A UN’ESIGENZA”

Fino a oggi – spiega l’ingegner Massimo Verme a Liguria Nautica – la grande nautica non ha soddisfatto le esigenze dei disabili, se non con qualche eccezione e qualche accessorio a bordo: passerelle allargate e qualche modifica minore. A oggi, infatti, la barca non è pensata per i disabili. Credo, invece, che sia un tema che diverrà attuale, anche perché c’è una popolazione che sta invecchiando. Il disabile non è solo chi è su una sedia a rotelle, ma anche chi ha difficoltà a muoversi e non può saltare a bordo con facilità“.

Mentre tutti studiano come far correre, anzi, come far volare, le barche, GerrisBoats va nella direzione contraria. “Il nostro è un progetto provocatorio – sottolinea Verme – che va contro la moda di vedere le barche volare sui foil. Si può anche volare ma serve anche qualcosa che funzioni a bassa velocità. Certo, l’elettrico è di moda: ma da solo non basta per creare una barca innovativa. Noi ripensiamo il prodotto a 360 gradi, con una provocazione che risponde ad un’esigenza specifica: il water taxi che serve dove occorre fare poca onda. Va a innovare un settore vecchio, che non può essere svecchiato semplicemente mettendo un motore elettrico“.

Furono gli italiani nel 1906, con Forlanini, a creare le prime barche volanti ma il futuro – conclude l’ingegnere – è progettare prodotti ottimizzati  pensati su misura per l’uso specifico. Una barca planante a Venezia non funziona, così come elettrificare una barca con un motore elettrico non basta. Mi piacerebbe che GerrisBoats fosse un progetto condiviso e compartecipato con i maggiori attori della nautica italiana. Anche per tutta la parte di sviluppo tecnico, se ognuno mettesse un po’ del suo, potremmo ottenere un ottimo prodotto, un’ennesima eccellenza della nautica italiana“.

 

Giuseppe Orrù

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