Nuovo Codice della Nautica da Diporto. Ucina: Non sprechiamo questa occasione! E presenta 6 proposte al ministro Delrio

Approvata la revisione del Codice in esame preliminare dal Consiglio dei Ministri. Il ministro Delrio: «Un riconoscimento e una promozione del settore». Ma per Ucina ci sono punti su cui fare meglio

20 Settembre 2017 | di Giuseppe Orrù
Carla Demaria e Graziano Delrio
La presidente di Ucina, Carla Demaria e il ministro ai Trasporti Graziano Delrio

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio, ha approvato in esame preliminare lo schema di decreto legislativo di revisione e integrazione del decreto legislativo 171 del 18 luglio 2005, “Codice della nautica da diporto”.

Il provvedimento introduce semplificazioni e correttivi nei procedimenti amministrativi del diporto nautico per favorire un aumento della competitività, allineando la normativa nazionale alle analoghe norme in vigore negli altri Paesi europei e promuovere il volume commerciale della produzione nazionale anche verso i mercati esteri.

I protagonisti della Nautica a confronto

Ucina Confindustria Nautica, Assilea, Confarca e Unasca (agenzia e scuole nautiche), Assonat e Assomarinas (porti turistici), Federazione Vela hanno ricevuto il testo del nuovo Codice al termine di una riunione con l’Ammiraglio Pietro Vella, capo legislativo del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e Mauro Bonaretti, capo di gabinetto del MIT. Il testo è scaturito da un confronto effettuato in oltre un anno di lavoro, articolato in 12 tavoli tecnici, nei quali sono state prospettate, analizzate e vagliate le esigenze del settore, degli operatori e dell’utenza.

Ucina Confindustria Nautica, unica associazione nazionale di categoria accreditata a tutti i 12 tavoli tecnici, esprime un primo giudizio positivo per il lavoro svolto, chiedendo però integrazioni al testo approvato dal Consiglio dei Ministri per dare sufficienti risposte al settore e ai diportisti e rendere la bandiera Italiana nuovamente competitiva rispetto ai sistemi inglesi, francesi, maltesi e spagnoli.

Le richieste di Ucina

“Non possiamo permetterci di sprecare un’occasione come la riforma del nostro testo unico -ha spiegato Carla Demaria, presidente di Ucina Confindustria Nautica- dobbiamo quindi operare in linea con la legge di delega al governo, che richiede una burocrazia snella e al servizio delle imprese, dell’utenza e del Paese. Al ministro Delrio, che giovedì sarà a inaugurare il 57° Salone Nautico Internazionale di Genova e ai suoi uffici, Ucina -ha concluso Demaria- ha anticipato delle richieste assolutamente necessarie per completare questo percorso”.

Le richieste di integrazione di Ucina Confindustria Nautica, anticipate al ministro Delrio, riguardano l’inserimento nel Codice del Registro telematico delle unità e dello Sportello telematico del diportista (STED), semplificazioni per le navi iscritte al Registro Internazionale, riconoscimento delle attività commerciali di traino e assistenza all’ormeggio, semplificazioni inerenti il titolo abilitativo per la conduzione delle unità in targa prova da parte dei cantieri, adeguamento alla direttiva 2013/53/UE al fine di rendere effettiva la tutela sul mercato contro la contraffazione del marchio CE, fondamentale per la tutela dei costruttori europei e degli utenti e un titolo professionale del diporto maggiormente semplificato.

Il nuovo Codice

Il testo seguirà ora l’iter previsto con i passaggi in Consiglio di Stato, Conferenza unificata, commissioni parlamentari e approvazione definitiva in Consiglio dei Ministri. Ecco alcune delle novità introdotte dal testo.

Anagrafe nazionale delle patenti nautiche. Ai fini della sicurezza della navigazione e per acquisire i dati inerenti lo stato degli utenti e dei relativi mutamenti, è istituita, presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, l’Anagrafe nazionale delle patenti nautiche, che include anche sinistri marittimi, eventi straordinari e violazioni.

Mediatore del diporto. E’ istituita la figura professionale del mediatore del diporto. Si tratta di colui che mette in relazione, anche attraverso attività di consulenza, due o più parti per la conclusione di contratti di costruzione, compravendita, locazione, noleggio, comodato, ormeggio e locazione finanziaria di unità da diporto.

Istruttore di vela. E’ istituita la figura professionale dell’istruttore di vela, colui che insegna professionalmente, anche in modo non esclusivo e non continuativo, a persone singole e a gruppi di persone, le tecniche della navigazione a vela in tutte le loro specializzazioni, esercitate con qualsiasi tipo di unità, in mare, nei laghi e nelle acque interne. L’esercizio professionale dell’istruttore di vela è riservato ai soggetti iscritti in un apposito elenco nazionale tenuto dal MIT.

Scuole nautiche e Centri di istruzione per la nautica. Le scuole per l’educazione marinaresca, l’istruzione e la formazione dei candidati agli esami per il conseguimento delle patenti nautiche sono denominate “scuole nautiche”. Le scuole nautiche sono soggette a vigilanza amministrativa e tecnica da parte delle Province o delle Città metropolitane del luogo in cui hanno la sede principale. Le associazioni nautiche e gli enti a livello nazionale per la gestione delle scuole per il conseguimento delle patenti nautiche assumono la denominazione di “Centri di istruzione per la nautica”. Per questi enti non è richiesta la segnalazione certificata in materia di inizio attività.

Giornata Nazionale del Mare. Viene riconosciuto il giorno 11 aprile di ogni anno quale “Giornata del Mare” negli istituti scolastici di ogni ordine e grado, al fine di sviluppare la cultura del mare inteso come risorsa di grande valore culturale, scientifico, ricreativo ed economico.

Ormeggi riservati per portatori di handicap. In previsione nell’ambito delle strutture ricettive della nautica di un congruo numero di ormeggi riservati alle unità in transito e ai portatori di handicap.

Razionalizzazione dei controlli e inasprimento delle sanzioni per stato di ebbrezza o danno ambientale. Vengono introdotti criteri di razionalizzazione nelle attività di controllo in materia di sicurezza della navigazione. Sono inoltre inasprite le sanzioni per la conduzione di unità da diporto in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti, nonché per le fattispecie che causano danno ambientale o grave rischio per l’ecosistema marino. Lo scopo determinare l’effetto di una maggior deterrenza per tutte quelle violazioni, che soprattutto durate la stagione balneare, destano maggiore allarme sociale ed evitare incidenti in mare, specie sotto costa, causati dal mancato rispetto di norme di sicurezza.

Semplificazione per patente nautica. Aggiornamento e semplificazione dei requisiti necessari per il conseguimento della patente nautica. I requisiti visivi e uditivi per il conseguimento e il rinnovo delle patenti nautiche risultavano essere troppo severi e analoghi a quelli richiesti per il personale marittimo che opera a bordo di navi mercantili. Si vuole estendere la platea dei potenziali titolari di patente nautica, fermo restando la tutela dell’interesse pubblico della tutela della sicurezza della navigazione e della salvaguardia della vita umana in mare.

Energie rinnovabili. Previsione di procedure per l’approvazione e l’installazione di sistemi di alimentazione con GPL, ibrido o elettrico sulle unità da diporto di nuova costruzione o già immesse sul mercato, per favorire l’impiego di motori alimentati con energia e combustibili alternativi. La norma è volta ad adeguare anche il diporto alla riduzione dell’impatto ambientale in favore dello sviluppo sostenibile e dell’uso di energie rinnovabili (Green economy).

Dry Storage. Destinazione alla nautica minore di strutture demaniali, pontili, arenili e piazzali, che presentino caratteristiche particolarmente idonee per essere utilizzate quali ricovero a secco (dry storage) di piccole imbarcazioni, garantendone comunque la fruizione pubblica.

 

Foto: ansa.it

Giuseppe Orrù

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