Onorato ruggisce: “Vado via da Confitarma non difende la bandiera italiana”. L’associazione risponde: “E’ colpa dell’Europa”

Polemica tra Vincenzo Onorato e Confitarma: sul piatto il match degli sgravi fiscali in Italia che l'Europa vuole estendere a tutte le bandiere comunitarie

25 Novembre 2015 | di Redazione Liguria Nautica

Quando il vulcanico patron Vincenzo Onorato parla, solitamente non le manda a dire e anche in questa occasione si è confermato: con una lettera di fuoco, Vincenzo Onorato annuncia l’uscita del gruppo Moby (Tirrenia, Compagnia Italiana di Navigazione, Toremar e Rimorchiatori Sardi) da Confitarma, la Confindustria degli armatori. Cosa è successo?

Questo il contenuto della lettera così come è stato riportato dall’ANSA:

In meno di cinque anni la politica della Confederazione armatori porterà alla fine della bandiera italiana. L’estensione degli sgravi previsti per la bandiera italiana anche alle bandiere comunitarie, senza alcuna limitazione in caso di imbarco di marittimi extracomunitari, porterà alla perdita di circa 15.000 posti di lavoro, in una realtà, come quella del mezzogiorno d’Italia, già fortemente penalizzata dal punto di vista economico e sociale. Di italiano resteranno solo le persone fisiche degli armatori che beneficeranno delle provvidenze dello stato italiano in materia di sgravi con bandiere estere e marittimi extracomunitari, ovvero il danno e la beffa! Noi Onorato, in questo contesto, siamo degli armatori eretici: 70 navi tutte bandiera italiana e 4.000 dipendenti tutti italiani.

Non vogliamo partecipare a questo cosciente e cinico annullamento della bandiera e dell’occupazione marittima italiana. Già grandi gruppi italiani imbarcano marittimi extracomunitari sottopagati su tratte di cabotaggio. Noi ci dissociamo, difendiamo la nostra tradizione armatoriale che vanta oltre cento anni di storia e i nostri marittimi italiani”

La risposta di Confitarma non si è fatta attendere:

L’estensione degli sgravi previsti per la bandiera italiana anche alle bandiere comunitarie, senza alcuna limitazione in caso di imbarco di marittimi extracomunitari” – prescindendo dall’imprecisione del quadro di riferimento – non è frutto della politica di Confitarma, ma di un adeguamento delle norme italiane a quelle comunitarie espressamente imposto dalla Commissione europea. In estrema sintesi, la Commissione europea ha sollevato il problema dell’incompatibilità del sistema nazionale di tassazione agevolata del reddito con il diritto comunitario, in particolare con il principio di libertà di stabilimento. Tale principio risulterebbe violato per effetto della circostanza che i benefici sono vincolati esclusivamente all’iscrizione delle navi nel Registro Internazionale Italiano. La Commissione ha intimato alle Autorità italiane di rimuovere tale vincolo, considerandolo discriminatorio rispetto alle altre bandiere comunitarie, pena l’apertura di una procedura di infrazione. In seguito a ciò, la proposta normativa di adattamento, è stata elaborata dal ministero delle Infrastrutture e trasporti e dal ministero dell’Economia e delle finanze, in stretto rapporto con le istituzioni comunitarie. Purtroppo tale processo di adattamento non risulta ancora avviato nonostante assicurazioni fornite dalle nostre autorità alle istituzioni comunitarie. Confitarma, il cui scopo è quello di difendere gli interessi delle imprese armatoriali italiane, ritiene comunque indispensabile adeguarsi alle richieste di Bruxelles per evitare conseguenze gravi a livello europeo che potrebbero arrivare fino alla soppressione del Registro Internazionale e delle misure che consentono alle navi italiane di essere competitive, alla flotta di bandiera italiana di crescere, fino a diventare la terza dei grandi paesi riuniti nel G20, e all’occupazione marittima italiana di aumentare. Sul tema dell’occupazione, fermo restando l’obbligo di impiego del solo personale marittimo nazionale sui traffici di cabotaggio, Confitarma da sempre sostiene gli armatori che, pur impegnati nei traffici internazionali, liberamente impiegano marittimi nazionali in misura maggiore rispetto a quanto concordato con le Organizzazioni Sindacali. Le dichiarazioni del Consigliere Onorato, che pur partecipando negli organi di vertice della Confederazione non ha mai svolto considerazioni su tale questione, appaiono quindi poco convincenti, ma Confitarma è pronta come sempre ad un confronto trasparente e chiarificatore.

Una questione chiaramente politica a nostro avviso il cui punto cruciale ci sembra uno: se da un lato per garantire pari competitività in una logica comunitaria, l’estensione a tutte le compagnie europee delle agevolazioni che Roma garantisce alle compagnie con bandiere tricolore, può sembrare un atto dovuto, dall’altra parte come la mettiamo con le compagnie comunitarie che però in larga parte impiegano maritmi extracomunitari, il più delle volte sottopagati?

Non è infatti un mistero che sulle navi che solcano il Mediterraneo i lavoratori extracomunitari siano molti. Se come sostiene Confitarma il dictat è europeo, e la cosa sembra assolutamente reale, la polemica di Vincenzo Onorato sembra invece tutta indirizzata verso l’asociazione di categoria italiana. Indipedentemente da dove stia la ragione tra il gruppo Moby e Confitarma, le politiche europee ancora una volta sembrano tutelare poco le realtà nazionali in nome di politiche comunitarie poco regolamentate con evidenti buchi di funzionamento.

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2 commenti

  1. Carlo Marx ha detto:

    piccola retiffica: Assunzione come allievo ufficiale di coperta

  2. Carlo Marx ha detto:

    Tirrenia ha assunto un italiano, con titolo, come terzo ufficiale di coperta con contratto di un anno, linea Sardegna, a 600€ mensile oltre obbligo di acquistarsi la divisa estiva ed invernale, costo di ognuna 300€, Essere fillippini per nascita o per retribuzione alla Tirrenia non c’è differenza: fa sempre 600€, oltre la divisa.

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