Perini Navi è fallita. Bocciato il piano di ristrutturazione del debito da 100 milioni

Il Tribunale di Lucca ha dichiarato il fallimento dello storico cantiere Perini Navi di Viareggio. Sanlorenzo e Ferretti Group interessati a rilevare l’azienda e salvare i circa 100 lavoratori del cantiere

30 Gennaio 2021 | di Giuseppe Orrù
Il cantiere di Viareggio di Perini Navi

Il Tribunale di Lucca ha dichiarato il fallimento di Perini Navi, storico cantiere di Viareggio leader nella produzione di superyacht a vela, fondato 40 anni fa da Fabio Perini.

I giudici hanno bocciato il piano di ristrutturazione del debito da 100 milioni di euro, presentato dalla proprietà, ovvero la famiglia Tabacchi, tramite la società Fenix. Dopo la presentazione del concordato in bianco, avvenuta a maggio scorso, il Tribunale lucchese aveva concesso una proroga per presentare il piano di rilancio fino ai primi giorni del nuovo anno. Ma nelle scorse ore ha dichiarato il fallimento di Perini Navi e ha nominato Franco Della Santa curatore fallimentare dell’azienda.

La strategia messa in campo dalla famiglia Tabacchi faceva ricorso al fondo Blue Skye, l’azionista lussemburghese del Milan. Pochi giorni fa, inoltre, Perini Navi e Fenix Holding hanno comunicato di aver raggiunto un accordo con i fondi di investimento Blue Skye e Arena Investors. I due fondi avrebbero infatti presentato un’offerta vincolante che consisteva nell’emissione di un bond a 4 anni da 30 milioni. Sarebbe mancato solo il via libera del Tribunale per salvaguardare l’operatività e la continuità dell’azienda, tutelando i circa 100 lavoratori del cantiere viareggino.

La proprietà voleva far tornare al lavoro e riprendere la produzione negli stabilimenti di Viareggio e La Spezia, confermando la cessione del cantiere turco. Per i sindacati la notizia non arriva a sorpresa. “Si tratta di una conclusione drammatica, anche se non inaspettata – commentano Massimo Braccini, segretario generale della Fiom Cgil Toscana e Mauro Rossi, segretario generale Fiom Cgil di Lucca – e riteniamo che vi siano precise gravi responsabilità sia della proprietà, sia di chi ha diretto l’azienda. Hanno distrutto un’impresa, un marchio che ha fatto la storia della nautica e di Viareggio a livello mondiale”.

L‘azienda sono mesi che raccontava di avere un piano di salvataggio – aggiungono i sindacati – ma, anche a seguito dell’entrata del fondo di investimenti, non ci hanno mai convinto sulla possibilità di poter riprendere i lavori. La grave esposizione debitoria, circa 100 milioni, era evidente che presentasse un quadro irrecuperabile, tutte le garanzie date si sono rivelate false e così centinaia di lavoratori tra dipendenti e indotto adesso si trovano in una situazione di grande incertezza”.

“Riteniamo importante – spiegano i due esponenti della Fiom Cgil – che il tribunale abbia disposto l’esercizio provvisorio dell’impresa per garantire almeno una minima continuità dell’attività, ma allo stesso tempo vanno messi in sicurezza tutti i lavoratori garantendo i previsti ammortizzatori sociali. A tal proposito è già stato richiesto un incontro con il curatore fallimentare”.

Ora il futuro sono le aziende interessate ad acquisire Perini Navi. Due di queste hanno già espresso il loro interessamento: Sanlorenzo, che già a maggio stava valutando di entrare in Perini Navi, e Ferretti Group. Ora, però, bisognerà aspettare la perizia del curatore sul patrimonio attuale. Ma prima di arrivare a poter indire l’asta fallimentare, serviranno diversi mesi. “Visto che ci sono importanti gruppi industriali interessati ad acquisire Perini Navi – ricordano Braccini e Rossi – bisogna che la procedura comparativa prevista venga sbrigata in tempi brevi, garantendo l’unitarietà dell’azienda e i livelli occupazionali“.

 

Giuseppe Orrù

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