Picchio Boat: il progetto di Pierfrancesco Favino e Christian Grande FOTO!

L’attore romano Pierfrancesco Favino, sbarcato a Hollywood, vincitore di due David di Donatello e Christian Grande, pluripremiato yacht designer: l’uno al servizio dell’altro per la creazione di una barca da sogno

13 Giugno 2012 | di Redazione Liguria Nautica

Picchio Boat, non è dato sapere l’origine del nome, è la barca dei sogni di Pierfrancesco Favino, messa su carta dal designer Christian Grande. Una collaborazione nata quasi per caso nella redazione del mensile Class. Lo sapevate che l’attore italiano, oltre che bravo e bello, è anche appassionato di nautica? Si presenta al mondo della nautica con un progetto ambizioso e molto personale: raccontare se stesso attraverso la creazione di un super yacht.

 

Così comincia un “esercizio di yachting style”, l’attore e il designer fondono idee ed esperienze per migliorare la capacità di personalizzare il gusto e interpretare le passioni attraverso la creazione di una barca ideale. Picchio Boat nasce dal desiderio di simulare la genesi di uno scafo 100% custom, attraverso la progettazione reale, dagli sketch iniziali ai render esecutivi, di un’imbarcazione a immagine e somiglianza dell’attore romano.

 

Per adesso è solo una barca immaginaria, un esperimento al servizio del design che porta lo stile e la capacità di personalizzare all’ennesima potenza: gli esterni sono già stati progettati, mentre per scoprire gli il layout interno bisognerà aspettare settembre. Christian Grande, classe ’72, uno dei più giovani designer italiani di riferimento, fino a oggi vincitore di 15 awards internazionali, ha interpretato le reali visioni di un personaggio pubblico come Favino partendo da un catamarano dislocante di 21 metri; scopriamo allora questa meraviglia del mare, che se mai venisse varata, promette di non avere concorrenza.

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Un mezzo che incorpora i valori della vita “familiare”, il rispetto per la natura, e l’elogio della lentezza, inteso come la capacità di godere appieno del viaggio, con soluzioni stilistiche e tecniche votate a un “life style calmo e contemplativo” dell’ambiente circostante e delle passioni; queste le basi per creare un ambiente intimo che sia da vivere e non da esibire. Nonostante le grandi dimensioni, la scelta dei colori (dal bronzo allo champagne metallizzato e al moka) e la lavorazione delle superfici morbide e sinuose mutuate dalle forme della natura e degli animali, l’imbarcazione ha un’impostazione discreta, in completo accordo con l’ambiente marino.

 

Il piano di coperta, completamente rivestito in teak, ricorda le dune di sabbia e addirittura ne imita le forme nella zona pozzetto. La scenografica porta vetrata continua, attraverso la quale si accede al salone, volutamente priva di telai visibili, è lo specchio dell’ambiente circostante ma anche mega schermo multimediale; l’ambiente rilassato creato dalla dinette all’aperto fa del catamarano una vera e propria isola galleggiante e, se questo non bastasse, c’è anche un’invitante amaca sospesa, ombreggiata da due setti avvolti da un verde rampicante. Tutti gli arredi sono studiati per essere usati in piena libertà, i cuscini sono riposizionabili in ogni spazio; anche il flying bridge (il ponte scoperto), è concepito per essere vissuto al 100%, grazie alla presenza di zona bar, con tanto di bancone e sgabelli, e di un ampio sofà in grado di ospitare comodamente diverse persone. Completa la dotazione l’immancabile tender a propulsione elettrica con gru dedicata. La versatilità di utilizzo e la sicurezza sono garantiti dalla natura stessa del battello, largo, piazzato e con murate alte, dotato di tensostrutture installabili all’occorrenza per proteggere gli ospiti su pozzetto e flying bridge da sole o bruma marina.

 

La barca a motore dei sogni non ha un motore qualunque: è, ovviamente, equipaggiata di propulsore ibrido diesel-elettrico, per impattare il meno possibile sull’ambiente e godere, in silenzio, dello sciabordio dell’acqua e dei suoni dell’ambiente circostante.

 

G.S.

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