Pignorato il porto di Imperia, Caltagirone nuovamente coinvolto

Pignorato questa mattina il Porto di Imperia da parte degli ufficiali del tribunale imperiese, su richiesta della Commisione Tributaria provinciale

23 Luglio 2013 | di Redazione Liguria Nautica

Martedì 23 luglio – Gli ufficiali giudiziari del tribunale di Imperia hanno portato a termine questa mattina il pignoramento del Porto di Imperia, su richiesta della Commissione Tributaria provinciale. L’atto è da ricondurre ai 142 milioni di euro reclamati dal fisco per le sovrafatturazioni riconducibili alle società dell’imprenditore romano Francesco Bellavista Caltagirone (attualmente a processo per truffa aggravata ai danni dello Stato assieme a altre dieci persone proprio nell’ambito dell’inchiesta sulla realizzazione dell’approdo turistico).

 

Il pignoramento predisposto dal tribunale è mirato a tutte quelle opere non strettamente necessarie all’operatività dello scalo imperiese. In linea teorica, quindi, la gestione della Porto di Imperia Spa e del porto potrebbe non risultare compromessa.

 

L’atto arriva nel momento più delicato: Giuseppe Argirò, amministratore unico della società per azioni, era alle prese con una difficile operazione legata a un piano concordatario con le istituzioni bancarie per evitare il fallimento della Porto di Imperia. Il pignoramento rischia di mandare tutto all’aria: il piano messo a punto da Argirò assieme ad alcuni avvocati era stato preso in considerazione dal tribunale, nonostante il parere contrario della procura. Erano infatti stati i magistrati a trasmettere all’Agenzia delle Entrate le contestazioni fiscali a Caltagirone.

 

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1 commento

  1. donatella zucca ha detto:

    è ovviamente giusto perseguire chi ha commesso un reato, creano invece un danno enorme iniziative che inficiano l’operatività del marina, quindi la sua ricaduta economica sugli operatori e le aziende della filiera del turismo nautico, un turismo che punterà verso la Francia, per l’ennesima volta avvantaggiata da situazioni di questo tipo

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