Porto di Genova: al via la rivoluzione con il Blue Print

E' in rampa di lancio l'iter che prevede la rinascita dello scalo ligure insieme al progetto di Renzo Piano che mira alla trasformazione del waterfront di levante in un agglomerato di ponti e isolette innestate lungo un canale d'acqua di circa 2 km e largo meno di venti metri

2 Marzo 2015 | di Redazione Liguria Nautica

blueprint_renzo_pianoCon la schema approvato dal comitato portuale è in rampa di lancio l’iter che porterà alla tanto attesa rivoluzione del Porto di Genova. Il progetto, come indicato dal presidente dell’Autorità Portuale Luigi Merlo, prevede l’investimento di ben 2 miliardi di euro e si propone di trasformare  lo scalo ligure in un un polo mediterraneo finalmente competitivo e all’avanguardia. Il piano sarà impreziosito dall’atteso progetto “Blue Print” di Renzo Piano (foto @LaRepubblica). L’architetto genovese, a 22 anni di distanza della realizzazione dell’area del Porto Antico, è pronto a regalare alla sua città il riassetto del waterfront nella zona industriale del porto. Per chi ancora non lo sapesse il waterfront verrà trasformato in un agglomerato di ponti e isolette innestate lungo un canale d’acqua di circa 2 km e largo meno di venti metri. A completare l’opera verranno realizzati inoltre un strada pedonale-panoramica parallela alla sopraelevata, uno spazio riservato ai cantieri di riparazioni navali e una nuova torre piloti.

 

Secondo quanto riportato dal The Medi Telegraph l’intervento, che occuperà un arco di tempo non inferiore ai 10 anni partendo nel 2016, seguirà questo schema: interramento del porticciolo Duca degli Abruzzi nell’area del Molo Giano, scavo del canale e abbattimento degli edifici non più utilizzati quali il Nira e il Padiglione C nella zona della Fiera che verrà in definitiva circondata dall’acqua. Saranno realizzati inoltre nuove palazzine residenziali oltre agli spazi riservati per nuove attività commerciali e turistiche. Le strutture infine, secondo i disegni di Renzo Piano, saranno tutte orientate alle compatibilità ambientali e all’utilizzo delle risorse naturali come soffitti e pareti verticali ricoperte da una folta vegetazione e lo sfruttamento dell’energia del mare per alimentare pompe di calore e climatizzatori.

 

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