Porto di Imperia, di male in peggio: il Comune avvia le procedure di decadenza della concessione

Avviate il 28 dicembre le procedure per il decadimento della concessione in capo alla Porto di Imperia Spa relativa alla realizzazione dello scalo turistico. E ora chi ha acquistato un posto barca rischia davvero di vederselo strappare senza nessuna possibilità di rivalsa

3 gennaio 2013 | di Redazione Liguria Nautica

La turbolenta vicenda relativa alla realizzazione del Porto di Imperia, che aveva portato all’arresto di Francesco Bellavista Caltagirone e altre 10 persone, rischia di concludersi nel peggiore dei modi, soprattutto per chi ha acquistato un posto barca all’interno dello scalo turistico e rischia di vederselo strappato senza la possibilità di un rimborso. Il 28 dicembre scorso sono state avviate le procedure di decadenza della concessione demaniale in capo alla Porto di Imperia, ora restano 20 giorni alla società per presentare le proprie controdeduzioni: qualora la decadenza dovesse diventare effettiva – ed è più che un semplice rischio – decadrà anche il diritto, da parte dei titolari dei posti barca regolarmente acquistati, dell’utilizzo degli ormeggi. Presumibilmente, poi, il Comune dovrà indire una nuova gara d’appalto per l’affidamento dei lavori di completamento della struttura e della sua conseguente gestione. L’azienda o le aziende che subentreranno, di fatto, non avranno alcun legame contrattuale con i proprietari dei posti barca.

 

La cosa assurda è che sia il Comune – proprietario del 33% delle quote azionarie della Porto di Imperia Spa assieme a Caltagirone e a un gruppo di imprenditori locali – ad avviare la procedura. E cosa ancora più assurda è il fatto che gli investimenti dei titolari dei posti barca ammontano a svariate decine di milioni di euro, soldi in parte utilizzati – denunciano gli stessi titolari – per la realizzazione delle prime opere a mare del porto.

 

Dopo la firma, da parte del dirigente del settore porti e demanio del Comune di Imperia Pierre Marie Lunghi, dell’atto che certifica ufficialmente l’avvio del procedimento di decadenza della concessione demaniale in capo alla Porto di Imperia SPA, arrivano le reazioni da parte di due tra i più importanti esponenti tra i proprietari di posti barca: il presidente dell’Appi (l’associazione dei titolari di posti barca all’interno della struttura imperiese) Giovanni Cozzolino e Fernando Zucconi, presidente onorario di Assoporto, quest’ultimo molto duro con il Comune di Imperia: “Capisco che Lunghi per questioni d’ufficio abbia dovuto farlo , ma è indegno di un Paese civile il fatto che il Comune, che fa parte della Porto di Imperia Spa, si erga a giudice imparziale. Il Comune è implicato nella vicenda in quanto parte della Porto di Imperia Spa, ma gode del beneficio della decadenza. L’amministrazione sceglie la strada più semplice per se stessa, mentre sarebbe più etico salvaguardare chi ha investito nei posti barca che, ricordiamo, non sempre è gente ricca”.

 

Anche Giovanni Cozzolino esprime un parere negativo sulla gestione della situazione da parte del Comune di Imperia: “Rimane la drammaticità della situazione. il Comune ha gestito malissimo la situazione. Questo non è l’ultimo atto della vicenda perché si possono fare ancora le controdeduzioni e i ricorsi. Diciamo almeno che adesso si esce dall’ambiguo, perché fino a ieri non c’era nemmeno la chiarezza sul mantenimento della concessione. Adesso quantomeno sappiamo che strada dovremo imboccare, è un punto di partenza”.

 

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7 commenti

  1. Massimo ha detto:

    Buongiorno,

    dai commenti inviati e dalle notizie lette, mi pare che la situazione sia abbastanza chiara; se non si tratta di malafede da parte del Comune di Imperia, mi sembra a tutti gli effetti malagestione. Una strada per i sfortunati (o gabbati?) proprietari di posti barca sia una bella azione di responsabilità nei confronti degli amministratori (?) locali, co-attori del danno e della beffa.

    Saluti

  2. giancarlo ha detto:

    avete cancellato il commento da me scritto in precedenza mi farebbe piacere fosse rimesso su questa rubbrica poiche i nostri politici ed amministratori,sostenuti da leggi inique che sono abbituati a trattare gli utenti come cartastraccia vengano fermati e venga riconosciuto il diritto di chi ,pagando ,a permesso la costruzione di infrastutture che ,come accade all’estero portano solo benefici e lavoro a molte persone e valuta da parte di molti stranieri che verrebbero volentieri nei nostri porti se non avessero paura di tutto e dico tutto cio che accade da noi

  3. DD ha detto:

    Cortesemente, qualcuno sa cosa succede a chi era in affitto? Il porto sta spedendo le fatture richiedendo il pagamento dell’anno entro il 31/01… ma se tolgono il demanio???

  4. Lorenzo ha detto:

    Purtroppo non è la prima volta che succede. Io ho vissuto una situazione analoga a Lavagna dove fui costretto a ricomprare il mio posto barca giá precedentemente pagato a seguito del fallimento del gestore al quale subentrò l’attuale. Senza alcuna garanzia che la cosa non si ripeta! D’altronde siamo ad Italialand, di cosa ci lamentiamo…

  5. Massimo ha detto:

    Quando ci Hanno fatto firmare il rogito ci é stato detto che il porto era finito Anche i telecomandi dei posti auto ci Hanno dato!!!!. Ho provato a ribellarmi quando mi hanno INTIMATO di firmare il rogito sostenendo che il porto non era finito. Ho ritardato il pagamento di tre mesi mi hanno fatto pagare la penale!!! Se mi fossi rifiutato di pagare avrei perso i posti barca! Ma il comune socio al 33% cosa faceva, cosa controllava. Noi proprietari, con soldi onesti, rogiti regolari, Notai pagati IVA PAGATA ALLO STATO IMU PAGATA AL COMUNE senza rendita CATASTALE. Unici onesti al 100% per le porcate e il mancato controllo dobbiamo leggere che il nostro posto barca FINITO e regolarmente funzionante, pagando regolarmente le spese di gestione và perso e il comune
    potrà rivenderseli alla faccia nostra. Noi non dobbiamo fare causa, i posti sono li ultimati e pagati .
    In un paese democratico e onesto questo non può accadere. Se stà accadendo le leggi devono essere
    cambiate. la CONCESSIONE DEMANIALE è LO STATO e Lo stato deve proteggerci. Il comune ( Stato) ha scelto come socio Acquamare Poteva scegliere fra tanti altri. Perche gli atti che noi firmiamo non ci tutelano. Perchè al compromesso come già per le banche non c’era scritto investimento ad alto rischio,
    se non finiscono il porto entro entro tale data perderete tutto. E il prospetto informativo alla propensione al rischio dov’è. PROPRIETARI TUTTI contattate l’associazione e i più potenti e i meno potenti, ognuno metta in atto col massimo delle forze tutto il possibile. Deve diventare un caso NAZIONALE

  6. Marco ha detto:

    Il Comune si giustifica dicendo che la decadenza della concessione è un atto dovuto poiché le opere a terra non sono ancora terminate, quindi il porto non può considerarsi ultimato. Allora perché quando due anni fa è stata ora di pagare ci hanno detto il contrario e cioè che il porto poteva considerarsi ultimato, nonostante mancassero ancora le opere a terra? Perché il Comune non ci ha detto di aspettare a pagare quando tutto sarebbe stato finito? Mi sembra evidente la malafede di questa banda di delinquenti e mi auguro solo che facciano la fine che si meritano!

  7. Marco ha detto:

    A fare ancora più rabbia è il fatto che la giustizia italiana permetta al Comune che da socio in affari e controllore è divenuto complice di questa vergognosa truffa, per la quale, si noti bene, qualcuno per fortuna sta già subendo il processo, resti impunito e anzi sia libero di decretare la decadenza della concessione, potendo così tornare in possesso dei posti barca fatti e finiti con i nostri soldi e addirittura rivenderli, incassandone due volte il prezzo!

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