Porto di Imperia, non c'è quiete dopo la tempesta: si fermano i lavori

Dopo le vicende che hanno portato all’arresto di Francesco Bellavista Caltagirone e di Carlo Conti e la richiesta di commissariamento della Porto di Imperia Spa da parte del Comune, i lavori di completamento dell’approdo si sono fermati

17 maggio 2012 | di Redazione Liguria Nautica

Dopo le burrascose vicende relative alla realizzazione del porto turistico di Imperia, che hanno visto l’arresto e la detenzione dell’imprenditore Francesco Bellavista Caltagirone, patron di Acquamare (società che detiene il 33,3% della Porto di Imperia Spa, quota che possiedono anche Imperia Sviluppo – sodalizio composto da realtà industriali locali – e il Comune di Imperia) e dell’ex dg Carlo Conti, alle quali va ad aggiungersi la recente richiesta da parte del Comune al Tribunale civile di commissariare la società, i lavori del bacino, ancora in fase di completamento, si sono fermati.

 

Compito del nuovo dg del porto, Guido Corsi, è quello di traghettare la società in acque più tranquille con l’aiuto delle autorità e dei dipendenti. Il direttore ha richiesto una tregua generale, altrimenti si corre il rischio che il completamento dei lavori prosegua fino alle calende greche.

 

Corsi si è fatto nuovamente portavoce della proposta formulata dal presidente della società Stefano Vinti in precedenza giudicata “irricevibile” dal sindaco Paolo Strescino, rappresentante del Comune socio al 33,33% della Porto di Imperia Spa: Acquamare è disposta a offrire in pegno al Comune la sua quota. In tal caso, l’Amministrazione, detenendo il 66,6% della Porto di Imperia, potrebbe, tramite ricorso al credito bancario, conferire appalti a un nuovo soggetto – anche con gara in ambito europeo – in modo da concludere i lavori (che comprendono, tra l’altro, opere a terra e di urbanizzazione). E intanto, chi ha pagato per avere il posto barca, è costretto ad attendere…

 

e.r.

 

(fonte immagine riviera24.it)

 

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