Sanremo, incendio devasta due yacht a Portosole FOTO e VIDEO

Due yacht di 25 metri, “Irbis” e “Manhattan”, sono stati completamente distrutti dal fuoco nelle prime ore del mattino a Portosole: confermate le cause accidentali, probabilmente tutto è partito da alcuni schizzi di olio bollente nella cucina di “Irbis”. Ricercato un marinaio svedese di 22 anni per imperizia, si troverebbe in Francia

29 Agosto 2012 | di Redazione Liguria Nautica

Ultimi aggiornamenti – Incendio e inquinamento colposi sono i reati contestati dalla Procura di Sanremo nel dossier d’inchiesta aperto dopo il rogo dell’Irbis e del Manhattan. È stato identificato il marinaio che avrebbe causato, per imperizia mentre stava cucinando, l’incendio: si tratterebbe di Max Grybble, svedese di 22 anni, che attualmente si trova in Francia. Secondo gli investigatori, Grybble stava cucinando assieme a due conoscenti quando è avvenuta la tragedia.

 

Mentre prosegue il lavoro investigativo per accertare le cause, la procura attende la relazione dei vigili del fuoco. Nel frattempo i sommozzatori della Capitaneria hanno effettuato un sopralluogo sulle due barche per valutare il rischio di inquinamento. Si stimano danni per 12 milioni di euro.

 

 

Sanremo, 29 agosto – Notte da incubo a Portosole: due yacht rispettivamente di 23 e 24 metri, “Irbis” (un Pershing 90 battente bandiera inglese) e “Manhattan” (un Mayora 24 con bandiera delle Isole Vergini), ormeggiati al pontile B, sono stati completamente distrutti da un incendio, intorno alle 4 di questa mattina. Le fiamme sono state originate da cause accidentali (pare che qualcuno stesse cucinando a bordo di “Irbis”) e si sono subito propagate verso il “Manhattan”, trovando facile innesco nel legno e nella plastica. Entrambi gli scafi erano assicurati per cifre che vanno dagli 8 ai 10 milioni euro. Guardate in calce il video girato dagli operatori di Sanremo News:

 

Tempestivo l’intervento degli operatori di Portosole, che hanno spostato il “Manhattan” (trainandolo al largo, dove è stato piantonato a lungo da una motovedetta della Capitaneria di porto), e dei Vigili del Fuoco di Sanremo e Imperia, a lungo impegnati nello spegnimento dell’incendio. Sono state impiegate alcune decine di pompieri per fronteggiare le fiamme e circa un centinaio di diportisti sono stati evacuati per permettere le operazioni di soccorso. Gli occupanti dei due yacht se la sono vista brutta ma fortunatamente sono riusciti ad abbandonare gli scafi in fretta e nessuno ha riportato ferite.

[nggallery id=188]Fotogallery di Sanremo News

 

La causa accidentale dell’incidente è stata confermata questa mattina da Andrea Betti, comandante della Capitaneria di porto e Tenente di vascello. L’ipotesi, ancora in fase di verifica, vuole che le prime fiamme siano partite dopo che alcune gocce di olio bollente, usato per fare le rostelle, siano schizzate fuori.

 

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2 commenti

  1. Rolando ha detto:

    nel diporto l’importante è apparire e la “barca” viene presentata come la villa al mare. Forse sarebbe il caso dopo l’esame di patente (con programmi ministeriali ripuliti di fronzoli vari) conseguire un corso antincendio (normale ed avanzato…vedi Pavia etc.etc), sicurezza, sopravvivenza….in modo particolare agli armatori ed al personale di bordo (i famosi ospiti/amici dei propretari.

  2. Narese ha detto:

    Quanti dispongono a bordo vicino ai fornelli di una “coperta ignifuga”. E quanti sanno usare gli estintori di bordo? Utilizzare tali strumenti e’ semplice, quasi banale se si e’ fatto un minimo di addestramento e se si interviene tempestivamente.

    In Italia, negli esami per la patente nautica si insite in trivialita’ relative al carteggio, quasi si fosse ancora all’epoca dell’ottante e non in quella dei Gps e dei cartografici satellitari mentre nessuno si preoccupa di insegnare realmente cosa fare per domare un principio di incendio od intervenire praticamente in altre occasioni di incidenti vari che possono capitare nel corso della navigazione, come ad esempio una falla!

    Le scuole che preparano per l’esame della patente nautica lo fanno comprensibilmente per far superare gli esami ai loro clienti, piu’ che per prepararli alla vera arte marinaresca. Perché le riviste de settore non promuovono una campagna per sensibilizzare le autorita’, ed in particolare le Capitanerie di Porto e la Guardia Costiera affinche’ pongano l’accento su problematiche piu’ pratiche ed attuali nella preparazione dei candidati al conseguimento delle abilitazioni nautiche, piuttosto che in quelle teoriche come avviene attualmente. Le scuole si adeguerebbero immediatamente al nuovo”trend”.

    Si eviterebbero in questo modo numerosi incidenti, almeno se ne ridurrebbe la gravita’, con minori interventi da parte della stessa Guardia Costiera.

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