Ségolène Royal – Costa Concordia : è polemica

Il ministro all'ambiente del governo francese chiede chiarimenti sulla rotta che attraverserà le coste della Corsica in direzione Genova e sugli eventuali rischi ambientali dovuti al mancato completo pompaggio degli idrocarburi

17 luglio 2014 | di Redazione Liguria Nautica

Mentre proseguono non senza difficoltà le operazioni di rigalleggiamento della Costa Concordia dalla Francia arriva l’attacco di Ségolène Royal. Il ministro all’ambiente francese ha colto infatti l’assist del sindaco di Bastia, la città corsa che la Concordia nel suo viaggio verso Genova lambirà nella sua rotta, per chiedere chiarimenti sia sul percorso sia sugli eventuali rischi ambientali procurati da eventuali residui di idrocarburi. Secondo quanto dichiarato dalla stessa Royal : “Ho ricevuto la sua lettera riguardante le preoccupazioni relative al passaggio del convoglio ‘Costa Concordia’ al largo delle coste della Corsica. Ho immediatamente chiesto al prefetto marittimo del Mediterraneo, vice ammiraglio Yves Joly, in accordo con il mio collega ministro della Difesa, di adottare tutte le disposizioni” – in particolare aggiunge il ministro del governo Hollande – “vigilanza sui tre punti seguenti: fornirmi una prova scritta e incontestabile del pompaggio completo degli idrocarburi dai serbatoi; fornire la prova di assenza di rischi legati ad altre sostanze pericolose (…); l’itinerario preciso del convoglio”.

 

Inoltre a detta della stessa Ségolène Royal sarebbe pronta un’imbarcazione di “garanzia” per vigilare sul passaggio della Concordia al largo delle coste corse: “il prefetto marittimo del Mediterraneo ha già previsto di inviare sulla zona una nave di sostegno e assistenza contro l’inquinamento ‘Jason’, per accompagnare il convoglio seguendo il litorale dell’alta Corsica alla stessa velocità.” In più il ministro francese incontrerà  a breve il ministro all’ambiente italiano Gianluca Galletti per ribadire ufficialmente che : ” fin quando le prove di cui ho parlato più sopra non mi saranno comunicate, autorizzare la partenza del Costa Concordia non mi pare pensabile. Sono sicura che lui sarà altrettanto attento nel preservare le coste francesi e le coste italiane da un inaccettabile oltraggio all’ambiente». Sui serratissimi tempi e le delicate operazioni al largo del Giglio incombe dunque lo spettro di un braccio di ferro internazionale di cui sicuramente avremmo fatto volentieri a meno.

 

 

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2 commenti

  1. Felice ha detto:

    Cara signora,
    Ma voi francesi avete chiesto agli Italiani io permesso di costruire le centrali nucleari vicino ai nostri confini??
    Ma stia zitta…..

  2. Frank Novel ha detto:

    Non sorprende l’atteggiamemto dei francesi ed in particolare della Segolene, la quale lasciata l’alcova dell’Elisee, ora non perde occasione per rompere agli italiani!

    Vuole una “prova scritta e incontestabile” sul pompaggio degli idrocarburi (quante navi francesi transitano nelle bocche cariche di idrocarburi!), vuole una “prova scritta e incontestabile” sull’assenza di rischi legatiad altre sostanze pericolose, come se la Comcordia avesse a bordo uno dei reattori nucleari francesi che minacciano quotidianamente le zone italiane confinanti con la Francia.

    Cara signora, l’autorizzazione alla partenza della Concordia e’ un affare italiano, non cerchi di immischiarsi negli affari altrui. Solo, e soltanto, se riuscira’ a dare “la prova scritta ed incontestabile” che la Concordia ha causato un eventuale danno al suo sindaco di Bastia, allora alzi la voce, non prima per farsi della gratuita propaganda!

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