SFIDE: la più lunga delle Mini Transat

Pochi minuti fa il comitato di regata ha annunciato che non ci farà più scalo a Lanzarote, ma si andrà diretti da Sada alla Guadalupe

5 Novembre 2013 | di Redazione Liguria Nautica

Decisamente questa 19esima Mini Transat sarà ricordata per l’edizione con più colpi di scena….è notizia di pochi minuti fa, che il comitato di regata ha deciso di raggruppare tutti i Mini 6.50 a Sada, per dare una partenza da lì intorno all’11 Novembre, direttamente verso la Guadalupe, senza tappa a Lanzarote. La regata, partita in ritardo di 16 giorni il 29 ottobre, ha visto molti cambi di programma susseguirsi nei primi giorni di regata. I Mini si sono dovuti fermare in Spagna dopo poco più di due giorni di mare, per far passare la grossa perturbazione che spazzava Capo Finisterre. Solo 5 Proto, più veloci dei Serie, hanno potuto raggiungere il primo scalo inizialmente previsto dall’organizzazione – Sada – mentre la maggior parte della flotta ha raggiunto Gijon.

 

Dal 1 Novembre, da quando cioè la maggioranza della flotta è arrivata nel porto spagnolo, l’attesa per il passaggio della perturbazione e per la decisione sul proseguo della regata ha tenuto ben sulle spine tutti i marinai, che giorno dopo giorno erano sempre più inquieti sulle opzioni che si sarebbero potute delineare. Oggi il dado è stato tratto e la direzione di corsa ha optato per una lunga tappa unica da Sada, dove dovrebbe raggrupparsi entro domani tutta la flotta, e l’arrivo, in Guadalupe. Tale decisione è stata dettata da molti fattori, non solo meteo ma anche logistici, visto che la marina di Puerto Calero a Lanzarote aveva dato la disponibilità per accogliere tutti gli 84 Mini fino a una certa data e, dati i giorni di ritardo accumulati, una tappa lì si sarebbe estrinsecata in uno scalo molto – troppo- breve.

 

Questa è una decisone sicuramente difficile da prendere per l’organizzazione ma che per gli skipper implica moltissime conseguenze logistico-organizzative. Preparare un Mini 6.50 con l’idea di stare in mare una decina di giorni, fare tappa e poi ripartire per un’altra quindicina di giorni è una cosa. Cambiare i programmi e scoprire di doverlo preparare (fra l’altro in un porto spagnolo qualsiasi e non dove da mesi si pensava si dovesse fare tappa), è sicuramente un’altra storia. Cambusa, acqua, vestiario, carte nautiche….queste e moltissime altre cose dovranno ora essere inserite nella nuova lista delle “cose da fare”… anche se da Sada.. Senza contare che con una tappa unica, anche se con la possibilità prevista di fare comunque scalo a Lanzarote per chi volesse, il rischio è che la flotta si disperda moltissimo: già nei primi due giorni di regata, il distacco fra i primi Proto e gli ultimi Serie era 100 miglia. Con l’opzione ora delineata, le scelte tattiche si riveleranno dirimenti: chi deciderà di fermarsi comunque a Lanzarote, magari per riparare qualcosa dopo la cavalcata giù da Capo Finisterre, accumulerà molto distacco rispetto a chi farà rotta diretta col solo passaggio del cancello dell’isola delle Canarie, con conseguenti – ulteriori – problemi logistici a livello di barche appoggio….

 

Insomma, la notizia è ancora troppo fresca per cominciare con le analisi di tutte le probabilità e conseguenze. Abbiamo sentito al telefono ieri alcuni italiani a Gijon e si percepiva stress, molta incertezza e un po di preoccupazione. Nei prossimi giorni cercheremo di avere più notizie di prima mano dei sentimenti dei protagonisti.

 

Francesca Pradelli

(foto François Van Malleghem)

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