Speciale Cannes Yachting Festival – Le prime impressioni dalla Costa Azzurra. FOTO

In trasferta al Cannes Yachting Festival è tempo delle prime impressioni su quello che ormai viene considerato il rivale più pericoloso del Salone di Genova

11 settembre 2014 | di Redazione Liguria Nautica

In trasferta al Cannes Yachting Festival è tempo delle prime impressioni su quello che ormai viene considerato il principale avversario del Salone Nautico di Genova. Il nemico più temibile, in una location da sogno come quella della Costa Azzurra, fa sicuramente paura ma Liguria Nautica ha osservato con sguardo critico il concorrente per coglierne pregi e difetti e capire cosa ha in più o in meno rispetto al cugino italiano.

 

I bilanci definitivi andranno comunque fatti sui numeri, alla fine del Salone di Genova, per il momento ci possiamo limitare soltanto alle impressioni e alle voci di banchina degli espositori e degli addetti ai lavori.

 

Dal punto di vista dell’estensione Cannes è leggermente più ristretto rispetto a Genova, ma ciò non si tramuta in un minor numero di barche esposte anzi. Rispetto alle ultime edizioni di Genova Cannes ha al momento una marcia in più numericamente. Presenti i principali cantieri internazionali sia a motore sia a vela che hanno presentato a Cannes le loro ultime novità. Sotto il profilo dello spazio dedicato agli accessori, alla tecnica e all’abbigliamento non c’è storia: Genova mantiene saldamente il primato ma questo dipende anche da una questione di strategie differenti.

 

La sensazione è che la grande ascesa di Cannes nelle ultime stagioni dipenda anche da una questione di moda del momento: in questo momento l’appeal di Cannes è superiore, ma attenzione perché questo non coincide sempre con una qualità superiore. Il Salone di Genova ha perso parte del suo fascino anche per le frequenti polemiche interne agli organizzatori e agli addetti ai lavori. Insomma non è soltanto un problema di crisi economica, occorre vedere anche come è stata e continua a essere gestita la stessa.

 

Almeno in questi giorni centrali della settimana non c’è una supremazia di pubblico di Cannes rispetto alle giornate infrasettimanali di Genova. Gli espositori con cui abbiamo parlato ci hanno indicato anzi una leggera flessione in queste prime giornate di Cannes rispetto all’ultima edizione.

 

La sensazione cogliendo le impressioni degli addetti ai lavori in banchina è che ci sia stata una migliore comunicazione tra gli espositori e gli organizzatori a Cannes nel gestire la crisi e nel trovare le soluzioni migliori. A Genova si attende l’edizione della svolta, i nuovi vertici di UCINA puntano a questo e c’è comunque la volontà dei cantieri di non perdere un patrimonio fondamentale per la nautica italiana come il Salone Nautico. Tutti remano dalla stessa parte, ma adesso occorre iniziare a farlo molto velocemente.

 

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Foto di proprietà di Liguria Nautica riproducibili previa citazione della fonte con link attivo

 

 

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3 commenti

  1. ISYBA ha detto:

    Cannes ha ormai sorpassato e declassato Genova da oltre 2 anni..

    Cannes significa “Festa della Nautica”, Network territoriale (che comprende Golf Juan ed Antibes), offerta integrata di “nuovo”, “usato” e “charter”, nautica piccola, media, grande e mega, ambiente turisticamente adegutao, fiscalità chiara e trasparente.

    Soprattutto Cannes è organizzata da una società indipendente che non deve previlegiare nessuno.

    Questa, invece, è il bilancio della società Fiera di Genova Spa nel trienno 2010-2011-2012.

    Bilancio Fiera di Genova Spa 2010

    La società al 31 dicembre 2010 ha evidenziato una significativa perdita di esercizio, pari ad Euro 835.850,00.

    Competenze di terzi per vendita spazi fieristici, principalmente sostenute per il Salone Nautico: Euro 2.577.000,00

    Bilancio Fiera di Genova Spa 2011

    La società al 31 dicembre 2010 ha evidenziato una significativa perdita di esercizio, pari ad Euro 1.954.924,00

    Competenze di terzi per vendita spazi fieristici, principalmente sostenute nei confronti di UCINA per il Salone Nautico: Euro 2.592.000,00

    Bilancio Fiera di Genova Spa 2012

    La società al 31 dicembre 2010 ha evidenziato una significativa perdita di esercizio, pari ad Euro 4.290.752,00

    Competenze di terzi per vendita spazi fieristici, principalmente sostenute nei confronti di UCINA per il Salone Nautico: Euro 1.456.000,00

    Perdite complessive Triennio 2010-2011-2012 (riconoscendo compensi a terzi per vendita spazi fieristici):
    Euro 7.081.526,00

    Perdite Triennio 2010-2011-2012 (senza riconoscere compensi a terzi per vendita spazi fieristici):
    Euro 456.526,00

  2. Giacomo Umanste ha detto:

    E poi non parliamo a Genova di:
    – padiglioni fatiscenti con il tetto sfondato
    e in cui piove in caso di pioggia
    – servizi igienici che, anche per colpa degli utenti maleducati, assomigliamo a fogne a cielo aperto.
    – impossibilità di uscire in prova a mare con le imbarcazioni.

    Mi dispiace, ma come operatore nella nautica da oltre 15 anni la fiera
    genovese è stata davvero negli ultime edizioni avvilente: qualcuno si è chiesto, magari uno dei ministri che arrivano in pompa magna ad inaugurare, che impressione di sporcizia, trasandatezza fanno padiglioni e pontili a persone che spendono magari milioni di euro per un
    giocattolo? Agli stessi organizzatori non farebbe schifo andare in bagno e trovare i servizi allagato (succede sempre in Marina C) anche soli per lavarsi le mani? Figuriamoci a chi viene in fiera per vedere se può permettersi il sogno di una vita o gli stessi espositori che investono in fiera migliaia e migliaia di euro.

  3. Antonio FEDERICO ha detto:

    Sono un appassionato velista amante del navigare in sicurezza, con semplicità e, possibilmente, stile.Vengo al Salone di Genova da oltre 30 anni e lo trovo sempre più triste.
    Barche
    Vorrei vedere le carene delle barche come un tempo erano esposte nel padiglione B; vorrei vedere una netta divisione tra zona motoscafi e barche a vela senza dover far chilometri per cercare il modello che mi interessa. Vorrei rivedere sempre più quei cantieri italiani che fanno invidia a quelli esteri e che aggiornandosi nei materiali hanno mantenuto e migliorato lo stile del vero made in Italy in ogni aspetto ed accessorio contenendo i costi in tutto quanto non necessario ma non nei materiali usati, anzi…, per combattere la concorrenza e pubblicizzando le scelte fatte con coraggio (senza far nomi).
    Barche solide, essenziali, fatte per navigare seriamente in modo semplice sicuro e veloce quanto basta in un mondo ormai cambiato anche meteorologicamente. Barche dalla carena marina ma dall’opera morta armoniosa e tughe non eccessivamente alte ma con finestrature sicure e sufficienti con possibilità di dare uno sguardo, se pur minimo, in avanti dall’interno e non solo ai lati in caso di necessità, per riscoprire il piacere di navigare come Dio comanda. Barche a dimensione umana. In caso contrario dividete il salone in due: quello dedicato ai natanti e quello dedicato alle imbarcazioni oltre i 10 o 12 metri .
    Organizzatori Salone
    Vorrei persone meno di parte e litigiose responsabili di aver messo in fuga cantri italiani di eccellenza. Burocrati forse poco marinai, esterofili e scarsamente lungimiranti o di parte per proprie tristi scelte.
    Vorrei rivedere almeno un’area del Salone dedicata a barche a dimensione d’uomo fatte per navigare e non per abitare in banchina, come, quelle di molti cantieri nordici, a noi poco noti, olandesi, inglesi, danesi e francesi aiutati anche da leggi favorevoli e chiare e da organizzatori di Saloni con mentaliltà manageriale e dalla cultura marinara e marinaresca.
    Sicurezza
    Largo a sistemi per rendere sempre più semplice la navigazione anche in solitario o in famiglia e sempre piùi ecologici. Per gli architetti, poi, bando a scelte che ti rovinano una crociera (motori e gabinetti poco accessibili e complicati da manutendere con possibilità di scegliere pozzetti di acque nere anche piccoli per spazi non sufficientemente grandi, pozzetti della catena dell’ancora profondi quanto basta per non creare problemi di scorrimento per chi costretto a manovrare in rade affollate e così via. Insomma barche “umane” fatte non per stupire ma per navigare serenamente.
    Leggi
    Vorrei leggi, se pur severe, siano chiare ed ove una barca piccola od una grande abbiano lo stesso alto grado di sicurezza (di non affondare), indipendentemente dalla distanza dalla costa. Ce lo insegnano i navigatori solitari da Slocum, a Di Benedetto solo per citarne alcuni. Utopie?
    Porti:
    Accoglienti non solo per motoscafisti, sicuri e con servizi essenziali ma completi e personale esperto e non improvvisato nell’uso di tecniche e materiali (mastri d’ascia o anche semplici m buoni falegnami, seri meccanici (rispettosi dell’ambiente), attrezzature funzionanti, attenzione alla sicurezza (cavi elettrici abbandonati in acqua a caricare notte e giorno barche senza sorvegliante a bordo, cani sguinzagliati con padroni distratti o troppo fiduciosi…, difese attive e passive fatiscenti,
    Cordiali saluti

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