Speciale manutenzione: il trattamento delle eliche e dei piedi poppieri

Eliche e piedi poppieri, che dolore! Sono le zone dell'opera viva più difficili da trattare, ma il nostro esperto ci indica alcune tecniche per ottenere buoni risultati

28 Ottobre 2016 | di Redazione Liguria Nautica

Autunno, tempo di manutenzione. Tra tutti i lavori da eseguire in barca durante le stagioni fredde ne abbiamo uno che sicuramente risulta particolarmente ostico per tutti, soprattutto perché non è facile ottenere buoni risultati. Stiamo parlando del trattamento delle eliche e del piede motore, una zona nevralgica dell’opera viva di ogni barca, un vero e proprio tallone d’achille dei lavori di manutenzione.

Questo perché il trattamento di queste zone non è affatto facile e spesso può bastare il minimo errore per mandare a monte la tenuta dei prodotti su queste zone. A chi non è capitato di trovare l’elica piena di vegetazione solo poche settimane dopo avere fato carena? E’ un problema comune a tutti.

Abbiamo deciso quindi di affrontare questo problema spinoso, ma lo facciamo con i consigli di un professionista, Valerio Silvagno, Product Senior Manager dell’azienda Boero Bartolomeo spa.

 

LN – Dal punto di vista delle tecnica del trattamento, e dei prodotti da applicare, ci sono differenze tra il lavoro da eseguire sul piede e quello sull’elica?

V.S. – I materiali con cui sono fatti piedi poppieri, eliche e motori (leghe di alluminio e vari tipi di bronzo) sono notoriamente supporti che necessitano particolari accorgimenti sia dal punto di vista della preparazione superficiale sia dei prodotti da utilizzare
Normalmente durante la fase di carenaggio queste zone sono spesso trascurate e lasciate per ultime, soprattutto le eliche di bronzo.
Per quanto concerne la tecnica del trattamento del supporto non ci sono differenze, qui di seguito le regole per preparare le superfici:
PIEDI POPPIERI, ELICHE E FUORI BORDO:
A. Si procede con la pulizia della superficie asportando se necessario tutti i vecchi cicli di pitturazioni non perfettamente aderenti
B. Irruvidire la superficie con mezzi meccanici o manualmente con l’utilizzo di carta abrasiva
C. Pulire con un detergente liquido, facendo attenzione a non utilizzare solventi e trattare la superficie utilizzando guanti protettivi.
D. Lasciare asciugare la superficie
E. Applicare il ciclo di verniciatura specifico

LN – Come possono essere risolte, almeno parzialmente, le criticità del trattamento di queste parti?

V.S. – A Causa della complessità delle superfici da trattare è importante prestare attenzione ai mezzi meccanici che si utilizzano per effettuare la preparazione della superficie, asportare tute le parti in gomma per evitare il danneggiamento delle stesse, rispettare le condizioni di utilizzo e i tempi di ricopertura indicate sulle schede tecniche dei prodotti in modo da ottenere un ciclo performante e fare attenzione a non utilizzare mezzi abrasivi troppo fini per evitare di avere una superficie troppo liscia e quindi che ha poco grip al ciclo di pitturazione.
Non per ultimo si deve fare attenzione per quelle imbarcazioni in GRP composito e acciaio che possono avere Anti fouling a base rame e montano un sail drive in alluminio; in questo caso non si può applicare la stessa Anti fouling.

LN – Come cambia questo trattamento dalle barche a vela a quelle a motore?

V.S. – Non esiste nessuna differenza tra le barche a vela e quelle a motore sia che abbiano piedi poppieri in bronzo o alluminio, eliche in bronzo, assi in acciaio inox o sail drive in alluminio.

BYC_ORION PRIMERL.N. – Che tipo di prodotti possiamo impiegare?

V.S. – Il ciclo indicato per queste aree sono prodotti sviluppati e formulati espressamente per questo tipo di utilizzo che resistono alle forti turbolenze che si creano nelle zone dove sono utilizzati questi strumenti.
Di seguito il paint system:

1 mano di ORION PRIMER applicata in modo omogeno e a bassi spessori, per preparare la superficie alla fase successiva
Applicazione di almeno 2 mani di ORION EXTRA rispettando i tempi di ricopertura del primer indicati nella scheda tecnica

Si consiglia di eseguire il lavoro appena la barca è stata alata in maniera da avere il tempo sufficiente per ottenere una buona essiccazione del ciclo di pitturazione.

LN – Un trattamento simile, quanto può durare nel tempo?

V.S. – Se il ciclo è stato eseguito a regola d’arte si può ragionevolmente pensare che questo abbia una durata di almeno una stagione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Il lettore è responsabile a titolo individuale per i contenuti dei propri commenti. In alcun modo le idee, le opinioni, i contenuti inseriti dai lettori nei commenti ad articoli e notizie rappresentano l’opinione dell’editore, della redazione o del direttore responsabile.
Il lettore non può pubblicare contenuti che presentino rilievi di carattere diffamatorio, calunniatorio, osceno, pornografico, abusivo o a qualsiasi titolo illecito e/o illegale, né assumere atteggiamenti violenti o aggredire verbalmente gli altri lettori.
La segnalazione di eventuali contenuti diffamatori, offensivi o illeciti e/o illegali può essere effettuata all’indirizzo e-mail info@ligurianautica.com, specificando il contenuto oggetto della segnalazione attraverso link diretto. La redazione provvederà a verificare il contenuto e prenderà eventuali provvedimenti nel più breve tempo possibile.

Potrebbe interessarti anche

© Copyright 2006 - 2017 Liguria Nautica - Testata giornalistica on-line del turismo nautico in Liguria,
registrato al nr. 20/2011 con autorizzazione nr. 159/2011 del Tribunale di Genova dal 23 sett. 2011 Editore Carmolab SAS - P. Iva. 01784640995 - Direttore Responsabile: Alessandro Fossati
Tutti i contenuti e le immagini di proprietà di Liguria Nautica sono liberamente riproducibili previa citazione della fonte con link attivo

Pubblicità | Redazione | Privacy policy | Informativa cookies | Contatti

sito realizzato da SUNDAY Comunicazione