SPECIALE MANUTENZIONE: il rimessaggio fai da te

I consigli utili per la manutenzione invernale e per risparmiare con i lavori fai da te

19 marzo 2012 | di Redazione Liguria Nautica

La bella stagione è ormai alle porte e state già programmando i tanti piccoli lavori di manutenzione da fare sulla vostra barca prima di andare in acqua. La crisi non risparmia neanche la nautica, e sicuramente tra di voi ci sarà chi sta pensando di occuparsi personalmente del rimessaggio della propria barca: carena, antivegetative, asse dell’elica, piedi poppieri e zinchi, sono tante le cose da imparare per fare un buon lavoro e soprattutto per non avere fastidiosi contrattempi da risolvere quando deciderete di mollare gli ormeggi per le vostre vacanze.Vi proponiamo quindi un vademecum del fai da te, per scoprire i segreti della manutenzione invernale. Munitevi di una mascherina contro le polveri sottili e di qualche vestito vecchio, andiamo in cantiere per preparare la vostra barca.

 

1- Antivegetativa

 

Se durante l’estate vogliamo goderci in tutta pace i nostri bagni, senza essere costretti a munirci di maschera e pinne per pulire la fastidiosa vegetazione che assalta la nostra carena e rallenta la barca, sarà bene scegliere il prodotto adatto alle nostre esigenze a prestare cura ad alcuni particolari.

L’operazione preliminare da fare è quella di lavare con un’ idropulitrice l’intera carena, così da rimuovere ogni traccia di vegetazione. Arriva quindi il momento di dare un’abbondante carteggiata ai vecchi strati di vernice accumulati sulla chiglia; quest’operazione ha una doppia importanza: facilita la presa del nuovo strato di antivegetativa e combatte il rischio di osmosi. Non dimenticate poi di applicare uno strato di primer epossidico. Strati su strati di vernice accumulata negli anni sono fortemente sconsigliati perché favoriscono l’umidità interna che a lungo andare può trasformarsi in osmosi.

 

Fatte queste operazioni è il momento di scegliere la vernice antivegetativa più adatta alle nostre esigenze. Ma quale sarà la migliore? Ne abbiamo parlato con Stefano Vernocchi di Vecom, azienda genovese specializzata in vernici, materiali e attrezzatura soprattutto per il settore nautico. Stefano ci ha spiegato che esistono sul mercato tanti tipi di prodotti, ma ha ristretto il campo a due tipologie, adatte alle esigenze più frequenti dei diportisti: le antivegetative autoleviganti e quelle a matrice dura. Se riteniamo di utilizzare la barca per pochi periodi l’anno, prevedendo lunghe soste, l’ideale è applicare la vernice a matrice dura: offre molta più resistenza alla formazione della vegetazione e dura a lungo. Stesso discorso se possediamo una barca molto veloce, come un motoscafo in grado di panare a 35 nodi: anche in questo caso la matrice dura è obbligatoria se non vogliamo vaporizzare la nostra vernice in poche uscite. L’autolevigante è invece particolarmente indicata per le lunghe navigazioni: la parte più esterna con il tempo si deteriora scoprendo quella viva e garantendo sempre la giusta protezione.

 

2- Piede poppiero e assi

 

Terminata la carena cominciamo a prenderci gusto, e arriva il momento di occuparci di elica e asse, e, nel caso di una barca a motore, del piede poppiero. Ma come posso fare a evitare il fastidioso inconveniente di vedere svolazzare in acqua l’antivegetativa nuova che ho applicato sull’elica non appena la barca va in acqua? Si tratta di punti particolarmente critici sia dal punto di vista della manutenzione che da un punto di vista strettamente meccanico. Sono le zone dove l’antivegetativa ha le maggiori difficoltà ad aderire per il moto vorticoso alla quale è sottoposta, e di conseguenza sono le più esposte all’attacco della vegetazione. Il trattamento di queste zone è particolare: riuscire a tenere l’elica e le zone vicine pulite per l’intera stagione è quasi un miraggio, ma si possono prendere degli accorgimenti per migliorare la resa. Dopo un’attenta pulitura, passeremo un primer epossidico e, dopo circa dodici ore di attesa, daremo due mani di antivegetativa su elica, assi o piedi poppieri. Qui la scelta cadrà sulla matrice dura, e comunque in commercio esistono dei prodotti appositamnte studiati per eliche e parti affini. L’utilizzo di grassi per facilitare la tenuta della vernice non ha risultati che possono essere ritenuti attendibili. Da un punto di vista meccanico, soprattutto per le eliche delle barche a vela, è di fondamentale importanza controllare il buono stato delle boccole: se le pale hanno un gioco eccessivo è il sintomo che qualche boccola è corrosa, corriamo quindi il rischio di perdere la pala mentre siamo in navigazione. Inconveniente assolutamente da evitare.

 

3- Zinchi e corrosione galvanica

 

Ma a cosa servirà mai questo blocco di zinco posizionato sulla mia elica, tutto forato e divorato dalla corrosione? L’acqua di mare è un liquido conduttore, scientificamente definito elettrolita, che a causa della sua azione può fare dei fastidiosi “scherzetti corrosivi”. Di cosa stiamo parlando? Le carene delle barche hanno un’alta presenza di metalli: assi, eliche, piedi poppieri etc., sono tutti componenti realizzati con vari tipi di metalli che hanno una diversa elettronegatività. L’acqua salata può facilmente collegare elettricamente tra loro queste parti, con il risultato di corrodere il metallo dall’elettronegatività minore. Come ovviare a questo inconveniente? Il nostro amico zinco, metallo che si caratterizza per una bassissima elettronegatività, arriva in nostro soccorso. Basta applicare delle apposite placche, dette anodi, in alcuni punti strategici e il gioco è fatto: lo zinco farà da cavia lasciandosi corrodere e di conseguenza proteggerà le parti più importanti della carena. Basta ricordarsi di cambiare gli anodi eccessivamente corrosi prima di andare in acqua e l’energia galvanica non sarà più un problema.

 

4- Motore

 

Siamo infine arrivati a occuparci del motore. Ma come posso fare a sapere di cosa ha bisogno il mio se non capisco assolutamente nulla di pistoni, cilindri e affini? Fermo restando che la consulenza di uno specialista è consigliata, alcuni accorgimenti possono essere utili per ricordare le cose più importanti da controllare.

Il livello dell’olio, sia quello del motore che quello dell’invertitore, è sicuramente una delle prime cose da verificare. Il primo è buona norma sostituirlo una volta l’anno, mentre per il secondo basta valutarne il livello. Prestate attenzione a un particolare: quando controllate l’olio del motore analizzando l’asta che ne misura la quantità, l’olio deve presentarsi pulito, con il tipico colore giallo e senza residui. Se, al contrario, appare sporco, come pieno di fuliggine, allarmatevi perché significa che il vostro motore non è in buona salute. Chiamate quindi un meccanico di fiducia per verificare la situazione.

Pulite poi i filtri dell’aria e dell’olio: quelli del gasolio, invece, è meglio sostituirli ogni anno. Controllate anche la girante della pompa acqua-mare, se è rovinata cambiatela utilizzandone una di neoprene, e per concludere questa sorta di “tagliando”, controllate la tensione delle cinghie trapezoidali del motore. Ovviamente tutte queste operazioni vengono effettuate nei cantieri di rimessaggio: ma sapere quello che va monitorato nel proprio motore aiuta a non farsi fregare e, perché no, a risparmiare non poco effettuando da sé alcune operazioni.

 

A questo punto avrete effettuato i principali lavori da fare per una minima manutenzione stagionale della vostra barca. Ovviamente le cose da verificare potrebbero essere molte di più, come la manutenzione degli interni, quella del tender e della zattera, del motore ausiliario e  molto altro ancora, ma i consigli che vi abbiamo dato dovrebbero bastare per risparmiare qualche soldo e per togliervi la soddisfazione di prendervi personalmente cura della vostra barca.

 

Mauro Giuffrè

 

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3 commenti

  1. Gaetano ha detto:

    Articolo interessante.A questo proposito bisognerebbe creare un elenco di ditte “autorizzate” alla manutenzione dei motori diesel marini piu’conosciuti per evitare d’imbattersi negli stregoni tuttofare e nei secondo-lavoristi e/o pensionati che dicono di conoscere tutto del nostro motore.Altra specie da evitare gli elettricisti di bordo………..veramente tossici.
    Ps. Ovviamente parlo per esperienza vissuta.

  2. MIKE ha detto:

    … ma l’olio motore come fa a restare ‘giallo pulito’ se lavora con il gasolio??

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