SPECIALE MANUTENZIONE – Un occhio alla carena: umidità, levigatura, antivegetativa

Con l'arrivo dell'autunno è arrivato il momento di monitorare la carena: attenzione all'osmosi, valutare lo stato dell'opera viva durante il rimessaggio può essere fondamentale

17 settembre 2012 | di Redazione Liguria Nautica

Preparare la carenaCol finire della bella stagione è tempo di iniziare  a pensare ai lavori di manutenzione della carena, sia per chi intende tenere la barca in secco durante l’inverno, sia per chi, come nel caso dei velisti, decide di fare una breve sosta in cantiere e tornare in acqua durante l’autunno.

 

Le barche a vela che vanno in cantiere per prepararsi alla stagione di regate invernali fanno una breve pausa di poche settimane: in questo caso l’umidità della carena ha poco tempo per asciugarsi e la decisione di far tornare subito la barca in acqua andrebbe presa solo nel caso in cui le condizioni dell’opera viva siano ottimali. Dopo avere pulito la carena con l’idropulitrice, valutatene con attenzione lo stato, andando a caccia della minima bollicina che potrebbe tradire la presenza di osmosi. Le bolle di osmosi non sono difficili da individuare: bucandole con un oggetto appuntito vedrete uscire un liquido giallastro o arancione che odora di uovo marcio misto ad aceto. E’ il segnale inequivocabile che la carena è stata attaccata dall’osmosi (alla quale dedicheremo un servizio più approfondito durante l’inverno).

 

Anche se lo scafo non presenta bolle di alcun tipo, controllate il livello di umidità della carena è comunque importante. Sul mercato esistono vari strumenti elettronici in grado di rilevarla, o eventualmente potrete chiedere una perizia al vostro cantiere di fiducia. Ricordatevi di eseguire il controllo non nei giorni immediatamente successivi all’alaggio, ma lasciate passare almeno un paio di settimana così da rendere la verifica attendibile. Questo tipo di lavori ovviamente valgono anche per le barche a motore, che normalmente restano per più tempo in cantiere durante l’inverno, favorendo così l’evaporazione dell’umidità.

 

Concluse queste operazioni preliminari arriva il momento di preparare la carena: per chi intende fare regate è consigliabile asportare quasi totalmente i vecchi strati di antivegetativa, prestando massima attenzione a non intaccare il gelcoat mettendo pericolosamente a vivo la vetroresina dello scafo. Esportare la vernice vecchia nelle barche a vela serve, oltre a favorire l’evaporazione dell’umidità, a eliminare lo scalino tra opera viva e opera morta favorendo uno scivolamento migliore sull’acqua. Per le barche a motore sarà comunque buona norma non accumulare più di due o tre strati di antivegetativa, evitando così di intrappolare l’umidità nello scafo.

 

Per carteggiare la carena si può optare per una levigatrice nel caso in cui la barca è più lunga di 7-8 metri, utilizzando una carta di grammatura 40 per un lavoro attento e non eccessivamente invasivo.  Se avete portato quasi tutto lo scafo al gelcoat, ricordatevi di passare una mano di primer epossidico prima di applicare l’antivegetativa.

 

Preoccupatevi poi di controllare o cambiare gli zinchi (come vi abbiamo spiegato in un altro Speciale Manutenzione) e verificate la corretta tenuta delle boccole dell’elica e del timone. Fatto ciò è arrivato il momento di pensare all’antivegetativa.

 

La matrice dura si consiglia per le barche a motore, date le elevate velocità che possono raggiungere, o in generale per le barche che rimangono in acqua solo pochi mesi l’anno. Nel caso di una barca a vela si può optare invece per una vernice autolevigante, più adatta se si intende restare in mare per periodi lunghi. Ricordatevi di pulire bene l’elica e passarvi una mano di primer epossidico: aiuterà la tenuta dell’antivegetativa, che su elica, asse o piedi poppieri, è decisamente preferibile a matrice dura.

 

Applicate uno strato di carta-colla sulla linea di galleggiamento per evitare di sporcare lo scafo con la vernice, e passate due mani di antivegetativa con un rullo a pelo corto: la prima anche più di una settimana prima del varo, la seconda solo nei giorni immediatamente precedenti la discesa in acqua. Se esporrete per un periodo troppo lungo l’antivegetativa al sole rischiate di diminuirne l’efficacia. Quando la barca sarà già imbracata dalla gru, non dimenticate di passare la vernice anche nei punti d’appoggio dell’invaso, aiutandovi con una leggera carteggiata mentre la barca è sollevata.

 

Mauro Giuffrè

 

 

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1 commento

  1. michele ha detto:

    Istruzioni chiare semplici ed efficaci , complimenti e … grazie

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