SPECIALE PESCA – Le Stelle di Primavera

Tra la Primavera e l'Estate la Leccia Stella popola il sotto costa e si spinge anche nei porti: lo spinning e la pesca con la bombarda sono tra le migliori tecniche per insidiare questo combattivo predatore

13 Maggio 2013 | di Redazione Liguria Nautica

Con il caldo della Primavera i pescatori più pigri che hanno tenuto le canne in cantina per evitare il freddo dell’Inverno, sono pronti a spolverare l’attrezzatura per dedicarsi al loro hobby preferito grazie all’arrivo della bella stagione. Per chi ama frequentare le banchine dei porti, da nord a sud, questo è il periodo ideale per insidiare la bellissima Leccia Stella, uno splendido predatore che frequenta le coste italiane tra la Primavera e l’estate, molto combattivo e divertente da pescare.

 

 

 

Trachinotus Ovatus

La Leccia Stella, definita scientificamente Trachinotus Ovatus, è un predatore appartenete alla famiglia Carangidae, ampiamente diffuso in Mediterraneo e nelle zone tropicali, da non confondere con il parente più grande, la Leccia Amia. La Stella infatti, a differenza della Amia che può superare i venti chili, difficilmente supera i 50 cm. L’aspetto di questo pesce è particolarmente bello: corpo leggermente ovale di colore argento e madreperla, piccole macchie scure dalle quali prende il nome di Stella, una coda potente che gli garantisce velocità e potenza in acqua e una dentatura affilata. Un feroce predatore in miniatura, molto gradito anche in tavola.

 

Habitat

La Leccia Stella frequenta tra la Primavera e la prima parte dell’Estate il sotto costa, mostrando di gradire particolarmente le dighe foranee, soprattutto l’esterno. La possiamo trovare in caccia anche sotto i pontili galleggianti che pullulano di piccoli pesci o in agguato nella schiuma lungo una scogliera. La sua presenza spesso è tradita dalle bollate in superfici durante la caccia.

 

Tecniche di pesca

L’aspetto più divertente della pesca alla Leccia Stella, oltre alla sua grande combattività, è che la si può insidiare con svariate tecniche e esche. Le più divertenti a nostro avviso sono lo spining e la pesca con la bombarda.

Per lo spinning occorre usare una canna dall’azione fast, in grado di manovrare anche artificiali da top water data l’abitudine della Leccia di cacciare in superficie. Come mulinello, dato il peso non elevato delle prede, si può optare per qualcosa di light-medium, mentre in bobina per rendere la pesca sportiva potremo usare un buon 0.22 accoppiato con un finale in fluor carbon dello 0.18. Gli artificiali più comuni sono le piumette, i cucchiaini, le piccole esche siliconiche o popper di dimensioni ridotte.

 

 

Per la pesca con la bombarda occorrerà una bolognese intorno ai 4m, mentre per il filo si possono usare le stesse misure indicate per lo spinning. Si può decidere di utilizzare la bombarda con pasturatore, da caricare con un misto di mollica e bigattino, quest’ultimo da utilizzare anche come esca sull’amo. Si può provare con un’azione di pesca quasi simile allo spinning: lancio seguito da un recupero lento, per permettere alla bombarda di rilasciare lentamente la sua nuvola di odori che attirerà le Stella.

 

 

 

Mauro Giuffrè

 

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3 commenti

  1. Per prendere la leccia direi che si può pescare applicando sia la tecnica della caduta sia l’aspetto. La caduta si attua nei confronti di pesci avvistati dall’alto, condizione piuttosto rara come incidenza, ma possibile non solo sui cappelli delle secche al largo. Magari si sta sommozzando su un fondale di una decina di metri e la leccia si staglia a mezz’acqua dando la possibilità di cadergli sopra ed effettuare l’approccio diretto. A volte è cosi spavalda che può arrivare in superficie a guardarvi da vicino ma se c’è il fucile pronto è l’ultima cosa che potrà fare! All’aspetto, invece, è frequente vederla comparire davanti magari mentre si sta attendendo qualche muggine, o altre specie ittiche: è una bella emozione vedere comparire all’improvviso un pelagico argento di qualche decina di chili!

  2. Daniele ha detto:

    SI mangia?

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