Speciale Tecnica – A vela in crociera

Alzare le vele, spegnere il motore e dimenticarsi dello stress: come gestire i pesi e con quali vele divertirsi

25 Luglio 2013 | di Redazione Liguria Nautica

Siamo finalmente in crociera, ma non vogliamo rinunciare al gusto di una bella veleggiata: volete gustari il piacere di spegnere il motore e sentirsi veramente in vacanza?

 

Le barche, quando sono in assetto crocieristico, tendono però ad assomigliare più a una casa galleggiante che a un mezzo a vela. La tendenza è quella di riempirle di qualsiasi cosa ci venga in mente per la nostra comodità: il risultato è che, con la linea di galleggiamento sprofondata sott’acqua a causa del peso, la poveretta faticherà a camminare nelle ariette estive e i vostri ospiti diranno: “Che caldo che fa…non si potrebbe accendere il motore e andare in quel posto dove vogliamo fare il bagno più velocemente”? Con relativa conclusione del divertimento velico.

 

Cercate quindi di non appesantire eccessivamente la vostra barca, regalandovi una vacanza un pizzico più spartana ma più in sintonia con il ritmi del mare. I pesi che caricate, cercate di concentrarli il più possibile al centro barca: oltre al giovamento per le prestazioni a vela diminuirà il beccheggio all’ancora.

 

Un capitolo a parte della vela in crociera va dedicato alla gestione e l’utilizzo delle vele: va da se che le vele da regata restino in garage e si monti il buon vecchio dacron, ma anche le vele da crociera vogliono essere regolate e portate al meglio per far camminare la barca. Ok, vi state godendo le vostre ferie e non vi chiediamo le micro-regolazioni del carrello del genoa, ma almeno appuntare la drizza e dare un occhio alle scotte, siete pur sempre velisti, anche se in crociera.

 

Anche per i crocieristi può essere molto divertente armare un gennaker e sfruttare i momenti di navigazione alle andature portanti per cimentarsi con questa vela senza lo stress delle regate: la si potrà armare in tutta calma, magari con l’ausilio di una calza. Il gennaker in crociera può essere molto divertente, in quanto consente di fare interi trasferimenti a buone velocità anche se il vento non è molto sostenuto.

 

 

 

 

Per i più tecnici e spendaccioni, bisogna parlare di Code Zero: le velerie, così come fanno già per i gennaker, realizzano serie di questa vela dedicate alla crociera. Minore superficie velica e più tessuto rispetto ai Code da regata, il che equivale a maggiore gestibilità e durata nel tempo. Quando il vento durante la navigazione si posizionerà tra la bolina larga e il traverso è il momento di issarlo: con un 40 piedi, con 8-9 nodi di vento reale, se ne possono arrivare a fare anche 7 per le barche più sportive.

In ultimo non dimenticate mai che: spegnendo il motore e issando le vele, fate un favore all’ambiente e ai vostri timpani.

 

Mauro Giuffrè

 

 

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