SPECIALE TECNICA – Al via i campionati invernali: ma la tua barca è pronta?

Pesi, vele e carena: sono le tre carte vincenti per affrontare al meglio la stagione di regate invernali, spesso impegnativa per barca ed equipaggio

5 Novembre 2012 | di Redazione Liguria Nautica

I Campionati invernali sono ormai alle porte, e in Liguria, da Sanremo a Chiavari passando per Varazze, manca meno di una settimana alla partenza delle principali regate classiche della stagione fredda. Tanti i partecipanti come ogni anno, ma siete tutti sicuri che la vostra barca è preparata al meglio?Conoscendo il livello dei nostri lettori indubbiamente avrete fatto un buon lavoro, ma facciamo un veloce ripasso delle tre cose più importanti da preparare prima di affrontare la stagione di regate invernali.

 

Pesi e assetto:

 

Nota dolente. Dopo le crociere estive la barca è piena di tutto, una specie di casa galleggiante che, al grido di “ci potrebbe servire”, viene riempita da tutta una serie di pesi che dal punto di vista velico la penalizzano non poco. Dimenticate le crociere e ogni ricordo della comodità: per essere efficienti in regata, l’interno della vostra barca deve essere invivibile. Come ci ha anche raccontato Davide Besana in un’intervista sull’ottimizzazione di Midva, occorre svuotare la barca di tutto ciò che non è indispensabile per le regate. Tradotto: lasciate a bordo solo l’ancora di stazza, pronta ma a piede d’albero, una cassetta degli attrezzi, due parabordi, un tavolo (spesso di stazza ma sarebbe consigliabile smontare quello da crociera e montarne uno alleggerito), cime d’ormeggio, scotte per tutte le manovre più un paio di riserva, dotazioni di sicurezza, vele. Tutto ciò che non rientra in questo elenco indicativo è da considerarsi superfluo. L’obbiettivo è quello di fare lavorare la carena della barca sulle sue linee d’acqua ottimali, come da progetto, eliminando tutti i pesi che vanno a alterare questo funzionamento e concentrando quelli che restano a bordo il più possibile a centro barca.

 

Le vele

 

Non tutti hanno ovviamente la possibilità di avere vele nuove per ogni stagione, l’obbiettivo può essere quindi anche quello di far lavorare al meglio l’attrezzatura a disposizione se ancora utilizzabile per regatare. Un check completo di tutte le vele diviene indispensabile per evitare fastidiosi inconvenienti nei momenti cruciali.

Controllare in veleria tutti i punti critici: nel caso dei fiocchi e dei genoa uno di questi è la balumina. Con la vela che tende a “spanciare” la balumina inizierà a chiudere troppo anche con meolo lascato e punto di scotta molto indietro; in quel caso può essere utile farla rifilare per ottenere una forma migliore della vela. Attenzione poi alla parte iniziale dell’infieritura dei fiocchi: tende a rovinarsi col tempo e si sfilaccia, causando problemi nell’issata della vela, ritardo non da poco se avete da girare una boa.  Per la randa monitorare in particolare gli eventuali garrocci e i relativi carrelli, i puntastecche, le tasche delle stecche e i rinforzi sulla mano di terzaroli. Verificare poi che la vela non abbia delle microabrasioni o piccoli tagli che ne possono compromettere l’integrità con vento forte.

Per gli spinnaker discorso simile sui piccoli strappi, a volte poco visibili: controllare con perizia tutta la vela alla ricerca del minimo foro, valutare la tenuta delle cuciture sulle balumine e di quelle tra i ferzi.

 

Carena

 

Non ci stancheremo mai di ripeterlo: si può alleggerire la barca, si possono comprare vele tecnologiche, ma senza un minuzioso lavoro di carena può essere tutto inutile. Bisogna arrivare alla prima regata del campionato con la carena a specchio, perfetta. Consigliamo non una semplice pulitura affidata a un sommozzatore, che dopo pochi giorni esaurirebbe la sua efficacia, ma piuttosto di fare un lavoro ben fatto e accurato in cantiere. Sulla scelta delle antivegetative vi rimandiamo al nostro speciale sulla carena, ma vi ricordiamo qui l’importanza di eliminare gli strati di vernice vecchia prima di dare i nuovi: meno spessore è uguale a migliori performance e minore umidità trattenuta dalla carena.

 

Mauro Giuffrè

 

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