SPECIALE TECNICA – Hai alleggerito la barca per le regate?

Alleggerire la barca è un'operazione fondamentale prima della stagione di regate, per liberarsi dei troppi confort che vi fanno compagnia in crociera

7 novembre 2013 | di Redazione Liguria Nautica

I Campionati Invernali sono sempre più vicini, ma la vostra barca non è ancora pronta: non vorrete andare in regata con la linea di galleggiamento sprofondata sott’acqua e i gavoni pieni di pentole? E’ tempo di alleggerire il vostro cavallo e farlo passare dall’assetto crocieristico a quello da corsa, un’operazione fondamentale se volete partecipare alle regate invernali con un minimo di logica competitiva. Poco importa se avete una barca vecchia, merita lo stesso riguardo e l’attenzione ai pesi di una nuova.

 

Per capire l’importanza dei pesi a bordo basta pensare che durante le regate lunghe, gli equipaggi consapevoli di questo fattore importantissimo a ogni virata o strambata spostano tutti i pesi residui da una parte all’altra per ottimizzare l’assetto (come dimostra la foto), incluse casse d’acqua vestiario e tutto il necessario. Fare regolarmente quest’operazione faticosa può portare vantaggi anche di miglia rispetto a chi non la fa.

 

Iniziamo da un concetto base: a bordo deve restare tutto quello che è funzionale alla conduzione della barca in regata, tutto il resto è assolutamente e inutilmente superfluo. Fate una lista di quello che serve: scegliete le vele da imbarcare, le scotte da utilizzare, una cassetta dei ferri fornita, le dotazioni di sicurezza necessarie, un banzico per salire sull’albero, l’abbigliamento tecnico, i pezzi di ricambio (moschettoni, bozzelli etc). Quello che non rientra in questa lista non serve, quindi è un peso inutile. Aprite ogni sportello e gavone e sbarcate tutto senza esitazioni, la vostra barca vi ringrazierà e saprà come ricompensarvi.

 

Molti equipaggi amatoriali sottovalutano l’importanza di quest’operazione, per pigrizia o proprio perché non credono fino in fondo che 70 chili messi in un posto sbagliato penalizzano la barca, anche di molto, salvo poi chiedersi come mai vengono superati anche dalle barche più vecchie. La barca naviga al meglio sulle sue linee d’acqua, non sprofondata sotto il peso dei tanti superflui confort crocieristici.

 

Fatto ciò parliamo di un capitolo quasi tabù: il tavolo. Sfatiamo un mito che lo vuole obbligatorio a bordo, causa stazza, durante le regate. Se è vero che il tavolo viene previsto di stazza, non c’è scritto proprio da nessuna parte che debba essere quello originale della barca in legno massello e pesante un quintale. Sbarcarlo darà sollievo a tutti: alla barca sicuramente, e soprattutto all’equipaggio che potrà trasportare i sacchi velici su e giù dalla dinette senza problemi. E la stazza? Andate in un centro commerciale, compratevi un tavolo pieghevole di plastica, quelli da campeggio, e imbarcatelo, il problema è risolto.

 

Tutto ciò che resta a bordo deve essere scrupolosamente concentrato a centro barca, inclusa l’ancora (armata e pronta a essere filata in acqua in caso di emergenza). A prua resteranno soltanto i sacchi degli spinnaker, molto leggeri, mentre le cabine di poppa dovranno essere totalmente sguarnite.

 

I serbatoi dell’acqua saranno assolutamente vuoti: che non vi venga in mente di lasciare un po’ d’acqua “nel caso in cui qualcuno voglia darsi una rinfrescata”, un serbatoio pieno per metà. con l’acqua che si muove a ogni oscillazione, per l’assetto della barca è anche peggio di uno pieno. Stesso discorso per la benzina: nel serbatoio solo quella strettamente sufficiente all’uscita per la regata giornaliera, se proprio avete l’ansia di restare senza imbarcate 10 lt d’emergenza in un bidone e stivatelo a centro barca ben legato.

 

Mauro Giuffrè

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3 commenti

  1. Mauro ha detto:

    Gentili lettori vi ringraziamo per essere intervenuti e fa molto piacere ricevere delle riflessioni da persone competenti e informate. Premessa: riteniamo, e ci auguriamo, che chi frequenti i campi di regata debba conoscere il regolamento e leggere con spirito critico eventuali articoli in materia. Vi rispondiamo partendo dal caso più semplice citato, la regola 78 dell’ISAF 2013-2016:

    – Abbiamo volutamente parlato di “linea di galleggiamento” sprofondata sott’acqua a inizio articolo, per specificare che l’operazione di alleggerimento da noi indicata debba riportare la barca sulle sue linee d’acqua ORIGINALI, con un peso il più vicino possibile a quello indicato nel progetto. E’ quindi consigliabile effettuare l’operazione di stazza a barca vuota: ovvero con il suo mobilio originale, come da regolamento, ma svuotata dei pesi non previsti nel dislocamento di progetto.

    – Il caso della regola 51 è più complesso. Regola 51: “Tutta la zavorra mobile, incluse le vele che non sono armate, deve essere ben stivata. L’acqua, i pesi morti o la zavorra non devono essere mossi allo scopo di modificare l’assetto o la stabilità…”. Attenzione: le vele non utilizzate (e quindi tutta l’attrezzatura che è un peso attivo a bordo dato che se ne fa continuo utilizzo, come con la cambusa, il vestiario etc) sono elencate tra la zavorra mobile che deve essere ben stivata, non si specifica dove e non è prescritto il divieto di spostamento. I pesi morti e la zavorra invece non devono essere mossi. Abbiamo consultato il Case Book (http://www.sailing.org/tools/documents/20132016ISAFCaseBook-%5B14819%5D.pdf) dell’ISAF per saperne di più: non è presente nessuna interpretazione della 51, quindi si intende il significato alla lettera: le vele e la zavorra mobile ben stivate, nessun divieto di spostamento perché non specificato.
    Va ricordato inoltre che la 51, come specificato dalla 86 (c), è tra quelle che possono essere oggetto di modifica dalle regole di classe, e questo giustifica quindi (come specificato anche dalle Offshore Special Regulations alla voce Variable Ballast) la presenza di barche con zavorre d’acqua mobili, chiglie basculanti e quant’altro. In definitiva, secondo il nostro parere che non pretendiamo essere assoluto, un equipaggio che sposta il peso dell’attrezzatura, le vele, gli indumenti etc etc non sta facendo un’azione irregolare ma sta ottimizzando l’assetto della barca.

    Attendiamo i vostri pareri, un saluto.

  2. Umberto Verna ha detto:

    Buon giorno. Apprezzabile il Suo intervento ma, considerando l’arduo compito che si è assunto (scrivere di stazze), occorrerebbe chiarire ai lettori meglio alcuni aspetti per evitare di “indurli in tentazioni” che possano involontariamente metterli dalla parte del torto.
    Se uno regata in classe libera i consigli dati (soprattutto quello di non sbarcare cassetta attrezzi, dotazioni sicurezza e qualche grillo e bozzello) vanno bene ma se uno regata in altre classi in cui e soggetto ad una stazza ben più precisa, ad esempio con misura dei bordi liberi alcune pratiche (tipo quello del tavolo) non sono ammissibili: la barca va lasciata nel modo in cui viene stazzata. Faccia sapere a me e ai lettori se qualche cosa è cambiato nei regolamenti.
    Grazie e buon lavoro
    Umberto
    PS anche per carburanti e liquidi vige il regolamento ISAF che nelle Offshore Special Regulation sezione 3 detta la regola del livello minimo di carburante da avere a bordo (minimo! Se c’è mare e se si hanno i serbatoi larghi e piatti sotto le cuccette di poppa le precauzioni da prendere sono maggiori.

  3. marco ha detto:

    eliminare il superfluo é giusto, il tavolo non é obligatorio é vero, ma la barca va mantenuta sulle linee d’acqua sulle quali era al momento della sua stazza. Quindi stessi pesi e uguale distribuzione. Regola 78.1 RR ISAF 2013-2016. La zavorra mobile non va spostata in regata al fine di migliorare le prestazioni. Regola 51 RR ISAF 2013-2016. Lo “spirito” del Vostro articolo é condivisibile, ma meglio non creare confusione tra i regatanti: se poi si beccano una protesta di stazza, cosa diranno alla giura, “Me l’ha detto Liguria Nautica”?
    Cordiali saluti a tutti.
    Marco Cimarosti

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