SPECIALE VELA – Il fiocco: catenaria, materiali, sovrapposizione e regolazioni

Il fiocco giusto per la vostra barca: regata o crociera, carbonio o dacron?

28 Maggio 2012 | di Redazione Liguria Nautica

Siete tornati dall’ultima regata così nervosi per quel vecchio genoa che non stringe la bolina, da prendere la decisione irrevocabile di acquistarne uno nuovo? Avete provato a chiedere qualche preventivo a una veleria ma tra tagli triradiali, a ferzi orizzontali, 3DL grassi o magri, carbon-kevlar e dacron siete più disorientati che convinti della scelta giusta? Proviamo a darvi un paio di consigli per capire quale sia la vela più adatta alla vostra barca, con un budget adeguato alle vostre esigenze.

Come abbiamo già scritto nello Speciale Vela dedicato alla randa, prima di acquistare una vela nuova occorre fare un esame attento della barca per valutare in maniera obbiettiva quali siano le sue potenzialità. Per quanto riguarda il fiocco o il genoa, è importante capire quali siano le capacità di flessione del vostro albero ma soprattutto la forza di tiro del vostro paterazzo. Su una barca da crociera il più delle volte la regolazione del paterazzo ha una capacità limitata, a causa dell’attrezzatura più adatta per il diporto che per le alte prestazioni. In questo caso risulterà molto difficile riuscire a togliere la catenaria di prua quando il vento rinfresca e smagrire la vela, particolare che renderà la vostra barca un po’ più pigra nel risalire la bolina.

 

La catenaria

Nell’ottica di realizzare un genoa per un’imbarcazione da crociera, l’ideale sarebbe quello di avere una vela non molto grassa, con l’infieritura dal profilo scavato in maniera da assorbire almeno in parte la catenaria dello strallo. Su quest’ultima incide anche il diametro dello strallo cavo, che normalmente sulle barche da crociera è dotato di avvolgifiocco. Spesso su questi modelli si trovano stralli dal diametro sovradimensionato, sicuri ma pesanti, che incidono sulla curvatura dello strallo di prua quando il vento aumenta. C’è poco da fare: o si cambia lo strallo, chi fa regate per esempio monta il tuff-luff, o ci si accontenta.

 

La catenaria di prua resta comunque un particolare fondamentale per il corretto funzionamento del genoa. Se il fenomeno è particolarmente accentuato non basta un fiocco nuovo per cambiare le prestazioni della barca di bolina, occorrerà fare interventi di tipo diverso. Si potrà controllare per esempio la tensione dello strallo di prua, e eventualmente iniziare a recuperare qualche giro e poi verificare se l’angolo di bolina migliora. Si può aumentare la tensione delle sartie alte che, soprattutto nel caso di armi con crocette acquartierate, incide sullo strallo. Se nessuno di questi tentativi da i suoi frutti, prima di avventurarsi nella costosa realizzazione di una vela nuova, valutate se il paterazzo della barca è adeguatamente potente per il lavoro che deve svolgere, e in caso contrario prendete in considerazione un sistema più adatto. Sul mercato ormai si trovano soluzioni comode per ogni esigenza. Un’opzione ideale potrebbe essere la realizzazione di uno dei tanti sistemi di paranco in fibra tessile, quest’ultima ormai largamente più utilizzata rispetto all’acciaio per il paterazzo. Il dimensionamento dei bozzelli e del cavo in tessile va chiaramente valutato con un tecnico del settore,  trattandosi di una manovra che è sottoposta a grandi sforzi.  Ultima osservazione sull’argomento: in alcuni casi di catenaria particolarmente accentuata può darsi che lo strallo non sia stato realizzato perfettamente a misura e risulti lungo, fattore che rende impossibile eliminare la catenaria. Sarà sufficiente inserire delle zeppe sotto il piede dell’albero per risolvere l’inconveniente.

 

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I materiali

Per la scelta dei materiali, se con la vostra barca da crociera non avete ambizioni agonistiche,  è preferibile optare per quelli a bassa tecnologia, meno costosi ma comunque efficaci per le nostre esigenze. Un buon genoa in dacron a ferzi orizzontali, avvolgibile, costa relativamente poco e garantisce durata nel tempo e divertimento quando in crociera tirate due bordi.

Se invece vogliamo confrontarci sui campi da regata la scelta è ampia e l’unico limite diventa il budget. Tutte le velerie realizzano delle linee performance anche per il dacron o altri materiali a bassa tecnologia, altrimenti  il carbonio o il kevlar la fanno da padrone. Questi materiali ormai vengono impiegati anche per la realizzazione di vele di prua avvolgibili, ideate per imbarcazioni da crociera con ambizioni sportive, ma comunque sensibilmente più costose di quelle a bassa tecnologia. Valutare preliminarmente quali sono le potenzialità della barca resta l’antidoto giusto per evitare di spendere grandi cifre per una vela che di fatto non vi serve: ricordatevi che è inutile montare il motore di una Lamborghini su una 500.

 

Sovrapposizione

La sovrapposizione della vela di prua dipende sostanzialmente dal tipo di piano velico della vostra barca. Nei progetti più vecchi, quelli appartenenti all’epoca IOR, i genoa erano ad altissima sovrapposizione con rande piccole. Oggi la tendenza è l’opposta: realizzare rande dalla grande superficie e fiocchi a bassa sovrapposizione, facilmente gestibili in crociera e veloci da manovrare in regata. Per la scelta giusta conta comunque il tipo di utilizzo che scegliete: anche su una barca più anziana con genoa a alta sovrapposizione si potrà scegliere una vela leggermente più piccola per facilitarne la gestione in crociera. Per le barche da regata il discorso è molto più complesso e include una valutazione su rating e stazza del vostro modello. In alcuni casi, per ottenere un rating più vantaggioso, anche le barche da regata optano per fiocchi leggermente più piccoli, sacrificando molto raramente le dimensioni della randa.

 

Regolazione

Se avete fatto le scelte giuste per l’acquisto della nuova vela è arrivato il momento della prima uscita e della messa a punto. Le vele da regata vengono realizzate per range di vento limitati, la loro corretta regolazione va provata solo con l’intensità di vento prevista dalla tenuta dei materiali. Se invece avete acquistato una vela da crociera, anche se con un taglio adatto alla regata, ma avvolgibile, si presuppone che la userete in un range ampio con la regolazione che cambierà spesso.

Prima di tutto è fondamentale che la vela prenda un po’ d’aria nelle prime uscite per avere quei micro-assestamenti che la porteranno alla sua forma definitiva. Poi arriva il momento di prendere il punto di scotta più corretto sul carrello. Questo cambierà più o meno ogni 5 nodi di aumento e diminuzione del vento: più l’aria è leggera più il punto di scotta va portato avanti e viceversa. Per il punto corretto da scegliere in ogni condizione cercate di trovare la posizione che consente alla balumina del genoa, di bolina stretta, di appoggiarsi sulle sartie in maniera uniforme lungo tutta o quasi la sua lunghezza; più l’andatura sarà larga più il punto di scotta andrà a portato avanti. Per le andature dal traverso in poi il parametro di regolazione sarà la parte superiore della vela: se notate l’effetto svergolamento vuol dire che il carrello è ancora troppo indietro.  Fatto ciò basterà regolare l’intensità di paterazzo e drizza in base al vento, cazzare e smagrire quando l’aria sale, per ottenere una buona regolazione per la vostra vela di prua.

 

Mauro Giuffrè

 

Può interessarti anche: SPECIALE VELA: tutte le variabili della bolina e l’approccio in boa

 

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