Tassa sulla barca, i commenti dei lettori / 2

Abbiamo selezionato alcuni commenti "rappresentativi" del lettori "indignati" dalla tassa sulla barca studiata dal governo Monti

7 dicembre 2011 | di Redazione Liguria Nautica

Ringraziamo le migliaia di lettori che ci hanno seguito e stanno continuando a seguirci. Liguria Nautica in questi giorni è diventata un grande agorà, spazio di discussione per tutti gli “indignados” della nautica. Soprattutto per quanto riguarda uno dei primi articoli da noi pubblicati sulla tassa sui “diritti di stazionamento” delle imbarcazioni: ci sono arrivati commenti a bizzeffe, ne abbiamo selezionati alcuni che abbiamo reputato “rappresentativi”, perché ognuno di essi incarna una diversa posizione. Dall’operatore economico, al semplice appassionato, da chi è “incacchiato nero” a chi invece ritiene giusto appoggiare la manovra Monti.

 

 

Federico – «Bloccare i porti commerciali»

05/12/2011

 

Iniziative dei diportisti come, ad esempio, un blocco dei porti commerciali, sarebbero deprecabili?

 

 

Giuliano – «La barca contribuisce a migliorare i rapporti familiari»

05/12/2011, ore 18.14

 

Ho un’ imbarcazione del 1960, (mt. 10,31 f.t.) l’ho acquistata nel 1988, era un relitto. Prezzo d’acquisto lire 365.000 (atto notarile alla mano). Ho imparato a fare ogni tipo di lavoro per poterla “curare” personalmente. Ho due figli giovani e questa barca è uno dei loro punti di riferimento: nel periodo invernale la sognano e il mese di agosto la vivono, disposti come me e mia moglie, ad ogni sacrificio “possibile” per non perderla mai. Sono cresciuti, se non addirittura “nati” lì dentro. Godo della loro stima incondizionata per essere riuscito a mantenerla decentemente fin qui! Al Governo che piange, qualcuno dovrebbe dire che al di sotto di un certa lunghezza la barca non è un bene di lusso, ma un bene affettivo che contribuisce a migliorare i rapporti familiari e umani e la qualità della vita, oltre a sviluppare l’amore per la natura. Una barca piccola, sotto i 15 metri non è un lusso, non è costoso mantenerla più di tanto. Chi è “ricco” veramente non sta scomodo in poco spazio, in un bagnetto angusto, in cuccette in comune, senza frigorifero, senza aria condizionata, etc. ma lo sappiamo che cos’è il lusso o no ?? Come si fa a tassare con cifre di questa portata un mezzo che ha un valore inferiore ad una normale autovettura. Allora sono da tassare anche i camper ! Spesso costano molto di più di una vecchia barca.
Contribuiamo sì ma in relazione al valore della barca, all’età che ha, al fatto che sia d’epoca o meno etc. Forse questa non doveva passare come una tassa patrimoniale e allora è stata trasformata in una tassa di soggiorno.

 

 

Umberto – «Ho una barca lunga 10.02 metri. Che dovrei fare?»

05/12/2011, ore 18.42

 

Eccoci qua!
Posseggo un’imbarcazione di famiglia disegnata e fatta costruire da mio padre negli anni settanta, ovviamente tutto legno sacrifici e sudore; la cosa bella è che la sua lunghezza è di 10,02 mt. Secondo quale logica dovrei pagare la stessa tassa di un’imbarcazione di 12 mt fresca solo di qualche anno ed il cui valore commerciale può arrivare fino a 10 – 20 volte quello della mia!?!?
Sarebbe molto più giusto e logico ripristinare la vecchia tassa di stazionamento che, sebbene molto più articolata, prevedeva una serie di parametri che tenessero presente “vetustà” e “tipologia di imbarcazione” che, in fin dei conti, relazionano l’importo della tassa a quello che potrebbe essere più vicino ad una corretta valutazione commerciale del bene!

 

 

Maddi – «Che ne sa di mare uno che si chiama Monti?»

05/12/2011, ore 19.51

 

Cosa pretendete? Non puoi fare una legge su un argomento di cui non sai assolutamente nulla…. cosa vuoi pretendere da uno che si chiama MONTI? Qualcuno dovrebbe dirglielo che una barca a motore costa x volte di piu di una a vela…. senza pensare ai costi di gestione…. che dite, glielo diciamo che un oyster di 14 metri costa 5 volte un bavaria di pari dimensioni?

 

 

Mauro – «Non distruggete il Paese con la solita “contrarietà a prescindere”»

06/12/2011, ore 00.31

 

Sono un operatore del settore e sono addolorato per alcune storie qui lette. Tuttavia il mio commento risulterà sicuramente impopolare, ma credo che la dobbiamo smettere di dimostrarci i soliti italiani, sempre pronti a lamentarci quando ci viene toccato qualcosa.
Chi come me opera nel settore, deve conoscere tutti i rischi legati a questo mercato, chi è appassionato di nautica anch’esso non può trascurarli prima di acquistare una imbarcazione.
Credo che il Governo Monti stia mettendo in pratica delle reali soluzioni per portare fuori il paese da questa profonda crisi, sebbene il decreto non sia esente sicuramente da errori, è qualcosa di sorprendente che sia stato completato in 18 giorni.
Il governo rispecchia sempre il suo popolo, ma questa volta credo che abbiamo un regalo, forse un qualcosa che noi italiani neanche meritiamo e che probabilmente vogliamo distruggere dimostrandoci come al solito contraddittori, contro chi ha lavorato con estremo impegno e competenza. E non nego che è la risposta del popolo italiano che è quanto più mi preoccupa in questo momento.
A chi non piace l’Italia che se ne vada, per gli altri credo sia arrivato il momento di soffrire in silenzio e magari dare il suo contributo per migliorare il paese e non distruggerlo con la solita “contrarietà a prescindere”.
Nonostante sia la mezzanotte passata, torno ora a lavorare, per rivedere tutti i miei piani marketing stravolti da questi cambiamenti che spesso nel mercato si tramutano in opportunità. Altri invece al posto mio avrebbero detto “vieni Monti a dirmi che devo fare di questa attività nautica”, questione di prospettive, di essere disposti a soffrire e della reale volontà di cambiare noi stessi per diventare degli italiani migliori in una Italia più bella.

 

Il testo definitivo e integrale dell’articolo 16 del decreto “Salva Italia” potete trovarlo QUI.

 

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4 commenti

  1. sergio ha detto:

    UCINA ci ha traditi, ha venduto la vetustà per non far pagare le barche che sono a terra nei cantieri….L’importante – come ha detto qualcuno – è che la cantieristica italiana non subisca danni

  2. Paolo ha detto:

    Sono perfettamente d’ accordo con quanti affermano che in questo particolare momento tutti devono qualcosa,con questa tassa il governo Italiano sta’ dando piu’ di qualcosa ai ns amici Francesi,Croati e Greci infatti chi potra’ spostera’ in quelle zone la propria imbarcazione con la conseguente perdita sia di indotto che di crescita che la nautica ha sempre dato al ns paese,i signori che hanno avuto questa pensata o sono Europeisti convinti oltre ogni limite e quindi pensano che va’ bene che noi si perda ed in ns amici confinanti ci prendano oppure sono e dovrebbero ammetterlo degli incopetenti in materia.Facciano ammenda e cambino finche’ si puo’..Penso che molti armatori investiranno i € 1800 (nella migliore delle ipotesi) in traghetti da e per………… RIPENSATECI

  3. Marco ha detto:

    Hanno completamente ucciso il settore nautico con questa manovra.. stanno trasferendo tutte le barche fuori dall’Italia (Croazia, Grecia ecc,) la conseguenza perdita di tutto l’indotto con tantissimi posti di lavoro. l’ICI di una villa al mare è inferiore alla tassa di una barca di 10 metri (magari datata e quindi con un valore bassissimo).

    Senza contare tutte le auto Porsche, Audi, Range Rover (la lista sarebbe troppo lunga per elencarle tutte ma basta prendere una rivista del settore per verificane il numero elevatissimo) con un valore sopra i 100.000 euro che essendo sotto la soglia di 185 KW non pagano un euro di tassa…!!!!!! Ma inquinano tantissimo …certamente molto di più della mia barca a vela che con sole 80 euro di gasolio vado avanti per tutto l’anno….!!!!

    Sono d’accordo che è un momento molto critico per il paese ma ancora una volta sono sempre i soliti a pagare, ancora una volta non vale la regola “paghiamo tutti ma paghiamo meno”

    E parlano di equità !!!

    Marco.

  4. Roberto ha detto:

    Vien proprio da dire che sono i soliti comunisti. Non sopportano l’ idea che qualcuno faccia dei sacrifici per tenere a galla un legno. Non sopportano che qualcuno abbia una cultura diversa dalla loro anche se l’ Italia è in mezzo al mare e una marineria con una storia millenaria; per non dire dell’ industria che stava riprendendosi dopo la botta della tassa a centimetri dei primi staliniani degli anni 80. Mezza Italia è in mano alla criminalità e ad amministratori spreconi e politici da galera. Ma è piu’ facile colpire una barcha ormeggiata.

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