Tassa sulla barca, ancora novità (negative)

Via le riduzioni in funzione dell'età dello scafo. E ci sono aziende che già organizzano i trasferimenti delle imbarcazioni nei marina all'estero

6 dicembre 2011 | di Redazione Liguria Nautica

Stamane il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha siglato il decreto legge ufficiale “Salva Italia”, che ora inizierà il suo iter parlamentare. Ancora una volta, il testo della Manovra, per quanto riguarda la nautica, ha subito sostanziali modifiche: non c’è più la riduzione del 15, 30 e 45% della tassa per le barche che hanno rispettivamente dai 5 ai 10 anni di detà, dai 10 ai 15 anni e oltre i 15 anni. Rimane la riduzione del 50% per le barche a vela.

 

Se andate a dare un’occhiata alla tabella dei costi che avevamo pubblicato, quindi, sia per quanto riguarda le imbarcazioni a vela che a motore, dovrete tenere conto solo della colonna relativa al “nuovo”. Uno scafo di lunghezza compresa tra i 10,01 e i 12 metri costerà 1825 euro all’anno se a motore e 912,5 euro se a vela e via dicendo. Non importa se si tratti di uno Ziggurat o di un Beneteau di ultima generazione, di un superbolide da regata o uno “scavafango” di altri tempi, di una barca da pesca degli anni ’70 o di un “suv” del mare.

 

Le imbarcazioni utilizzate dai residenti come mezzi di locomozione, se inferiori ai 12 metri, usufruiranno di un’ulteriore sgravio del 50%. Si pensi alla laguna di Venezia, o alle frazioni insulari: chi usa la barca come mezzo di trasporto, comunque, riceverà una mezza mazzata.

 

Proprio perchè lavoro in una testata dal nome Liguria Nautica, in effetti, sono molto preoccupato. Quali saranno le regioni più colpite dal decreto “Salva Italia” nel nostro settore? Quelle che confinano con altri Paesi: il Friuli, unitamente all’area adriatica vicino alla Croazia (a proposito: ci sono aziende che si sono attrezzate per offrire supporto all’esodo anti-tassa, guardate qui!) e, ovviamente, la Liguria, adiacente a quella Francia dove la nautica è percepita come potenziale di crescita economica più che “roba da ricchi”. Sarebbe interessante studiare la movimentazione delle imbarcazioni, e capire quanto ci costerà in termini di indotto e di lavoro. E vedrete che, alla fine, saranno sempre i lavoratori a rimetterci.

 

Eugenio Ruocco

 

 

 

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4 commenti

  1. Maurizio ha detto:

    Io non credo sia legale tutto questo, non dare un alternativa al problema , rappresenta una estorsione di fatto. Io abito in barca come soluzione di necessità dopo la mia separazione, la barca ha più di venti anni e adesso che non posso pagare la tassa, che faccio? Dove la metto la barca?, chi se la compra una barca con questi numeri? A questo punto meglio la piazza e il fallimento del paese, tanto per me non cambierebbe nulla. Gli aumenti non si fanno così. Uno quando fa un mutuo per l’acquisto di una casa, si regola al centesimo per mangiare, vestirsi, e pagare le varie utenze. Immaginate se da un giorno all’altro la rata del mutuo raddoppiasse per imposizione legale. Sarà una ecatombe e i danni prodotti saranno molto gravi.

  2. william ha detto:

    Vengo in Italia da Malta dall 1998 in vacanza, 3 giorni fino a 20 giorni gli o fatti, qualche volta anche 2 volte all anno.

    Questa tassa mi dice che non sono benvenuto, tenedo conto che avete I posti barca piu cari dell Meditterraneo.

    La manovra Monti altro che salvare ma distrugge tutto di buono che cera. Non che niente per lo sviluppo!
    La nautica nell periodo 2005 fino all 08 a dato piu di 5 milliardi (diretti) all PIL Italiano. Con questa tassa ne dara zero, per ricavare quanto 500 millioni.
    Ma questi sano faro I conti!!!!

  3. tommaso ha detto:

    Ritengo che sai necessario rendere più equa l’entità della tassa; la tassa indifferenziata tra vela e motore dovrebbe avere due elementi di discriminazione: uno in base ai cv installati ed uno in base allla superficie occupata. Alla tassa base di 6 €/cv anno per la potenza installata si dovrebbe aggiungere la tassa di 4 €/ ballio x lunghezza anno. Questo costo dovrebbe ridursi il primo anno del 20% e poi decrescere del 2,5% ogni anno sino al 70% dopo 20 anni.
    I natanti potranno essere esclusi se non immatricolati, limitati a sei miglia e dotati di motorizzazione sino a 40 cv. Sviluppate pure l’entità della tassa per tutte le barche che conoscete e valutate l’equità del criterio di tassazione. Il criterio attuale è insostenibile per alcune categorie.

  4. roberto ha detto:

    la mia barca a vela me la sono costruita insieme a mia moglie e ci abitiamo da 8 anni circa,
    ho un’officina nautica con quattro dipendenti e relative famiglie…….cosa faccio chiudo e me ne vado in giro per il mondo??????

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