Tonno in scatola: parla ASDOMAR. La nostra inchiesta – 3a Parte

Asdomar è la migliore azienda italiana in termini di trasparenza e sostenibilità. Simona Mesciulam ci ha parlato della situazione attuale e dei progetti futuri

30 Maggio 2016 | di Redazione Liguria Nautica

Per approfondire meglio la questione del tonno in scatola, abbiamo contattato Simona Mesciulam, direttore marketing di Generale Conserve, azienda che inscatola Asdomar.

Asdomar da tempo sta provando a produrre un prodotto sempre più sostenibile e a dare sempre più informazioni al consumatore riguardo alle zone e ai metodi di pesca.

Intervista a Simona Mesciulam, per scoprire meglio il mondo Asdomar

LN – Quali sono i programmi di Asdomar per il 2017 volti a migliorare ulteriormente la sostenibilità del prodotto?

SM – Asdomar si impegna da tempo per garantire ai propri consumatori la sostenibilità dei suoi prodotti. Crediamo che la sfida di maggior rilevanza per le aziende produttrici come la nostra sia la capacità di fare business assicurando la continuità della specie che commercializzano e dell’habitat, quindi rispettando e preservando l’ecosistema marino.

Sul fronte della pesca sostenibile quest’anno stiamo cercando di ottenere, come ulteriore attestato alla sostenibilità della nostra attività, il Captain’s statement di tutte le partite di tonno di cui ci approvvigioniamo. Si tratta del documento ufficiale compilato dal Comandante della nave che contiene tutte le informazioni della battuta di pesca.

Nel 2014 abbiamo avviato questo processo ottenendo numerose dichiarazioni per ottimizzare la documentazione di tracciabilità del nostro pescato, ma puntiamo ovviamente a incrementare ulteriormente il materiale a nostra disposizione e a corredare tutte le partite di tonno Asdomar del Captain’s statement. È di fatto un documento formale che certifica il nostro lavoro, che conferma quanto già contenuto nelle statistiche FAO e RFMO’s (Regional fisheries management organizations).

Nel novembre 2015 è stata integrata una delle navi da pesca oceanica più quotate dell’intera flotta europea, la Torre Giulia, battente bandiera italiana. Su questa  nave l’azienda avrà la possibilità di effettuare le più approfondite valutazioni tecnico-scientifiche in merito al rapporto pesca/sostenibilità.

LN – Le reti a circuizione con FAD vengono ancora usate? In che misura?

SM – Asdomar è l’unico produttore in Italia a richiedere ai propri fornitori di materia prima tonni a pinne gialle adulti di un minimo di 20 kg e 1 metro di lunghezza, quindi pescati su banchi liberi con reti a circuizione. Si esclude così l’utilizzo dei FAD che “aggregano” anche pesci piccoli ancora immaturi, i cosiddetti Juveniles, e altre specie (come tartarughe marine o squali).

LN – Maggiore chiarezza nelle informazioni di etichetta e l’uso di metodi di pesca sostenibili hanno aiutato nell’incrementare le vendite? Oppure questi aspetti non condizionano così tanto la scelta del consumatore?

SM – La lealtà verso i consumatori e la fiducia che essi accordano al brand ogni giorno con i loro acquisti, sono il nucleo forte della relazione duratura che si è instaurata. Ciò è avvenuto anche attraverso la trasparenza e la completezza delle informazioni comunicate sulle confezioni e attraverso campagne di comunicazione mirate. Credo che certe scelte alla lunga diano risultati anche a livello commerciale, Asdomar si impegna a tenere alta la qualità dei suoi prodotti e a praticare una pesca sostenibile.

Per leggere la quarta parte della nostra inchiesta clicca qui, per rileggere la seconda parte qui

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Paolo Bellosta

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