Transat 650: un sogno che si avvera

4300 miglia in solitaria su una barca di 6 metri e 50 dalla Francia al Brasile

2 Luglio 2011 | di Redazione Liguria Nautica

Nicolas Groux, ventiseienne svizzero, è al momento uno dei più forti « ministi » in circolazione: con il suo Mini 650 salperà a Settembre da La Rochelle alla volta di Salvador de Bahia. Nicolas vive in Svizzera e lavora, oltre che sul suo Mini, nella veleria Europ’Sails.
L’abbiamo intervistato qualche giorno fa per Liguria Nautica, ecco cosa ci ha raccontato!

Nico, quando è cominciata la tua passione per la vela La tua famiglia ha una barca a vela?
Sì, i miei genitori hanno una barca a vela sul lago Léman e sin da “bebè” sono andato con loro. Quando sono cresciuto ho avuto la fortuna di andare in una scuola di vela sul lago di Léman e verso i 9 anni ho deciso di iniziare a regatare (sulle derive, optimist e poi 420)

Ti ricordi di un momento preciso in cui ti sei detto “quando sarò grande voglio fare l’atleta”?
No, forse un momento preciso no, ho sempre sognato di non far altro che navigare, ma è molto difficile e non è un lavoro molto sicuro, quindi ho molto tempo prima di provare a lanciarmi.

Come hai “scoperto” i Mini 650 ? Quali sono le ragioni che ti hanno fatto scegliere questo tipo di supporto rispetto ad altri (ad esempio multiscafi)?
Ho sempre sognato di fare regate d’altura in solitario e i Mini650 è il supporto più accessibile. Inoltre ho avuto la fortuna qui sul lago di navigare molto su barche differenti (monoscafi, multiscafi piccoli e grandi). Non so bene come ho scoperto questo tipo di regata, ma suppongo dai giornali di vela che divoravo…!

Il tuo obiettivo è la Transat 2011, 4300 miglia in solitario da La Rochelle al Brasile: puoi dirci i punti fondamentali della tua preparazione in vista di questa corsa? Allenamenti, ricerca di sponsor, messa a punto della barca, etc?
Ho in testa la Transat da molti anni, ma il vero inizio del progetto è stato quando sono andato a ordinare il mio Pogo 2 in Bretagna nel novembre 2008. Ho potuto comprarlo con i miei risparmi, ma la barca era praticamente vuota, senza vele, senza cime, senza aprte elettronica… Nel 2009 quindi non ho potuto regatare, ma mi sono “allenato” sul lago e ho preparato la barca qui (Per esempio ho disegnato e costruito tutte le vele, visto che è il mio mestiere). Durante questo lungo periodo ho cercato degli sponsor per poter regatare nel 2010. Quell’anno è stato molto pesante, perché ho dovuto fare tutto, 1000 miglia in regata e in più a dicembre 2010 il percorso di qualificazione di 1000 miglia in solitario necessario per potermi iscrivere alla Transat 2011.
Fino ad oggi (metà giugno) ho continuato a lavorare in una veleria a Ginevra in parallelo al progetto Mini…non è stato sempre facile avere praticamente 2 lavori al 100%…
Per quanto riguarda la ricerca di sponsor, questa non si ferma mai: è molto difficile riunire il budget totale necessario con un solo sponsor, ma da settembre 2010 lavoro con una società di marketing sportivo chesi occupa di cercare dei soldi per il progetto.
Anche la preparazione della barca non si ferma mai, faccio molti lavori durante l’inverno, anche in funzione dei mezzi finanziari a disposizione in quel momento.

Navigare in solitario, che siano 10 o 1000 miglia, è un’esperienza stupenda, che ti fa capire il significato della parola “libertà”. Quali sono le tue sensazioni quando navighi in solitario?
L’hai detto tu nella tua domanda, è la libertà! Credo che quello che mi piace di più è che la navigazione in solitario sia sempre un’avventura, si parte per scoprire il mare, ma anche delle terre. Non ci sono mai due giorni uguali quando si è in mare e questo è fantastico.

Nel futuro ti vedi sempre su una barca da regata, o hai dei progetti di navigazioni più “tranquille”?
Ho voglia di continuare a regatare per ancora tanto, ma ho sempre fatto delle crociere in famiglia o con gli amici e spero di trovare il tempo di farne sempre un po di tanto in tanto..!

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