Ucina al Boot di Dusseldorf: “Navigate in Italia, siamo tornati competitivi”

La presidente Carla Demaria ha presentato in Germania il pacchetto “Nautica, destinazione Italia”, evidenziando i risultati delle più importanti attività per sviluppare e promuovere la nautica da diporto italiana

23 gennaio 2018 | di Giuseppe Orrù
La presidente di Ucina, Carla Demaria, al Boot mentre illustra il pacchetto Destinazione Italia
La presidente di Ucina, Carla Demaria, al Boot mentre illustra il pacchetto Destinazione Italia

Trasferta in Germania per Ucina Confindustria Nautica, che, insieme a un pool di aziende italiane, ha partecipato al Boot di Dusseldorf, dove ha presentato il pacchetto “Nautica, destinazione Italia”, evidenziando i risultati delle più importanti attività messe in campo dall’associazione per lo sviluppo e la promozione dell’intera filiera della nautica da diporto italiana.

Un’occasione per spiegare ad addetti ai lavori, diportisti e giornalisti le semplificazioni amministrative introdotte con il nuovo Codice della nautica ma anche fornire chiarimenti sull’applicazione dell’esenzione Iva alla navigazione commerciale, l’applicazione dell’Iva al 10% per gli ormeggi fino a un anno, la Flat Tax per i cittadini stranieri che spostano la residenza fiscale in italia e la nuova Camera Internazionale Arbitrale del Mare e della Nautica. Insomma, tutti i nuovi provvedimenti che rendono l’Italia competitiva rispetto agli altri Paesi Europei e del Mediterraneo.

L’orgoglio di un nuovo Codice della Nautica

In un periodo in cui altri Paesi europei prendono provvedimenti sfavorevoli nei confronti della nautica, l’Italia si candida fortemente a un ruolo di leadership nello yachting in Mediterraneo, grazie ad una serie di misure ottenute da Ucina Confindustria Nautica e alla Flat Tax per gli stranieri introdotta dal Governo.

La riforma del Codice della Nautica, chiesta da Ucina per rendere la bandiera italiana più snella e competitiva, vede tra le principali novità la rimozione dei limiti per l’iscrizione al Registro Internazionale, che per i commercial yacht comporta significativi vantaggi fiscali e l’introduzione di documenti semplificati per le navi e gli equipaggi. Nei regolamenti attuativi del nuovo Codice della nautica è inoltre prevista l’introduzione del Passenger Yacht Code per le navi passeggeri autolimitate a 36 ospiti, che saranno così equiparate ai commercial yacht.

Al Boot si è parlato anche della Camera internazionale arbitrale del mare e della nautica, studiata nell’interesse di tutte le aziende del settore per la risoluzione delle controversie legali e tecniche di ogni rapporto inerente alla nautica o comunque connesso al mare e alla navigazione. Si occuperà, in particolare, delle controversie relative a contratti di progettazione, costruzione e vendita, trasporto e spedizione, mediazione e brokeraggio, ormeggio e servizi, appalto, noleggio e chartering.

Infine Confindustria Nautica ha potuto presentare anche la recentissima Circolare 6/e dell’Agenzia delle Entrate sulle esenzioni Iva per le unità commerciali adibite alla navigazione in “alto mare”, come spiegato in questo articolo di Liguria Nautica, che risponde alle richieste avanzate da Ucina in occasione del Salone Nautico di Genova.

Navigare in Italia

La presidente di Ucina, Carla Demaria, ha illustrato anche le regole da seguire per i bunkeraggi di unità da diporto nazionali, comunitarie ed extracomunitarie, in base alle nuove disposizioni contenute nel DM 225/2015, che si occupa anche dei casi in cui nel rifornimento intervengono degli intermediari (trader). È stata confermata l’applicazione dell’Iva al 10% (la cosiddetta Iva turistica) sugli ormeggi per periodi inferiori all’anno, provvedimento che segue l’abolizione della tassa di possesso sulle unità da diporto, private e commerciali. A questo si aggiunge la Flat tax (100mila euro l’anno di tassazione, indipendentemente dal reddito prodotto), prevista per i cittadini stranieri che si stabiliscono fiscalmente in Italia e valida per 15 anni.

Tutto questo avviene in Italia, mentre la Croazia aumenta da una fino a otto volte la tassa d’ingresso nel Paese, la normativa francese penalizza gli equipaggi, la Spagna applica una corporate tax sul charter. Le riforme introdotte in Italia, invece, lanciano il Bel Paese come una meta estremamente competitiva per lo yachting internazionale.

Il vademecum per gli stranieri

Per spiegare tutte le novità è stata distribuita ai diportisti, ai giornalisti della stampa internazionale e agli operatori della nautica stranieri la guida “Italy, Tax & Yachting”, pensata in seguito all’importante evoluzione sia della normativa nazionale sia di quella comunitaria. Si tratta della prima edizione in lingua inglese di Nautica & Fisco, edita da Ucina in collaborazione con Agenzia delle Entrate.

“Italy, Tax & Yachting” raccoglie tutte le novità e le disposizioni di legge intervenute in tema fiscale, doganale e gli altri adempimenti previsti per la navigazione da diporto e commerciale nelle acque italiane. La diffusione a livello internazionale di “Italy, Tax & Yachting” avverrà con il supporto di ItalianYachtMasters, l’associazione italiana di comandanti e ufficiali di superyacht, associata a Ucina e ambasciatrice dell’eccellenza e della professionalità della marineria italiana all’estero.

 

Fonte articolo e foto: Ucina

Giuseppe Orrù

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