UCINA contro la guerra dei dazi tra USA e UE che rischia di colpire anche l’industria nautica

UCINA Confindustria Nautica ha deciso di affiancare EBI, NMMA e ICOMIA in un'iniziativa per salvaguardare il futuro dell'industria nautica contro la guerra dei dazi tra USA e UE

16 marzo 2018 | di Manuela Sciandra
Lerici

Per scongiurare la guerra dei dazi tra USA e UE e, di conseguenza, evitare che la disputa coinvolga anche l’industria nautica, le associazioni di categoria internazionali di settore EBI (European Boating Industry), NMMA (National Maritime Manufactures Association) e ICOMIA (International Council of Marine Industry Associations) hanno intrapreso un’importante iniziativa, alla quale ha deciso di aderire anche UCINA Confindustria Nautica.

Si tratta di una dichiarazione congiunta contro l’annuncio del presidente Trump di imporre dei dazi aggiuntivi sulle importazioni di acciaio (25%) e alluminio (10%) provenienti dall’Unione Europea, che minaccia a sua volta di imporre dei dazi ritorsivi. La dichiarazione, che verrà inviata sia alla Presidenza USA che alla Comunità Europea, ha l’obiettivo di evidenziare la preoccupazione delle tre associazioni nei confronti di una guerra che potrebbe avere serie ripercussioni anche sull’industria nautica. La speranza è che si trovi una soluzione costruttiva perché non potrà mai esserci alcun reale vincitore in una guerra commerciale.

L’annuncio del presidente americano, infatti, ha spinto l’Unione Europea a reagire, proponendo di imporre dei dazi ritorsivi su una serie di beni prodotti negli Stati Uniti, tra cui proprio le unità da diporto. Negli Stati Uniti l’industria nautica contribuisce al PIL nazionale con 38,2 miliardi di dollari, sostenendo 35.000 aziende e 650.000 posti di lavoro. Nell’Unione Europea, questo settore include oltre 32.000 attività commerciali, che danno lavoro a più di 280.000 persone e generano un giro d’affari annuo di circa 20 miliardi di euro.

Da questi dati si può intuire chiaramente come i dazi imposti sull’importazione dell’alluminio potranno influire sull’industria nautica globale, considerato il fatto che l’alluminio è una materia prima fondamentale nella produzione di imbarcazioni e componenti nautiche. L’aumento dei costi che dovranno sostenere i produttori americani per rifornirsi di questo materiale avrà notevoli ripercussioni nelle vendite di pontoon boats e unità da pesca in alluminio, segmenti produttivi che valgono circa 3 miliardi di dollari.

Tuttavia, l’inclusione della nautica da diporto tra i prodotti a rischio dazio in UE non tutelerà l’industria europea. Infatti, non tutte le imbarcazioni statunitensi vendute nel mercato europeo potrebbero essere facilmente sostituite da unità prodotte nell’Unione Europea: l’attuale capacità produttiva dei suoi cantieri potrebbe non essere in grado di sostenere una produzione immediata.

È evidente quindi che, se la guerra dei dazi avrà seguito, non soltanto comprometterà in modo significativo la recente ripresa di un settore industriale che è stato gravemente danneggiato dalla crisi economica degli scorsi anni ma avrà un impatto negativo su tutta l’economia mondiale. È per questo che le tre associazioni hanno deciso di scrivere questa dichiarazione congiunta, con la convinzione che una collaborazione ragionevole e bilanciata tra USA e Unione Europea sia l’unica soluzione per una crescita economica che coinvolga entrambi i Paesi.

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