Ucina vara tre progetti di filiera da affiancare al nuovo codice della nautica

Ricerca e sviluppo, gestione delle controversie in mare e l’annoso problema dello smaltimento di fuochi e razzi scaduti: sono i temi su cui vertono i tre progetti presentati all’assemblea nazionale di Roma di Ucina Confindutria Nautica

19 dicembre 2017 | di Giuseppe Orrù
Assemblea generale di Ucina
Assemblea generale di Ucina

Dopo la grande soddisfazione per l’approvazione del nuovo codice della nautica da diporto da parte del governo, le istituzioni della nautica hanno continuato a lavorare in squadra, confermando una formula vincente che ha ricevuto anche l’encomio del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio.

Passati i festeggiamenti, il lavoro non si ferma. Ucina Confindustria Nautica, insieme ad Assilea, Assomarinas (porti turistici), Assonat-Confocmmercio e Confarca, hanno iniziato da subito ad affrontare la seconda fase di lavori, dando la priorità alla finalizzazione dei decreti attuativi, che avranno il compito di dare le indicazioni pratiche e operative scaturite dal nuovo codice. All’assemblea nazionale di Ucina, che si è svolta nei giorni scorsi a Roma, sono stati poi presentati tre importanti progetti di filiera. Ecco quali.

Camera internazionale arbitrale del mare e della nautica

La Camera internazionale arbitrale del mare e della nautica è stata studiata nell’interesse di tutte le aziende del settore per la risoluzione delle controversie legali e tecniche di ogni rapporto inerente alla nautica o comunque connesso al mare e alla navigazione. In particolare, la Camera arbitrale amministra tutte le controversie relative a contratti di progettazione, costruzione e vendita, contratti di trasporto e spedizione, contratti di mediazione e brokeraggi, contratti di ormeggio e servizi, contratti di appalto e contratti di noleggio e chartering. I componenti del Consiglio arbitrale sono scelti tra esperti, sia italiani sia stranieri, con comprovata professionalità e specifiche competenze in materia giuridica, tecnica ed economica nel settore della nautica.

Consorzio Co.Ge.Pir.

Il Consorzio Gestione Pirotecnici, appena costituito nell’interesse generale e non solo delle aziende produttrici per organizzare il recupero e lo smaltimento dei razzi di soccorso, è previsto da un recente decreto del Ministero dell’Ambiente. Vede coinvolti tutti i principali produttori e importatori nazionali, insieme a Ucina Confindustria Nautica, che ne ha promosso la costituzione e Cobat, Consorzio nazionale raccolta e riciclo. Lo statuto prevede la possibilità di aderire anche per altre imprese interessate alla distribuzione, commercializzazione e smaltimenti dei pirotecnici.

“Come presidente dell’assemblea accessori di Ucina Confindustria Nautica -ha spiegato il neo presidente del Co.Ge.Pir, Alberto Osculati mi sono fatto carico di individuare una soluzione non facile dal punto di vista organizzativo, tecnico e non ultimo anche economico, che ha portato appunto alla costituzione del Co.Ge.Pir. Devo ringraziare le aziende consorziate per il grande contributo. Confidiamo -ha spiegato- di poter essere operativi con la struttura informatica e la rete sul territorio già a inizio anno, per poter poi procedere al ritiro a cominciare dal secondo trimestre 2018. Nel frattempo -ha concluso Osculati- auspichiamo l’iscrizione al consorzio di altri soggetti interessati”.

Blue Italian Growth (BIG)

Il Blue Italian Growth, del quale Ucina è socio fondatore, è il nuovo cluster tecnologico nazionale costituito il 30 novembre scorso su impulso del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, che vede partner capofila il Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr). Il cluster favorisce e coordina la collaborazione tra ricerca pubblica e privata, generando opportunità d’innovazione e sviluppo tecnologico per il sistema industriale marino e marittimo italiano.

Raccogliendo in un’unica realtà aggregativa di valenza nazionale un ampio gruppo di soggetti pubblici e privati, il cluster tecnologico nazionale (BIG) risulta rappresentativo del settore in una prospettiva sia locale che internazionale, con uno spettro di interessi che spaziano dalla cantieristica e robotica marina alle tecnologie per la protezione degli ambienti costieri, dalle biotecnologie blu alla sostenibilità e agli usi economici del mare.

 

Fonte: Ucina

Giuseppe Orrù

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