Un gruppo di bambini in cura al Gaslini in navigazione sul Brigantino Nave Italia

Sabato 3 luglio, a Genova, un gruppo di bambini trattati per patologia del sistema nervoso centrale ed in cura presso l’Istituto Giannina Gaslini torna da 5 giorni a bordo del più grande Brigantino a vela del mondo dedicato al recupero delle persone affette da disagio fisico e psichico

1 luglio 2010 | di Redazione Liguria Nautica

Nave_ItaliaDopodomani, sabato 3 luglio, tredici ragazzi con patologia cronica endocrinologica trattati all’Istituto Giannina Gaslini tornano a Genova dopo aver vissuto un’esperienza speciale: essersi imbarcati ed essere diventati membri dell’equipaggio di Nave Italia.  Nave Italia è un Brigantino di 61 metri, che, per iniziativa dello Yacht Club Italiano e della Marina Militare, uniti nella fondazione Tender To Nave Italia, è stato destinato al recupero delle persone affette da disagio fisico e psichico.
Il Progetto è coordinato dalla Dott.ssa Natascia Di Iorgi,  ricercatore universitario presso il Centro di Endocrinologia della Clinica Pediatrica, nell’ambito delle attività che l’Istituto Giannina Gaslini ha intrapreso per il follow-up dei bambini guariti da tumore contratto in età pediatrica.
A differenza di altre iniziative già effettuate a bordo di Nave Italia, questo progetto (realizzato con la partnership di Ferring e Novo Nordisk) ha previsto per la prima volta una valutazione scientifica, mirata a misurare con strumenti validati i miglioramenti ottenuti dai ragazzi nella loro autostima, sia a breve che a lungo termine. Tale aspetto è stato reso possibile grazie alla collaborazione dell’unità operativa dell’Unità Operativa di Epidemiologia e Biostatistica dell’Istituto Giannina Gaslini coordinata dal Dott. Riccardo Haupt.
Ragazzi e ragazze si sono imbarcati martedì 29 giugno su Nave Italia per un viaggio di 5 giorni nell’arcipelago Toscano diventando membri dell’equipaggio sotto la guida del Comandante Giovanni Tedeschini. Il progetto prevedeva che, attraverso il gioco e le attività di bordo, i ragazzi acquisissero maggiore autostima diventando maggiormente consapevoli delle loro potenzialità fisiche e sociali. Obiettivo di questa navigazione è stato anche quello di responsabilizzare i ragazzi a gestire in prima persona i loro trattamenti endocrinologici.  A bordo, oltre all’equipaggio della Marina Militare, erano presenti un medico, un’infermiera e due animatori esperti in attività teatrali che hanno coinvolto i ragazzi in performances che sfoceranno  in uno spettacolo finale a sorpresa

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