Uomo a mare: 4 cose da sapere in caso di emergenza

Ripassiamo alcune regole e la procedura per il recupero dell' uomo a mare, in caso di emergenza serve prontezza e lucidità

20 Maggio 2016 | di Redazione Liguria Nautica

Un argomento senza dubbio spiacevole, ma che va affrontato per essere sempre preparati ad ogni emergenza: la prova dell’ uomo a mare viene svolta durante il test per la patente nautica e il più delle volte quella è l’unica volta che un diportista si esercita su questa pratica.

Ci auguriamo tutti di non dovere mai sperimentare il recupero dell’ uomo a mare, ma occorre essere lucidi e preparati nel caso in cui questo accada.

1 – Il contatto visivo

Se si naviga in due e uno finisce in mare il tutto si complica. Ma se in barca c’è più di una persona, la cosa migliore da fare è che un membro dell’equipaggio si concentri esclusivamente sul tenere il contatto visivo con l’ uomo in mare,  la barca prima di riportarsi sul punto si allontanerà ed è cruciale non perdere il nostro riferimento.

2 – Calma e lucidità

Può sembrare certamente un consiglio banale, ma è inevitabile ricordare che per la riuscita del recupero serve grande calma, consapevolezza tecnica, ordini chiari e lucidità. Se a bordo si scatena il caos il poverino in acqua non se la passerà molto bene.

3 – Come eseguire il recupero dell’ uomo a mare

Non esiste una sola tecnica e le scuole di pensiero su quale sia la più facile sono diverse. Noi segnaliamo quella che richiede una sola manovra all’equipaggio (può andare bene sia a vela sia a motore), ma ovviamente molto dipende anche dalle condizioni del mare.

Non appena abbiamo la segnalazione dell’ uomo in mare, se stiamo navigando a vela, dobbiamo poggiare in maniera decisa e allontanarci di 3-4 lunghezze. Accendere nel frattempo il motore e tenerlo in folle, pronto in caso di necessità se la manovra non dovesse riuscire. A questo punti si vira e si torna verso l’uomo a mare di bolina, un’andatura che consente alla barca di rallentare velocemente non appena si lascano le vele. Normalmente si approccia l’ uomo a mare leggermente da sopravvento, ma in caso di onda formata occorre fare molta attenzione perché lo safo potrebbe essere spostato violentemente e investire il malcapitato in acqua.

Nel caso di una barca a motore, occorre “scodare” immediatamente non appena c’è un uomo a mare. Se cade da sinistra la correzione di rotta sarà dallo stesso lato in maniera tale da allontanare la poppa e le eliche dal naufrago. Si compierà poi un giro circolare intorno all’uomo in mare per ritornare sul punto a velocità molto ridotta.

4 – Precauzioni

L’incidente dell’uomo a mare può ovviamente capitare anche in condizioni di meteo calmo, ma il più delle volte non è così. La raccomandazione che non ci stancheremo mai di ripetere è quella di indossare i giubotti salvagente e i cordoni ombelicali collegati alla life line. Attenzione però: è meglio evitare i classici salvagenti di color arancione in dotazione, limitano abbastanza il movimento in acqua. Meglio puntare su modelli autogonfiabili, più facili da indossare.

Riccardo Molinari

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2 commenti

  1. manlio ha detto:

    Nella manovra che avete scritto c’è un errore, non si vira, si abbatte, e una mancanza, dove lo recupero l’uomo? Come dicono nei corsi patente? Al mascone di prua? Direi di no. Direi a poppa

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