Usato, è un buon momento per vendere o comprare. Consigli per gli acquisti

La tassa barca si è rivelata meno catastrofica del previsto, e in più l’applicazione del regime del margine Iva anche alle volture dei contratti di leasing, apre uno spiraglio nel mercato dell’usato. Ecco alcuni consigli utili per non farsi abbindolare

4 maggio 2012 | di Redazione Liguria Nautica

Primo: la tassa ammazza-nautica si è rivelata meno peggio del previsto. Secondo: la voltura al nuovo acquirente di una barca che ha ancora il leasing in corso è ora soggetta al regime del margine Iva. A differenza di quanto è avvenuto fino a oggi, dove nella compravendita di un contratto di leasing, l’Iva veniva pagata tal quale sia dal primo utilizzatore sia da quelli successivi, ora quando un dealer subentra in un contratto di leasing ritirando un’unità usata, l’importo dell’Iva non verrà più calcolato sull’intero valore del contratto, ma sul solo margine di realizzo di vendita, ovvero la differenza tra il prezzo pagato dal cantiere al locatario privato e quello a cui il cantiere lo rivenderà ad un nuovo utilizzatore. Ora che è stata fatta un po’ più di chiarezza in un settore, quello della nautica, sull’orlo del baratro, potrebbe essere un buon momento per vendere o comprare una barca di seconda mano. Ecco qualche consiglio per un acquisto (e una cessione) soddisfacente (a proposito, date un’occhiata alle barche in vendita su Yacht Riviera).

 

Ogni barca è soggetta a diversi criteri di svalutazione: sulla base di questi parametri, è possibile stabilire da sé la tendenza delle imbarcazioni a svalutarsi nel tempo. Li riassumiamo nella tabella in calce:

 

Svalutazione alta

Svalutazione  media

Svalutazione bassa

Una barca tende a perdere più valore nel corso degli anni se:- è stata costruita in un solo esemplare (proto) o in pochissimi esemplari.- il suo cantiere è sconosciuto, poco noto, non più attivo o con una scarsa credibilità sul mercato

– non esistono documenti che certifichino le necessarie manutenzioni periodiche, come, per esempio, quelle del motore

– la barca è stata adibita al noleggio senza equipaggio subendo quindi un’usura maggiore

– è in vendita da molto tempo, senza apparenti motivi

-ha subito numerosi passaggi di proprietà in rapporto all’età

Una barca tende a perdere “il giusto” nel corso degli anni se:– anche se è stata prodotta da un riconosciuto cantiere non è stata rimessata (anche in acqua) con costanti lavori certificati- gli accessori e le dotazioni non sono mai stati sostituiti e sono di “vecchia generazione”

– non sono presenti tutti i documento che certificano le necessarie manutenzioni periodiche

– la barca è stata adibita saltuariamente al noleggio senza equipaggio

– non viene effettuata la perizia da un professionista riconosciuto

– sono state effettuate riparazioni non a regola d’arte

Una barca tende a perdere meno valore nel corso degli anni se:– è stata rimessata in acqua con costanti lavori annuali certificati- il cantiere è riconosciuto e apprezzato per la sua qualità e durata nel tempo dei suoi modelli

– sono presenti documenti che certificano le necessarie manutenzioni periodiche

– la barca non è mai stata adibita al noleggio senza equipaggio

– ha avuto un solo proprietario, ol al massimo due se ha parecchi anni

– è certificato il suo stato, in ogni sua parte, da un perito riconosciuto

– gli accessori, elettronici o non, sono stati aggiornati con costanza

 

Una volta che abbiamo stabilito i criteri di svalutazione della nostra barca, possiamo analizzare la decrescita del suo valore in funzione dell’età, tenendo conto di unica ma importante variabile: gli accessori di bordo. Il valore degli strumenti, degli impianti, delle dotazioni di bordo e di sicurezza può influenzare la trattativa. Gli strumenti di navigazione essenziali (Vhf e Gps) e le dotazioni previste dalle norme di navigazione fanno parte della valutazione di base. Per tutti gli altri accessori il loro valore nella trattativa non dovrebbe eccedere il 30-50% del prezzo d’acquisto. Ecco quanto succede nel tempo:

 

Da 1 a 5 anni

Da 5 a 10 anni

Da 10 a 15 anni

Dopo il primo anno di vita, una barca perde all’incirca tra il 20 e il 20% del suo valore di acquisto (comprensivo di IVA e spese per gli accessori non compresi nel prezzo di listino). La forbice tra il 20 e il 30% è determinata dalla maggiore o minore tenuta di prezzo del modello e del cantiere. Dal secondo al quinto anno, l’indice di svalutazione media oscilla tra il 5 e il 7%. Dopo cinque anni il valore del bene si attesta tra il 60% e il 40% (dipende dai criteri di svalutazione di cui sopra) del prezzo iniziale. Da qui in avanti, le cose cambiano, la perdita di valore di una barca si attenua sensibilmente, attestandosi intorno al 2-4% annuo. Entrano in gioco fattori importanti come le condizioni effettive di conservazione della barca, l’efficienza dei suoi apparati, l’obsolescenza o meno delle attrezzature e il grado di inserimento a bordo di accessori al passo con i tempi. I dieci anni di vita rappresentano il vero spartiacque che stabilisce il valore residuo di una barca, che può rimanere tale per decenni, al netto della svalutazione. Se la barca è stata curata e rinnovata così da mantenerla “come se fosse nuova”, allora conserva praticamente inalterato il prezzo, senza ulteriori svalutazioni. Viceversa, se gravano onerosi “refitting” per l’acquirente, le cose cambiano: va stabilito il costo per riportare la barca agli antichi lustri detraendolo da quello che sarebbe valore della barca “non degradata”.

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2 commenti

  1. Luca ha detto:

    Io sono uno di quelli….. Svenderei a qualsiasi prezzo il mio day cruise da 28 ft….. Non riesco più ad usarla. Annata atroce per la mia azienda.

  2. gip ha detto:

    la realtà è che, indipendentemente da normative più favorevoli, la gente è senza soldi, per cui il mercato (e il livello di svalutazione dell’usato) lo determinano i pochi acquirenti che possono permettersi di fare offerte scandalose, che il più delle volte il venditore accetta per non subire l’ulteriore danno di un bene immobilizzato per chissà ancora quanto tempo….

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