Varato Tenace, il Class 9.50 autocostruito di Alessandro Bruno FOTO e VIDEO

Ben tremila ore di lavoro per l'autocostruzione di questa barca che vanta tanto made in Italy e promette grandi prestazioni

29 Maggio 2013 | di Redazione Liguria Nautica

A volte i sogni diventano realtà, anche in un periodo molto difficile come quello che vive l’Italia, a patto che i progetti vengano inseguiti con grande tenacia. E’ proprio il caso dello skipper Alessandro Bruno, che ha varato il suo Tenace allo Yacht Club Italiano, Class 9.50 autocostruito su disegno del progettista francese di talento Sam Manuard.

 

Una barca che ha nel suo nome tutto lo spirito di quest’impresa: 3 mila ore di lavoro in un capannone di Bolzaneto, è così che Tenace ha preso forma sotto i consigli attenti di Sam Manuard e con il duro lavoro di Alessandro Bruno. Ad affiancare lo skipper, che vanta una buona esperienza sui Mini 6.50, tante aziende italiane che hanno creduto in questo progetto ambizioso. L’albero e la sua attrezzatura sono stati realizzati dalla Velscaf di Franco Manzoli, mentre la messa a punto dell’elettronica, con un impianto totalmente stagno, è stata fatta da Daniele Menegatti di Technautica, il motore è Lombardini e le vele saranno realizzate da Quantum Italia. Da segnalare a proposito dell’elettronica una soluzione interessante: l’installazione di una camera collegata al computer interno in grado di produrre immagini in HD, una scelta importante per una classe che ha bisogno di potenziare la comunicazione per aumentare il numero di barche attive. [nggallery id=275]

 

Le linee d’acqua di questo nuovo Class 9.50 si annunciano innovative, con uno spigolo più lungo dei precedenti modelli destinato a sviluppare potenza e stabilità al lasco con vento forte. Il primo appuntamento ufficiale dove vedremo regatare Tenace sarà la Giraglia Rolex Cup.

 

“Ho scelto il 9.50”, ha spiegato Alessandro Bruno, “perché mi piaceva come barca ed era una lunghezza che mi consentiva l’auto costruzione con un budget ragionevole e con un numero di ore di lavoro non proibitivo. La decisione di puntare su Sam Manuard è stata dettata dalla sua grande disponibilità unita alle sue capacità professionali. Ringrazio tutti quelli che hanno creduto in questo progetto, tutte le aziende e lo YCI che mi ha supportato”.

 

La nostra intervista ad Alessandro Bruno:

 

La nostra intervista a Sam Manuard:

 

Mauro Giuffrè

 

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