Yacht bruciati a Portosole: no alla richiesta di archiviazione del pm

La parte civile si è opposta all’archiviazione del procedimento penale relativo all’incendio che, nella notte dello scorso 29 agosto, aveva causato l’affondamento di due megayacht ormeggiati al molo B della marina di Portosole

18 aprile 2013 | di Redazione Liguria Nautica

La parte civile si è opposta all’ipotesi di archiviazione del procedimento penale relativo all’incendio che, nella notte dello scorso 29 agosto, aveva causato l’affondamento di due megayacht ormeggiati al molo B della marina di Portosole, a Sanremo. L’avvocato Alessandro Moroni, che tutela l’armatore del “Manhattan”, l’imbarcazione ormeggiata a fianco dell’“Irbis” (lo scafo da cui erano partite le fiamme) e colata a picco dopo essere stata coinvolta dal rogo, ha presentato l’istanza a seguito della richiesta arrivata dalla procura.

 

Il pm Francesca Scarlatti, sulla base dell’esame delle perizie svolte nell’ambito delle indagini preliminari, non ha ravvisato elementi sufficienti a confermare la responsabilità penale di Max Grybble, il 22enne marinaio svedese che si trovava a bordo dell’“Irbis” al momento dell’incendio e che era stato accusato di esserne accidentalmente la causa (galeotto fu uno schizzo d’olio mentre stava cucinando per la sua fidanzata).

 

L’iter adesso prevede la fissazione di un’udienza da parte del giudice per le indagini preliminari che si dovrà esprimere sull’istanza di archiviazione e sulle argomentazioni della parte civile. Rimane aperta la questione relativa ai risarcimenti tra le società di entrambi gli yacht, uno di un armatore russo e l’altro battente bandiera di uno dei cosiddetti “paradisi fiscali”.

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