Uno yacht Riva 85 Opera finisce sugli scogli a Cala Sabina in Sardegna– FOTO ESCLUSIVE di LN

Il sinistro, a pochi metri da Cala Sabina, con quattro persone a bordo che hanno riportato solo qualche contusione

17 ottobre 2017 | di Redazione Liguria Nautica

Erano quasi le 20 di sabato sera, quando uno yacht Riva 85 Opera, 26 metri fuori tutto, denominato Calamaba, è finito sugli scogli a pochi metri da Cala Sabina, in Sardegna.

Ancora da chiarire le cause del sinistro: il quotidiano La Nuova Sardegna e altri quotidiani locali parlano di un cedimento dell’ancora, anche se, a giudicare dalle foto, si direbbe impossibile. Solo ad una velocità sostenuta uno yacht di quelle dimensioni riuscirebbe infatti ad inerpicarsi sugli scogli in questa maniera e soprattutto a creare uno squarcio così grande sullo scafo, con la prua completamente distrutta.

A bordo dello yacht Calamaba si trovavano 4 persone al momento dell’impatto: il proprietario, un imprenditore di Olbia, che ha riportato contusioni allo zigomo, la moglie, che ha riportato un trauma e una coppia di ospiti, che hanno riportato a loro volta varie contusioni. Le due coppie sono state soccorse dalla Capitaneria di porto e trasportate in ospedale per le cure del caso. Le loro condizioni non destano fortunatamente preoccupazione, anche se sicuramente si sono presi un grosso spavento.

Le operazioni per disincagliare lo yacht sono state avviate subito anche per salvaguardare l’ambiente circostante, nonostante i serbatoi del carburante non sembra siano stati danneggiati. Se siete interessati nello specifico ad un discorso assicurativo (vi starete chiedendo se sarà coperto dalla polizza corpi) vi rimandiamo a questo articolo sulla Colpa Nautica e la Colpa Grave.

Il valore dell’imbarcazione si aggira intorno al milione e mezzo.

DC

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2 commenti

  1. Rolando ha detto:

    Al di là del malore improvviso che nessuno ha citato, e in questo caso ovviamente ci sarebbe poco da infierire, in tutti gli altri casi ritengo impossibile andare a scogli in quel modo, date le qualità tecniche dell’imbarcazione e le miriadi di strumentazione che assistono il comandante, dunque l’unica alternativa è il voluto impegno, e ripeto voluto, vuoi per distrazione, vuoi per disattenzione, vuoi per coglionaggine, di distruggere una barca di quel genere. Con una stima ad occhio la barca andava a poco meno di 20 nodi vista le lunghe strappature violente sulla carena. Certa gente dovrebbe stare al massimo in piscina e non andare in giro con bestie simili solo perchè ha un portafogli col rimorchio, col rischio, oltre di fare danni, di ammazzare pure qualcuno e non è la prima volta che succede, infatti nessuno può negare che come ha puntato e preso gli scogli, se 5 metri prima dell’impatto ci fosse stato un innocente sub col suo bel palloncino bianco rosso, l’avrebbe falciato come grano maturo……

  2. Marco Francesco Lauricella ha detto:

    Viste le foto non mi sembra una collisione compatibile con una barca che scarroccia perché l’ancora non tiene!!! Alcune abrasioni sono a forma di goccia ( Grandi all’inizio e fine verso la fine ) sono tipiche dell’urto con un corpo sommerso come uno scoglio…ed anche lo sbandamento sul fianco è notevole cosa non compatibile con una deriva dello scafo dato che le condizioni meteo marine erano ottime a quello che sento dire, cioè mare piatto e zero vento

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