Ultimo viaggio della Concordia: l'incognita del meteo

Sulle 200 miglia di navigazione della Costa Concordia fino a Genova pesa l'incognita maltempo: le sfide e gli scenari possibili.

19 luglio 2014 | di Paolo Gemelli

Il trasferimento a Genova della Costa Concordia per la sua demolizione rappresenta la fase finale del complesso progetto di stabilizzazione, raddrizzamento e parziale ripristino del galleggiamento che per mesi ha impegnato uomini e mezzi all’Isola del Giglio.

Come le precedenti, anche le operazioni che riguarderanno l’ultimo viaggio della nave saranno estremamente complesse, gravate anche dalle incognite sulle condizioni meteomarine che si incontreranno durante le 200 miglia di navigazione.

200 miglia da percorrere a 2 nodi  significa navigare per quasi 5 giorni con condizioni meteo favorevoli per evitare sollecitazioni eccessive alla struttura: una seria preoccupazione per il team di meteorologi del Consorzio Lamma incaricati di garantire il monitoraggio delle condizioni meteo durante le operazioni. La copertura della finestra temporale richiesta è infatti la prima sfida da vincere per portare a termine con successo il trasferimento.

In normali condizioni operative le previsioni vengono elaborate su 72 ore:  un intervallo di tempo in cui la previsione ha buona affidabilità e che può estere esteso ma solo in condizioni di stabilità atmosferica. Fare previsioni più a lungo termine, mantenendo un adeguato dettaglio sulla zona interessata non è semplice: si entra nel campo dei limiti dei modelli matematici di previsione che, se da un lato consentono di fare previsioni a lungo termine dall’altro perdono la capacità di essere sufficientemente dettagliati. E viceversa.

Regime da mistral

Entrano quindi in gioco ragionamenti preliminari basati sulla climatologia della zona: nel mese di Luglio sul Mediterraneo centrale prevalgono le condizioni di stabilità atmosferica associate alla presenza di anticicloni di origine nord-africana (Anticiclone Libico) oppure nord-atlantica (Anticiclone delle Azzorre). Tuttavia, come si è verificato nel corso delle settimane passate, non si possono escludere periodi  caratterizzati da spiccata dinamicità dell’atmosfera, dovuti per esempio alla formazione di piccole depressioni sul Mar Ligure in movimento verso il Mar Tirreno oppure, più raramente, centrate sul Golfo del Leone.

L’area che sarà attraversata nel corso della navigazione possiede delle caratteristiche tali da renderla estremamente particolare dal punto di vista meteorologico. La presenza della Corsica determina infatti la separazione di due zone distinte: l’area Tirrenica e quella del Mar Ligure.

Moto ondoso associato al mistral

In presenza di un mimo barico davanti alla costa della Liguria (normalmente associato al regime da mistral sul Golfo del Leone) il versante Tirrenico si caratterizza, da sud a nord, per fenomeni influenzati sia dalla presenza delle Bocche di Bonifacio, sia dagli effetti dovuti al Capo Corso.

A est delle Bocche di Bonifacio, il mistral si associa a forti venti da ovest che producono onde di altezza superiore a 2 metri che si propagano verso NE fino a lambire le coste toscane. I mari immediatamente a est di Capo Corso risentono invece dei flussi turbolenti che assumono direzione NW e, a nord dell’Isola d’Elba possono associarsi a condizioni di onda incrociata.

A nord di Capo Corso, nel versante sud del Mar Ligure, il regime ondoso manifesta la massima intensità con onde che possono raggiungere altezze rilevanti (si sono registrati valori estremi superiori a 10 m). Proseguendo la rotta verso Genova lo scenario meteorologica dipende dalla velocità di spostamento della depressione: se si muove lentamente il vento tende ad assumere una componente da E-NE, se la velocità di spostamento è maggiore prevarrà il vento da NW.

La fase di incursione dei venti settentrionali, specialmente da NW, si associa allo sviluppo di attività temporalesca in prossimità della costa: le forti raffiche di vento associate ai cumulonembi possono rappresentare un altro elemento di criticità. – Paolo Andrea Gemelli

Fonti:

  • P. Gemelli, L. Onorato, S. Gallino, F. Castino;A study of two south-westerly regimes in the Gulf of Genoa causing severe weather; European Meteorological Society Confrence 2005
  • Atlante delle onde nei mari italiani; Univ. degli Studi Roma Tre, APAT – Agenzia per la Protezione dell’Ambiente e per i Servizi Tecnici

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