Arriva Beluga, la prima barca a vela stampata in 3D con materiale plastico riciclato

Presentato alla Milano Design Week il primo prototipo di barca a vela al mondo stampata in 3D, con monoscocca in materiale plastico riciclato

10 Settembre 2021 | di Maria Cristina Sabatini

Non è possibile amare il mare e la navigazione senza rispettare e tutelare l’ambiente che ci circonda. Questa è una regola che tutti i veri marinai adottano da sempre: grande attenzione per la sostenibilità e riduzione al minimo della plastica a bordo, rappresentano solo una delle forme di rispetto per il “grande blu” che ci ospita e per le tante forme di vita che in esso trovano casa.

Pensate cosa vorrebbe dire poter navigare per sport o per diletto sulle acque del mare con una imbarcazione eco-sostenibile, nata da materiali di scarto che grazie a processi innovativi, hanno acquisito nuova vita per trasformarsi in un prodotto ad alte prestazioni. Questo “sogno”, che ha il sapore di futuro, è già diventato realtà.

Pochi giorni fa, infatti, è stato presentato all’edizione 2021 della Milano Design Week il prototipo di una piccola imbarcazione che racchiude in sé qualche cosa di grande: il primo esempio al mondo di barca a vela stampata in 3D, con scafo in monoscocca realizzato in materiale plastico riciclato MyReplastTM.

Beluga: innovazione e rispetto per l’ambiente

Beluga, questo il nome della piccola deriva, coniuga in sé innovazione e rispetto per l’ambiente. Il progetto di ricerca è stato portato avanti  in sinergia da Caracol, azienda che fornisce servizi di manifattura additiva, e  NextChem, società del gruppo Maire Tecnimont, che si occupa di tecnologie per la transizione energetica.

Si definisce manifattura additiva – si legge su Wikipedia – quel processo industriale impiegato per fabbricare oggetti partendo da modelli 3D computerizzati, aggiungendo uno strato sopra l’altro, in opposizione alle metodologie tradizionali di produzione sottrattiva”.

A volte i sistemi di produzione “tradizionali” di imbarcazioni a vela, utilizzano stampi e materiali difficili da riciclare come la vetroresina. Per realizzare lo scafo nero di Beluga “in un unico pezzo”, Caracol ha invece impiegato il suo sistema di “Additive Manufacturing robotico“, utile per migliorare l’efficienza dei vari metodi di produzione, fornendo soluzioni più rispettose dell’ambiente.

Una novità che apre scenari innovativi e sostenibili anche nel mondo produttivo, mostrando come un materiale di scarto possa essere utilizzato per produrre componenti tecnologiche, con requisiti ad alte prestazioni, e come sia possibile dare nuova vita ai rifiuti plastici, grazie a processi di economia circolare, trasformandoli in fonti di  “materia prima” per molteplici applicazioni.

La collaborazione tra Caracol e NextChem poteva, infatti, trovare differenti applicazioni, ma è stato scelto il settore nautico per un motivo molto semplice: la barca a vela è simbolo di nuovi inizi, di ripartenza e di esplorazione.

 

 

 

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