Come credere in un progetto lungimirante: LN intervista il presidente di Heron Yacht

La nostra intervista a Roberto Bello, presidente del Consiglio di amministrazione del cantiere

24 maggio 2019 | di Andrea Bergamini
Heron Yacht H38 black
H38 black

L’azienda italiana Co.ge.man. ha lanciato il brand Heron Yacht tre anni orsono. Le radici originarie della società derivano dal settore delle costruzioni e, attraverso la diversificazione strategica nel settore nautico, si punta sul cambiamento con il coraggio di proporre yachts dalle linee innovative e dal design particolare. Per capire di più di questa nuova realtà, abbiamo incontrato Roberto Bello, presidente del Consiglio di amministrazione del cantiere.

Come è iniziata l’avventura di Heron Yacht in un settore complesso come quello nautico?

In certi frangenti della nostra vita, la passione ti spinge verso scelte coraggiose. Il mio amore per le barche e il mare ha influito nel cogliere una nuova opportunità in un ambito che, come storia aziendale, non conoscevamo. Costruire è una predilezione di famiglia. La storia dei Cantieri Navali Co. Ge. Man S.r.l. è recente poiché la nostra azienda primaria opera nel settore dell’edilizia infrastrutturale. Quattro anni fa la svolta in ambito nautico: ci tuffiamo in questa nuova avventura, dapprima operando nel campo del refitting avvalendoci di figure professionali già radicate in questo ambito e, dopo aver acquisito un minimo di esperienza, decidiamo di creare un nuovo brand. Nel frattempo osserviamo il mercato visitando i Saloni di Cannes, Genova e Fort Lauderdale per identificare la nicchia di prodotto.

Ci racconti con quale idea è partita la costruzione del primo modello Heron Yacht.

Nell’agosto 2015 visioniamo un semilavorato la cui realizzazione era stata sospesa qualche anno prima. Ne restiamo affascinati. Ci colpiscono in modo particolare il design della prua e le forme inedite dell’opera viva da noi definite ad “ali di airone”, linee d’acqua al confine progettuale tra vela e motore. A dicembre dello stesso anno acquistiamo l’opera grezza con i relativi piani progettuali e per l’intero 2016 studiamo le carte e la filosofia con cui è progettata l’imbarcazione. Analizziamo la logica del prodotto e arriviamo alla conclusione di portare a termine, con le opportune modifiche, il semilavorato che, secondo la nostra visione, ha le qualità per diventare un motoryacht originale. Nasce così il primo Heron 56.

Perché credere nel progetto di una carena mai vista nel settore nautico delle barche a motore?

L’opera viva esibisce infatti superfici di carena completamente lisce, prive di pattini di sostentamento idrodinamico, step e redan e garantisce minima resistenza all’avanzamento. La carena dello yacht è il risultato di una ricerca approfondita ed è sviluppata attraverso l’analisi dei flussi idrodinamici delle linee d’acqua delle imbarcazioni a vela da regata e la successiva simulazione che ha permesso la realizzazione del primo modello senza rischi in termini di livelli di prestazione.

I prolungati test in mare sul prototipo ne hanno evidenziato le ottime doti di navigazione ed i consumi limitati. Heron 56 unisce il massimo comfort all’esiguo consumo di carburante, consentendo una navigazione sicura e confortevole in ogni condizione meteomarina. Desideriamo costruire yacht innovativi per stupire. I riflessi positivi avuti al nostro esordio come costruttori ci hanno convinto a proseguire su questa strada. Lo yacht si distingue per eleganza e particolarità. La sua silhouette è riconoscibile in mare anche da lontano.

Ci fornisca qualche informazione sul cantiere.

Il complesso del cantiere di Fiumicino (Roma) si estende in posizione strategica su un area coperta di 2.200 mq e una superficie scoperta ad uso esclusivo di 3.300 mq con uno specchio d’acqua in darsena di circa 600 mq. La forza lavoro è composta da otto figure fisse e numerose collaborazioni con artigiani e professionisti di grande competenza presenti sul territorio.

Come è stato l’impatto a livello commerciale?

Dopo le prime difficoltà nel far comprendere le qualità di una carena davvero efficiente e “risparmiosa” in termini di consumi, oggi possiamo comunicare che abbiamo concluso la vendita del primo Heron 56. Il nostro obiettivo rimane quello di far conoscere il nostro brand sul mercato nautico internazionale e realizzare non una linea standard ma yachts con varie combinazioni di lay-out e propulsioni, “cuciti” a misura del cliente in base alle sue esigenze.

Quali sono i programmi futuri del cantiere?

Heron Yacht stà lavorando attualmente sui modelli che proietteranno il cantiere nel futuro. I nuovi progetti presentano parecchie variazioni. Punto fermo dello yacht rimane lo scafo progettato dall’architetto Massimo Picco. Il progetto di sviluppo delle nuove unità è stato affidato a “SC Superyacht Design” di Roma, nuovo studio di design navale i cui soci vantano una lunga esperienza nella progettazione di motoryacht fino a 50 mt di lunghezza e nell’architettura/ingegneria navale di scafi plananti e dislocanti. Stiamo iniziando la produzione di Heron 38, un nuovo progetto derivato dalla carena del suo progenitore Heron 56′.

Lo scafo, dalle misure ovviamente più contenute, ambisce a raggiungere una fascia di mercato diversa. La barca è stata concepita in due configurazioni differenti  ovvero in versione cabinata o walkaround, ambedue con la possibilità di motorizzazione entrobordo o fuoribordo. Il primo modello sarà cabinato. Stiamo altresì approntando la costruzione di Heron 56 N.2 e, in previsione, abbiamo un altro grande progetto in divenire di dimensioni imponenti e oggetto di trattativa con un potenziale armatore ma, per scaramanzia, è troppo presto per parlarne.

 

HERON YACHT

Sede opertiva
Lungomare della Salute, 2  (Darsena di Fiumicino)
00054 Fiumicino (Rm) – Italia

Tel: +39 06 65028807

www.heron-yacht.it

info@he ron-yacht.it

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