I periti compensatori di bussole magnetiche

Il perito compensatore interviene per effettuare i cosiddetti "giri di bussola", una pratica che si esegue in mare facendo ruotare la prua della barca su se stessa più volte, in diverse direzioni, prendendo dei punti fissi terrestri

26 Luglio 2019 | di Gaetano Tappino
perito compensatore - bussola antica
Una bussola antica

Nell’arte della navigazione la bussola è stato e rimane lo strumento insostituibile per avere un riferimento in mare quando non è possibile vedere la costa. La sua scoperta ancora oggi non è di facile attribuzione. Sono arrivati fino a noi riferimenti che dimostrano come in Cina, nel 1100 a.C., venisse utilizzata una piccola scatoletta con una lancetta bilanciata posizionata sulla testa di un ago: facendo ruotare il contenitore, la lancetta restava sempre nella stessa direzione.

Con tutta probabilità i cinesi non avevano ancora scoperto il magnetismo terrestre ma avevano intuito che, trovandosi nel bel mezzo del nulla, sia in mare che sulla terraferma, quella minuscola lancetta gli avrebbe consentito di seguire una rotta. La bussola magnetica dei nostri giorni è un indicatore del nord attratto dal magnetismo terrestre che mostra sempre questa indicazione senza nessuna necessità di energia elettrica o meccanica.

L’attuale tecnologia ci consente di impostare una rotta tracciandola su un plotter GPS e determinare la nostra posizione su una mappa elettronica, dove viene indicato anche il movimento grazie a una antenna che si collega con delle triangolazioni a vari satelliti. Fino all’anno scorso i satelliti utilizzati erano esclusivamente di proprietà statunitense o russa ma ora anche l’Europa, con il sistema Galileo, possiede i propri satelliti e il proprio “Global Positioning System” di ultima generazione.

Nonostante tutti gli apparati elettronici di supporto alla navigazione oggi disponibili, la bussola magnetica rimane insostituibile perché, in mancanza di energia a causa di un guasto, essa farà comunque il suo lavoro e pertanto risulta obbligatoria per le imbarcazioni in modo da garantire la sicurezza della navigazione. Inoltre, deve essere accompagnata da tutta la sua dedicata documentazione in corso di validità, da presentare durante un controllo della Guardia Costiera o a seguito del rinnovo delle notazioni di sicurezza.

Nelle varie documentazioni di bordo delle imbarcazioni (barche superiori ai 10 m), dei pescherecci, delle barche da lavoro, ecc., ogni anno è necessario eseguire i cosiddetti “giri di bussola“, compilando la tabella delle deviazioni magnetiche residue della barca: un’operazione che è propria di ogni singola imbarcazione. Ogni quattro anni, poi, la bussola va collaudata.

L’indicatore della bussola individua il nord magnetico e se si applica a questa indicazione il calcolo della declinazione magnetica (differenza tra il nord geografico e quello magnetico indicata sulle carte nautiche) si ottiene il nord geografico. A bordo dell’imbarcazione il magnetismo può subire variazioni, dovute a sostituzioni di apparati di bordo o a oggetti metallici nelle vicinanze del dispositivo, come cellulari o le stesse chiavi della barca: ogni metallo o trasmissione radio può quindi influenzare la bussola causando una temporanea deviazione.

Lo sa bene il comandante di mega yacht Luca Bavestrello, lavagnese di nascita che ha solcato i vari mari del globo, uno dei pochi ad essere diventato, dopo aver sostenuto un esame, “perito compensatore“, grazie all’esperienza maturata nel corso della sua decennale carriera di navigazione e agli importanti titoli professionali acquisiti. Bavestrello ci ha confidato che, personalmente, ha un gran rispetto per questo strumento, anche se a bordo, sulla plancia, viene solitamente ignorata. “Ai giorni nostri -ha dichiarato il comandante- le attenzioni sono sui GPS cartografici e radar, dove impostiamo la rotta da seguire ma, personalmente, durante i controlli non disdegno di guardare la bussola e confrontare i gradi di rotta con il GPS”.

Il comandante Bavestrello, oltre ad essere uno stimato perito navale, nelle sue funzioni di perito compensatore interviene per effettuare i giri di bussola, una pratica che si esegue in mare facendo ruotare la prua della barca su se stessa più volte, in diverse direzioni, prendendo dei punti fissi terrestri (da qui il nome giri di bussola). Il suo compito è annotare su una apposita tabella le deviazioni residue, indicando le differenze delle varie prue rilevate, e se necessario applica dei piccoli magneti per compensare deviazioni significative. La compilazione delle tabelle delle deviazioni fa parte dei documenti della bussola, che devono essere aggiornati in funzione del tipo di utilizzo dell’imbarcazione e vidimati dalla Capitaneria.

perito compensatore - bussola moderna

Una bussola moderna

Bavestrello ci ha parlato anche di un incidente dove un armatore, alla guida del suo yacht, si era avvicinato troppo ad una secca e aveva riportato notevoli danni alle eliche e alle due linee d’assi, a cui si era poi aggiunto il notevole costo per aver soccorso e alato l’imbarcazione in un cantiere.

In questi casi l’armatore, per richiedere il risarcimento dei danni, avendo una polizza assicurativa Kasko, deve depositare una dichiarazione di evento straordinario in Capitaneria.

Nel caso in esame, tuttavia, l’assicurazione non ha pagato perché le tabelle delle deviazioni erano scadute e questo è bastato per rigettare il risarcimento, pur essendo una polizza a copertura totale, appellandosi al fatto che la mancanza di una documentazione aggiornata era stata un’indulgenza dell’armatore, postilla che probabilmente rientra nelle infinite e piccolissime diciture presenti sulla polizza, che difficilmente si leggono con attenzione. Quindi, oltre al mancato risarcimento, l’armatore è stato anche multato dalla Capitaneria per avere il documento scaduto. “Nonostante tutta la tecnologia a disposizione -ha concluso Bavestrelloo- la nostra rotta sicura in mare resta sempre in bilico sulla testa di uno spillo”.

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1 commento

  1. Alice ha detto:

    Come si diventa compensatori di bussole?

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