Il porto di Genova si conferma leader nel transito di yacht

Le navi utilizzate per il trasporto di yacht coprono un range fra i dieci e i quaranta metri e possono essere utilizzate per motivi di commercializzazione o semplicemente per il trasferimento di imbarcazioni ad uso privato o ad uso noleggio

19 febbraio 2019 | di Gaetano Tappino

Genova ha consolidato il proprio porto come centro di sbarco e imbarco yacht nel Mediterraneo. Molte compagnie di navigazione, infatti, hanno trovato nelle banchine del capoluogo ligure il giusto rapporto tra costi e professionalità degli operatori. Dal 2000 ad oggi l’ascesa è stata esponenziale, producendo un indotto importante grazie all’impiego di agenzie marittime, operatori portuali, sommozzatori, periti e assicuratori.

Un team di professionisti che opera per fornire assistenza all’imbarco e allo sbarco di circa 450 yacht che mediamente sono transitati nelle banchine genovesi negli ultimi anni. Le dimensioni delle navi, che possono essere nuove o usate, coprono un range fra i 10 e i 40 metri e possono essere utilizzate per un percorso di commercializzazione o semplicemente per il trasferimento, in inverno nei mari caldi caraibici e d’estate nel Mediterraneo, di yacht ad uso privato o ad uso noleggio.

Il processo di imbarco di uno yacht, inoltre, è caratterizzato dal servizio tutto compreso offerto dalle agenzie incaricate. Questo servizio, che si svolge prima dell’effettivo imbarco, include la ricerca dello spazio in coperta o nelle stive delle navi in transito nel porto di Genova, l’organizzazione delle polizze di copertura assicurativa, la prenotazione del perito che seguirà in banchina tutta l’operazione, la verifica doganale per l’esportazione, la preparazione di un’adeguata sella per contenere lo scafo, la prenotazione della squadra degli operatori portuali che dovranno materialmente eseguire le operazioni e quella dei sommozzatori che dovranno mettere le fasce di alaggio nella corretta posizione e, dopo il posizionamento, la verifica del perito sul corretto rizzaggio.

Per lo sbarco, invece, le operazioni sono più semplici e consistono nell’organizzare le pratiche doganali, nel reperire un conduttore che porterà la barca alla banchina di ormeggio e nel prenotare lo spazio nelle marine per il transito. I tempi operativi di un imbarco variano a seconda delle dimensioni dello yacht: da un paio d’ore per una barca di sedici metri ad un’intera giornata per un mega yacht. Oltre all’imbarco in stiva o in coperta, esiste anche un servizio che utilizza particolari navi semisommergibili.

Queste navi possono immergersi come un bacino galleggiante, portando la loro coperta a pochi metri sotto il livello del mare e consentendo così agli yacht di entrare. Una volta entrate tutte le imbarcazioni previste dal piano di carico e mentre i sommozzatori sistemano le apposite selle per stabilizzare gli yacht, la nave lentamente inizia a risalire. Quando il piano di coperta si trova al di sopra della linea di galleggiamento, le selle vengono assicurate con appositi tiranti e saldature e alle imbarcazioni vengono fornite energia elettrica e acqua per gli equipaggi.

Può capitare che vengano imbarcati anche yacht di grandi dimensioni che potrebbero, per autonomia di navigazione, attraversare facilmente l’Atlantico ma, a conti fatti, tra consumi, costi di equipaggio e deterioramento della barca, i proprietari alla fine preferiscono spedirli. Nel nostro Paese il comparto della nautica ha un importante indotto sia a livello economico che occupazionale, grazie alla professionalità dei nostri cantieri e degli operatori, ma purtroppo spesso viene visto solo come un settore ludico ed è quindi poco sostenuto.

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