InGE lancia il progetto “Di Molo in Molo” per far conoscere l’antica storia del porto di Genova

Questo percorso storico-culturale ha l’obiettivo di raccontare la storia dello scalo ligure nel periodo fra l’ottocento e il novecento, i suoi edifici, le attrezzature e tutto quello che ha resistito nel tempo arrivando ai giorni nostri

10 Dicembre 2019 | di Gaetano Tappino
Porto di Genova e Lanterna
Uno sguardo sul porto di Genoa, con i Magazzini del Cotone a sinistra e sullo sfondo l'inconfondibile Lanterna.

InGE, associazione per la promozione e la diffusione della cultura e del patrimonio industriale a Genova e in Liguria, ha organizzato un workshop dal titolo “Patrimonio Industriale come strumento di marketing e comunicazione per imprese e territori“, presso l’auditorium di Confindustria Genova, nell’ambito del progetto “Genova Capitale della Cultura d’Impresa”.

All’evento, incentrato appunto sulla promozione della storia industriale come mezzo di valorizzazione e comunicazione, hanno preso parte, tra gli altri, il direttore della Fondazione Ansaldo, Domenico Braccialarghe, il presidente di AIPAI (Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale), Edoardo Currà, il direttore della Fondazione Dalmine, Carolina Lussana, il membro del direttivo ERIH (European Route of Industrial Heritage), Massimo Preite ed il membro del consiglio direttivo di Museimpresa, Marco Montemaggi

L’associazione InGE, presieduta da Alessandra Brignola, oltre alle storiche strutture ed esercizi del territorio, promuove la diffusione della storia del porto di Genova, oggi rivalutato nell’area riqualificata del Porto Antico, con l’obiettivo di raccontare la storia dello scalo ligure nel periodo fra l’ottocento e il novecento, i suoi edifici, le attrezzature e tutto quello che ha resistito nel tempo arrivando ai giorni nostri.

Il porto di Genova ha infatti molto da raccontare e inGE, con i suoi esperti di storia industriale, organizza percorsi guidati alla scoperta delle strutture e attrezzature che hanno dato lavoro e benessere alla città, strutture che ora sono pronte a raccontarsi nella nuova e moderna configurazione cittadina, come la zona portuale più storica, con le sue banchine ottocentesche emerse durante i lavori delle Colombiadi e sapientemente riportate alla luce e ristrutturate.

Il turismo storico industriale, come strategia di comunicazione e promozione turistica, viene adottato anche da storiche aziende, come dimostrato dalla partecipazione al convegno del direttore Domenico Braccialarghe, che ha fornito un importante contributo ai lavori esponendo le immense risorse della Fondazione Ansaldo, particolarmente attiva nella promozione culturale, con un patrimonio storico di grande valore ed ultimamente gestore anche dell’archivio storico dell’Autorità portuale.

Proposto proprio da inGE, “Di Molo In Molo” è un percorso storico-culturale del patrimonio industriale che permette anche la visita al pontone ex Maestrale, ora ritornato al suo primitivo nome “Langer Heinrich“. Costruito a Brema nel 1915 e tuttora funzionante, è stato vincolato dal Ministero per i Beni e le Attività culturali nel 2002 ed è attualmente in servizio presso il porto di Genova.

Questo mezzo autopropulso di 4,600 tonnellate con una gru girevole a 360 gradi, è caratterizzato da una portata di sollevamento di ben 250 tonnellate (ora ridotta a 200 t) e da un braccio che raggiunge gli 85 metri di altezza, il tutto sostenuto da uno scafo lungo 50 metri e largo 36. Un pontone che tecnicamente e operativamente può dire ancora la sua, essendo il più potente attualmente presente nel porto di Genova.

Il percorso prosegue tra il Porto Antico e la Lanterna, passando per l’antico bacino di carenaggio della darsena, il primo bacino con porta di chiusura del Mediterraneo, datato 1846 e voluto dal re Carlo Alberto. La darsena antistante il bacino era l’imbarcadero del re, che poteva raggiungerla dalla sua dimora di Palazzo Reale in via Balbi attraversando il Ponte Reale.

Malauguratamente una distratta amministrazione ha concesso l’abbattimento del Ponte Reale, che passava sopra l’attuale via Gramsci, nel nome del futuro piano veicolare: questo “delitto” è stato compiuto nel 1964 per lasciare libero il passaggio alla neonata Sopraelevata. A quei tempi la nave del re era pronta con i suoi rematori, progionieri che provenivano dalle galere ora inserite nell’attuale Galata Museo del Mare.

Il cammino continua poi lungo la banchina della darsena, attraversando i binari ferroviari, dove arrivavano i vagoni merci da scaricare e dove si possono vedere, agli angoli del molo, le piattaforme girevoli che consentivano ai vagoni di essere girati di 90 gradi per proseguire lungo la banchina.

Superata la darsena, emerge con tutta la sua imponenza il Silos Granario Hennebique, in attesa di riqualificazione, ed il Ponte dei Mille, crocevia dei bastimenti che trasportavano gli emigranti oltreoceano e prima ancora dove i soldati si imbarcavano per le crociate, per poi proseguire fino alla Lanterna, struttura completamente riqualificata per l’accesso turistico.

Il patrimonio storico industriale è una realtà che movimenta un gran numero di turisti, che si spostano ormai da una città all’altra per ammirare le antiche strutture lavorative. Per questo molti Paesi si sono associati all’European Route of Industrial Heritage.

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