Porti turistici, Anci al fianco di Ucina e Assomarinas: aumento canoni non può essere retroattivo

ANCI e UCINA lanciano un appello per risolvere con degli emendamenti alla legge di bilancio il contenzioso dei porti turistici sui canoni demaniali

22 dicembre 2017 | di Andrea Carozzi
Emendamenti legge di bilancio l'appello di Ucina

A sostegno degli emendamenti alla legge di bilancio, che mirano a risolvere il contenzioso dei porti turistici sui canoni demaniali, ANCI torna in campo al fianco di UCINA, Assomarinas e delle altre associazioni del coordinamento del codice della nautica, tra cui Assonat-Confcommercio, Assilea e Confarca.

Gli emendamenti alla Legge di Bilancio mettono d’accordo maggioranza e opposizione

Gli emendamenti alla Legge di Bilancio, firmati sia da deputati della maggioranza che dell’opposizione, sono il frutto dell’intensa attività di confronto di queste associazioni con le diverse parti politiche. L’obiettivo è quello di sottolineare che l’aumento dei canoni fissato dalla finanziaria del 2007  non può avere un’applicazione retroattiva.

Andrea Gnassi, sindaco di Rimini e delegato ANCI al demanio, ha dichiarato che “è necessario sostenere in tutte le sedi istituzionali l’approvazione degli emendamenti alla Legge di Bilancio che propone di non applicare i canoni della finanziaria 2007 alle darsene che ottennero la concessione prima dell’entrata in vigore di quella stessa finanziaria. Non è un emendamento di spesa, al contrario -ha concluso Gnassi- serve per non dare un colpo definitivo a un importante settore produttivo come quello della nautica e della filiera produttiva legata alle marine”.

Anche Carla Demaria, presidente di UCINA-Confidustria Nautica, ha sottolineato l’importanza di questa azione che ha unito diverse associazioni nautiche: “Dopo i vari provvedimenti per il rilancio della nautica adottati in questa legislatura, non ultimo il recente codice della nautica, dobbiamo risolvere -ha spiegato Demaria- un problema che mette a rischio la sopravvivenza dei porti, altrimenti rischiamo che questo problema si ribalti sugli utenti”.

“Dopo sette anni di profonda crisi del mercato italiano e dieci anni di contenzioso –ha concluo il presidente di Assomarinas, Roberto Perocchio- è ora di far valere gli accordi stipulati dagli investitori della portualità turistica con l’amministrazione dello Stato.  Le regole si possono sempre cambiare ma mai per le partite in corso”.

 

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