Ole Evinrude, l’uomo che liberò l’America dalla necessità di remare

Fu un vero mito americano: l’uomo che viene dal nulla e che grazie al suo ingegno e al suo lavoro diventa ricco e famoso

6 Dicembre 2019 | di Liguria Nautica

Esistono uomini capaci di cambiare la storia, rimanendo così famosi per sempre. Altri, invece, pur avendo lasciato un segno significativo del loro passaggio su questa terra, sono stati lo stesso completamente dimenticati. In alcuni rari casi è impossibile non associare il nome dell’uomo alle sue creature: è il caso di Enzo Ferrari o di Henry Ford. O del signor Ole, Ole Evinrude, eponimo del motore fuoribordo.

Fu un vero mito americano: l’uomo che viene dal nulla e che grazie al suo ingegno e al suo lavoro diventa ricco e famoso. Nel suo caso, facendo al contempo felici intere generazioni di pescatori, cacciatori e diportisti. Come non ricordare, ad esempio, centinaia di vignette umoristiche con i pescatori o i cacciatori di anatre seduti in attesa delle prede su un piccolo barchino mosso da un motore fuoribordo?

Questo tipo di motore marino è un vero simbolo di semplicità, leggerezza e libertà. Il costo rientra nelle possibilità economiche di tutti, può essere portato a mano, trasferito da una barca a un’altra, si accende tirando una corda e ti conduce verso nuove avventure, verso la felicità. Ole, ad essere precisi, non era nemmeno statunitense. Il suo vero nome era Ole Andreassen Aaslundeie ed era nato il 19 aprile 1877 a Gjouik, in Norvegia (a 100 km a nord di Oslo). Evinrude era il nome della fattoria dove anni prima era venuta alla luce la madre di Ole.

La Norvegia, a quei tempi, era una nazione davvero molto povera e i suoi abitanti erano dediti alla pesca (balene incluse), all’allevamento di renne o alla coltivazione di terre assai aspre e difficili. Erano in tutto 11 fratelli e il padre decise di tentare la fortuna nel Nuovo Mondo, dove continuerà a fare l’agricoltore, lavorando duramente assieme ai figli per mantenere tutte queste bocche da sfamare. Ole ha cinque anni quando giunge in America, nel verde Wisconsin (vicino al lago Ripley), e il padre, con il quale in seguito entrerà in forte contrasto, gli consente di andare a scuola solo per pochi anni. D’estate c’è da fare il lavoro nei campi e d’inverno gli trova un’occupazione come aiuto magazziniere. Lui però non è un ragazzo come gli altri: va pazzo per le barche ma soprattutto per i motori.

A 16 anni costruisce una barchetta che il padre fa finire nella stufa di casa e poi una seconda che riesce a varare nel lago. Lo stesso anno se ne va di casa e trova posto come aiuto meccanico presso l’officina di Fuller e Johnson a Madison, per quello che anche a quei tempi era l’iperbolico salario di 50 cent al giorno. In seguito si trasferisce a Pittsburg, in una fabbrica di pezzi d’acciaio, e poi a Chicago, in un’azienda meccanica. Per cinque anni salta da un lavoro all’altro e alla sera studia ingegneria meccanica, riuscendo a diventare con le sue sole forze un meccanico e progettista di prim’ordine.

Nel 1900, a 23 anni, Ole ritorna in Wisconsin e apre un’attività di progettazione e vendita di modelli. Rimane inoltre affascinato dai nuovi motori a combustione interna al punto da iniziare, mettendosi in società con un amico di nome Clemick, a costruirne degli esemplari funzionanti e così piccoli da poter essere trasportabili. La neonata azienda necessita però di un aiuto commerciale, che arriva da Bess Cary, una studentessa del college locale che inizierà a lavorare per loro la sera, dopo gli studi.

Una calda domenica d’agosto del 1906, Ole con Bess e un gruppo di amici si divertono a fare un picnic lungo la spiaggia di un’isola nel lago vicino a Millwaukee. Ci sono 32 gradi e Bess, che patisce il caldo, esprime il desiderio di un bel gelato fresco. Ole, pazzamente innamorato di lei, prende la barchina, rema fino al paese sulla riva, compra il gelato e poi torna sull’isola. Bess è raggiante per il suo gesto ma il gelato è completamente sciolto. Come fare per muoversi più velocemente sull’acqua senza fare una fatica dell’anima? Ole medita sui motori che ha progettato, 50 dei quali ha venduto al governo americano: come modificarli?

Passa un po’ di tempo e Ole si separa da Clemick. Tenta l’avventura di progettare motori per automobili, poi riapre il negozio di un tempo, quello dedicato ai modelli. Ora ha Bess al suo fianco, divenuta nel frattempo sua moglie, che gli ha dato un figlio, Ralph. Il nostro eroe non ha dimenticato però l’idea dei motori marini e vi lavora giorno e notte, a discapito della propria salute, finché una mattina, dopo alcuni giorni passati a letto per una malattia, si presenta a colazione felice come un bambino. Prende i suoi disegni e li mostra a Bess, che gli chiede: “Hai progettato un macinino da caffé?”. Poi, comprese le potenzialità dell’idea, gli offre tutto il suo supporto.

Nel 1909 esce quindi finalmente il primo motore fuoribordo della ditta Evinrude. Non si tratta del primo al mondo ma è il primo a possedere le caratteristiche che tutti noi conosciamo e a rimanere essenzialmente il medesimo per 110 anni. La coppia pensa di provare a venderne qualcuno per farci qualche soldo ed integrare i proventi del negozio ma non si rende conto di quello che ha in mano. All’inizio è pura curiosità per la gente del posto e per il gruppo di amici. Poi uno di loro ne chiede uno in prestito per una gita domenicale al lago: il lunedì ritorna in negozio con il motore, 10 ordini e i soldi in mano.

Nel 1910, sul tavolo della loro cucina, Bess scrive la prima pubblicità della Evinrude: “Non remare! Usa il motore staccabile per barche a remi Evinrude”. Avendo bisogno di fondi, fanno entrare nell’azienda, come socio di capitali, l’amico C.J. Meyer e nel 1911 iniziano ad effettuare una campagna promozionale allargata a tutti gli Stati Uniti. I dipendenti diventano 100 e Bess, per assicurarsi un mercato più vasto, contatta esportatori per tutto il mondo. Oluf Mikkelsen del dipartimento della Scandinavia intravede una pubblicità Evinrude finita nel cestino della carta straccia del suo capo e pensa che ci sia la possibilità di venderne qualche esemplare in Norvegia e Danimarca. Ne acquista così due, che nel giro di brevissimo tempo diventeranno migliaia per gli entusiasti pescatori dei mari del Nord. I dipendenti di Evinrude diventano 300.

Nel 1917, però, all’apice del successo industriale e commerciale dell’azienda, Bess si ammala seriamente ed Ole vende al socio la sua quota, con l’accordo di non tornare sul mercato per almeno cinque anni. Durante questa lunga vacanza forzata, Ole si concentra sulla possibilità di migliorare il progetto originale e nel 1919 nasce ELTO (Evinrude Light Twin Outboard), un bicilindrico in grado di erogare 3 cv (contro i 2 del progetto originale), con numerose parti sono in alluminio (nel 1919!) e che pesa solo 20 kg. Offre quindi il progetto a Meyer, il vecchio socio, che però rifiuta, rimanendo ancorato al vecchio modello. Ole fonda così a Milwaukee la Elto Outboard Motor Company: è il 1921 e stavolta la nuova società è composta solo dai coniugi “Evinrude”.

Nel 1926 arriva poi la forte concorrenza della Johnson Motor Company di South Bend, nell’Indiana, che punta sulla velocità, in quegli anni elemento più importante. Alla fine del 1929 giunge invece la Grande Depressione e fino alla metà del decennio successivo i tempi saranno duri: solo le aziende più forti sopravvivranno. Elto si fonde con la vecchia Evinrude Company, formando la Outboard Motor Corporation, con il figlio Ralph come presidente. Questa nel 1935 acquisirà anche la Johnson, formando la Outboard, Marine and Manufacturing Company, attualmente di proprietà dell’azienda canadese Bombardier Recreational Products. Le compagnie, pur unite finanziariamente, rimarranno separate nella progettazione, migliorando competitivamente i propri prodotti e mantenendo così la leadership mondiale dei motori fuoribordo.

I coniugi Evinrude? Bess muore nel 1933, a soli 48 anni, ed Ole la segue un anno dopo, il 12 luglio 1934. Aveva 57 anni e non poteva vivere senza di lei. Fu definito “l’uomo che liberò l’America dalla necessità di remare“. Il 23 giugno 2016 è stato inaugurato un memoriale per Ole e Bess ed esposta una placca con il viso di Ole e il suo primo motore sopra un ponte del lago Okauchee, nel Wisconsin. “Dedichiamo questo luogo al suo spirito di innovazione e all’industria che ha creato, per ricordare la sua storia e l’impatto che ha avuto su tutti noi”. Queste le parole pronunciate in suo onore. Certamente ancora oggi, quando tiriamo la corda e sentiamo il borbottio del motore, è per tutti una grande emozione.

Paolo Ponga

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1 commento

  1. Luca Berretta ha detto:

    Buonasera, sono Luca Berretta autore del romanzo su Ole Evinrude ( ediz.Minerva). Non so se siete venuti alle mie presentazioni a Genova , allo stand Evinrude, settembre 2017 e settembre 2018, il libro ha vinto anche un premio per la letteratura del mare (premio Marincovich) e le vs foto sono apparse su un numero di Vela&motore con il mio libro. Mi avrebbe fatto piacere conoscervi, specie dopo il lungo percorso fatto nelle presentazioni.
    Un cordiale saluto
    L.B.

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