Patente nautica: quali categorie esistono e quando è necessario averla?

Facciamo chiarezza, per chi ha intenzione di conseguire la patente nautica ma si avvicina per la prima volta all'argomento, su quando diventa obbligatorio possederla e su come si suddivide

15 settembre 2018 | di Veronica Garreffa
Salone Nautico di Genova
Il Salone Nautico di Genova

In una città di mare come Genova, chi non ha pensato, almeno una volta, di condurre una barca? Molti genovesi sognano di trascorrere le domeniche sul pelo dell’acqua, ma sono frenati dal fatto di non saperne molto di navigazione. Prendere una patente nautica potrebbe essere di grande aiuto, ma quando è obbligatorio conseguirla e in quali categorie si suddivide?

Innanzitutto è opportuno definire alcuni termini, per chi non è molto esperto dell’argomento. Il nuovo codice della nautica considera unità da diporto una qualsiasi costruzione, che sia a remi a vela o a motore, con qualunque mezzo di propulsione, destinata alla navigazione sportiva o ricreativa. Quindi le unità possono essere distinte, in base alla lunghezza, nel seguente modo:

  • Navi da diporto, con lo scafo superiore ai 24 metri
  • Imbarcazioni da diporto, con lo scafo compreso tra i 10 e i 24 metri
  • Natanti da diporto, che possono essere a remi o con lo scafo inferiore ai 10 metri

È importante sapere, però, che le limitazioni sulle patenti riguardano non tanto il tipo di imbarcazione, quanto la potenza del motore e la distanza che si intende percorrere dalla costa.

Per essere abilitati alla navigazione, occorre sostenere un esame teorico e uno pratico presso le apposite scuole di nautica. Dopo aver superato le varie fasi, la patente può essere rilasciata dalle Capitanerie di porto, dagli uffici circondariali marittimi o dagli uffici provinciali della motorizzazione civile e dei trasporti.

Ma possedere la patente nautica è sempre necessario? No, l’abilitazione diventa obbligatoria nel caso in cui:

  • si navighi oltre le sei miglia dalla costa, a prescindere dal motore
  • si guidi moto d’acqua o si pratichi lo sci nautico
  • si conduca un’imbarcazione con un motore che supera i 30kw o i 40,8 cv , avente una cilindrata superiore a 750 cc, se a carburazione a due tempi, a 1.000 cc se a carburazione a 4 tempi fuoribordo o se a iniezione diretta, 1.300 cc se a carburazione a 4 tempi entrobordo, o a 2.000 cc se a motore diesel

Invece la patente non è necessaria se si rimane entro le sei miglia dalla costa e se l’imbarcazione non supera 24 metri di lunghezza e le cilindrate indicate sopra. Bisogna però aver compiuto:

  • 18 anni di età per le imbarcazioni da diporto
  • 16 anni per i natanti
  • 14 anni per i natanti a vela con superficie velica superiore ai 4 metri quadrati e per unità a remi entro 1 miglio dalla costa

Chi vuole conseguire la patente, invece, deve aver compiuto 18 anni di età. Dopo di che si può scegliere il tipo di abilitazione in base alle caratteristiche dell’unità da diporto che si deve condurre e alla distanza dalla costa.

Secondo il Codice della nautica, le patenti possono essere divise in tre categorie:

  • Categoria A, che abilita alla guida di natanti e imbarcazioni da diporto
  • Categoria B, che abilita alla guida di navi da diporto. Per conseguirla è necessario essere in possesso della patente a vela o a motore senza limiti dalla costa da almeno tre anni
  • Categoria C, che abilita alla direzione di natanti e imbarcazioni da diporto e viene rilasciata a chi ha particolari patologie. Per direzione si intendono quei comandi che non includono necessariamente un’azione manuale sul comando. In questo caso sull’imbarcazione deve essere presente un’altra persona maggiorenne che sia in grado di svolgere azioni manuali

Le patenti A e C possono essere limitate a condurre l’unità entro le 12 miglia dalla costa oppure, a richiesta, possono permettere di navigare senza un vincolo sulla distanza.

La patente nautica è valida per 10 anni dalla data di rilascio, oppure per 5 anni per chi ha superato i 60 anni di età. Gli anni di validità sono ridotti anche per chi è in possesso della categoria C.

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2 commenti

  1. Rolando ha detto:

    Tutto perfetto, ineccepibile, ma signora Longari lei mi cade proprio…….. Cito…… “In una città di mare come Genova, chi non ha pensato, almeno una volta, di guidare una barca?” Beh…… Guidare lo si può fare su un’autovettura….. su una moto, su un’autoscontro….. su un treno……. anche guidare un carrello della spesa…. ma una barca nooooooo!! Sarebbe come, a bordo, definire qualsiasi manovra corrente chiamandola “corda”!!!!! Diciamo che il termine corretto sarebbe condurre….. pilotare….. al limite manovrare….. ma guidare……. Mi dispiace aver fatto l’appunto ma quando un messaggio viene lanciato potenzialmente a migliaia di persone, deve essere ineccepibile, inattaccabile, e lontano dall’alimentare errate interpretazioni.

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