METEO PRATICO – Cosa vuol dire quando il meteo sbaglia

Spesso capita di criticare i bollettini meteo perché sbagliano le previsioni: è sempre colpa "degli altri" o chi naviga ha una parte di responsabilità ?

29 luglio 2014 | di Paolo Gemelli

Quando il tempo è instabile e la stagione è diversa da come era attesa, l’attenzione si sposta sulle performance delle previsioni meteo. Senza negare a nessuno il diritto al mugugno (più che consolidato a Genova), è necessario comprendere che anche le previsioni sono strumenti con dei limiti e come tali vanno trattate.

L’informazione meteo per chi va in mare è quella dei bollettini (Meteomar, Météo France, ecc..) tutto il resto (cartine scaricate da internet, grib files, app per smartphone ecc…) rappresenta un divertente passatempo ma non deve essere utilizzato per la navigazione. 

I bollettini sono un prodotto realizzato da professionisti che basano le previsioni su modelli numerici, osservazioni, e una consolidata esperienza professionale che non può essere sostituita da una app o un sito internet. Consultare le carte scaricate da internet senza la necessaria preparazione alle spalle (che prevede lunghi e impegnativi esami universitari) rischia di portare a conclusioni pericolosamente errate. Il fai da te del meteo, insomma,  è un passatempo che deve rimanere confinato alla sua corretta dimensione. Quando si naviga dobbiamo basare le nostre decisioni su fonti attendibili.

Molto spesso la replica a considerazioni di questo tipo è che “i bollettini sbagliano … “. Può essere, l’errore è umano, tuttavia è più probabile che l’errore affligga la previsione fai da te che quella fatta da un professionista. Fatte queste premesse consideriamo la fonte ufficiale italiana per la navigazione marittima: il bollettino Meteomar emesso dall’Aeronautica Militare.

Il bollettino è suddiviso in tre parti principali: avvisi, situazione e previsione.

Per quanto riguarda gli avvisi non ci sono molti commenti da fare, la situazione invece si presta a qualche spunto. Abituarsi a leggere o ascoltare con attenzione la descrizione della situazione osservata, riportando le informazioni graficamente su un foglio di carta, ci consente di capire quello che sta succedendo intorno e collocare nel modo migliore le informazioni fornite dalle previsioni.

Chiunque si mette al comando di una imbarcazione ha (o dovrebbe avere) una discreta preparazione per quanto riguarda gli elementi base della meteorologia marina e dovrebbe essere in grado di interpretare le informazioni fornite dal bollettino.

Un esempio: la situazione descrive un’area di alta pressione che si affaccia dall’Atlantico sul Mediterraneo e un fronte freddo in transito dalla Francia verso est. La previsione sul Mar Ligure darà vento da SW e moto ondoso in aumento. Che fare, trovandosi lungo costa, nel ponente ligure, di fronte a un vento teso da NE ?

L’ennesima cantonata? No.

Per ovvie ragioni, il bollettino deve sintetizzare con un valore (SW in questo caso) la direzione del vento più significativo in una certa zona lasciando alla competenza (che chi va in mare è tenuto ad avere) di chi legge i necessari aggiustamenti.

Tornando all’esempio, la situazione descritta è una delle più classiche del Mediterraneo: il Mistral. Sul Mar Ligure questo vento assume direzione SW al largo, ma molto spesso lungo la costa del ponente si ha una rotazione a NE per effetto di una piccola depressione secondaria che si crea in queste circostanze tra Liguria e Corsica.

Come capire però da bordo se sta davvero succedendo tutto questo? Con gli strumenti che abbiamo: indicatore del vento,  barometro e giornale di bordo. Abituandoci ad annotare ogni tre ore gli elementi del vento (intensità e direzione) e il valore del barometro lungo la rotta saremo in grado di capire  se ci troviamo in prossimità di una depressione oppure no.

Si tratta solo di un esempio, ma rappresenta bene la realtà.

Riassumendo: per essere in grado di condurre al meglio la propria navigazione meteorologica i consigli sono:

  • curare al massimo la propria preparazione nautica;
  • ascoltare il bollettino ufficiale della zona;
  • annotare ogni tre ore gli elementi del vento e il valore della pressione atmosferica lungo la rotta;
  • ragionare sulla situazione meteo generale descritta dal bollettino e pesare di conseguenza le previsioni fornite.

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7 commenti

  1. paolo ha detto:

    Ciao Francesco, il bollettino Meteomar come qualsiasi cosa è migliorabile il punto però è un altro. Conosco bene il LaMMA (credo ti riferisca alle carte su onda e vento): lo ritengo un prodotto molto valido gestito da serissimi professionisti. Le informazioni, senz’altro utilissime, che ne puoi trarre rappresentano però solo un tassello di un puzzle molto più complesso. L’elaborazione di una previsione è un processo che richiede l’esperienza necessaria a elaborare i dati dei modelli rapportandoli alla situazione in atto e alle limitazioni intrinseche dei modelli stessi. Volendo fare un paragone è come fare gli esami del sangue e, anziché andare dal medico per farli leggere, andare su internet per cercare il significato dei valori e farsi la diagnosi da soli. Condivido la necessità di migliorare ma senza cadere nella trappola del determinismo ad ogni costo. Un saluto e grazie per il tuo intervento. A presto,
    Paolo

  2. francesco ha detto:

    Caro Paolo, concordo con lo spirito del tuo post, che spinge a tenere alta l’attenzione sulla elaborazione dei dati meteo e sull’approfondimento della cultura sul tema. Sono pero’ tra quelli che ritengono il bollettino meteomar uno strumento per molti versi superato. In vent’anni e’ rimasto esattamente identico, tranne forse la disponibilita’ delle info via internet. Nello stesso tempo, altri sono nati e forniscono la previsione su intervalli di ore e con una maglia che fornisce, finalmente, la previsione corretta di fenomeni locali, influenzati da orografia e brezze. Ad esempio, Lamma Toscana. Anche loro possono sbagliare, e’ ovvio, ma danno una informazione molto piu’ utile, specialmente per il diporto.
    Il meteomar, nella mia area, copre un tratto di costa da Capo Linaro a Capo Palinuro. Come puo’ dare conto del Levante notturno nel pontino, dell’ influenza dell’arcipelago toscano a Nord, delle accelerazioni su Punta Licosa? Non lo fa, fornisce le intensita’ dei fenomeni massimi, magari che si verificheranno a largo. Se fosse un servizio sul mercato, sarebbe stato costretto ad evolvere. Cosi’ com’e’ ha la sua importanza per l’accessibilita’ via vhf in alto mare, per la sua ufficialita’, probabilmente per gli utenti professionali e per i diportisti nelle traversate, ma non serve alla grande quantita’ di diportisti che effettua brevi navigazioni costiere.
    Adoro il rispetto delle tradizioni e la diffusione della vera cultura marinara, ma trovo che il nostro mondo finisca spesso prigioniero della sua stessa cultura. Il mondo cambia, le barche cambiano e diventano piu’ semplici da condurre, molti si affacciano al mare per la prima volta, e il meteomar e’ sempre li’, che ci racconta del Mare di Alboran e della depressione stagionale su Mar di Levante. Fascinoso, ma anche migliorabile!

  3. paolo ha detto:

    Ciao Luciano, ci sono un po di precisazioni da fare. Da quello che hai scritto in tutti i tuoi messaggi è evidente che il tuo è un approccio tutt’altro che dilettantistico al meteo: è evidente che hai parecchia esperienza sul mare e quello che scrivo può andarti stretto. Ci sta. Questo però è un articolo didattico che si rivolge a un panorama molto ampio di marinai (e non). Se è ragionevole ritenere che in 40 anni di esperienza in mare alcune cose siano per te acquisite (come ad esempio posizionarti all’interno di una depressione anche senza riportare rigorosamente vento e pressione sul giornale di bordo), troppi naviganti, senza la tua esperienza, si lanciano in considerazioni e previsioni che risultano generalmente dannose. Segue il mio invito al rigore. Ti ringrazio per il tuo intervento: il confronto è sempre costruttivo. Spero di rileggere tuoi commenti, Paolo

  4. luciano ha detto:

    Ciao Paolo, sono quasi quarant’anni che vado per mare per lavoro, e non credo di avere un approccio dilettantesco nè di sottovalutare la sicurezza di equipaggio ed ospiti. Tanto meno faccio la media tra tutti i siti meteo che trovo. Semplicemente, non potendo sempre “annotare ogni tre ore gli elementi del vento (intensità e direzione) e il valore del barometro” cerco di seguire, solo su alcuni siti di cui generalmente ho fiducia (sempre prendendo tutto con le pinze e valutando in base alla mia personale esperienza) l’andamento del tempo, iniziando diversi giorni prima del viaggio, se si tratta di un lungo trasferimento, o monitorandolo giorno per giorno se sono in crociera. Ovviamente la preferenza va a siti ufficiali, se ci sono (ad esempio quelli di Grecia e Turchia sono a mio avviso ottimi), ma anche alcuni privati sono per me validi. Se sono a navigare in Egeo, ad esmpio, una comparazione tra i bollettini greci e turchi mi dà generalmente delle buone indicazioni.

  5. paolo ha detto:

    Mi sono accorto di non aver risposto a un punto estremamente importante, Luciano scrive infatti “Il meteomar nazionale, per quanto certamente elaborato da seri professionisti, male si addice a mio modesto avviso alle necessità del diportista, trattando aree di mare troppo vaste e con intervalli di tem,po troppo lunghi”. Sulla estensione delle zone ho risposto nell’esempio dell’articolo: una buona percezione della situazione generale consente, unita alla necessaria preparazione di “leggere tra le righe” e cogliere qualche particolare in più. Per quanto riguarda la copertura temporale, considerando anche gli avvisi, abbiamo una risoluzione temporale di tre ore: sovrapponibile a quanto detto dalla maggior parte dei modelli e sufficiente a risolvere moltissimi fenomeni di rilievo. Rimane critica la previsione dei fenomeni temporaleschi: la loro vita spesso è inferiore all’ora e, nonostante gli effetti potenzialmente gravi la loro previsione si basa sul nowcasting (osservazione del fenomeno nel suo svolgersi).

  6. luciano ha detto:

    Caro Paolo, molto spesso i molteplici impegni del comandante di uno yacht non gli permettono di seguire come suggerisci tu l’evoluzione del meteo e a volte, ammettiamolo, anche le conoscenze in fatto di previsioni del tempo non sono così profonde. Meglio affidarsi quindi alle molte fonti che si hanno a disposizione, magari confrontandone più di una cercando di capire quale fa più al caso nostro. Il meteomar nazionale, per quanto certamente elaborato da seri professionisti, male si addice a mio modesto avviso alle necessità del diportista, trattando aree di mare troppo vaste e con intervalli di tem,po troppo lunghi. Ci sono altri siti invece, sia italiani che stranieri, che dettagliano meglio le località e fanno previsioni anche ora-per-ora. Naturalmente non vanno prese per oro colato, come hai ben spiegato sono previsioni basate su modelli matematici e su statistiche di lungo periodo, ci vuole sempre discernimento e prudenza nell’interpretazione; se c’è, anche l’esperienza ha la sua importanza.
    Luciano

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