I titoli ad effetto e la "sindrome dello scampato pericolo"

Ingigantire una notizia già grave rischia di "immunizzare" il pubblico e alzare sempre di più la soglia di percezione del pericolo. Il caso di New York.

22 febbraio 2015 | di Paolo Gemelli

gemelli_sea_level

Allarme scienziati, New York rischia di scomparire sotto l’acqua

E’ un titolo che ho appena letto. Uno dei tanti che si leggono sempre più spesso.
Avete presente cosa succede quando una situazione che ha causato stress e ansia si risolve? Nessuno ha presente quello stato di semi euforia e il bisogno di mangiare che si avvertono dopo uno scampato pericolo? Sono convinto che molti sappiano di cosa parlo… Nulla di strano: è solo la fisiologica reazione dell’organismo al pericolo.

Il diavolo alla fine non era brutto come lo si dipingeva e un motivato ottimismo ci traghetta verso la ripresa delle attività quotdiane. Tutto bene fin qui. Ma … Si c’è un “ma” e sta tutto nella dimensione del pericolo che abbiamo percepito.
Continuare a leggere di disastri, più o meno imminenti, genera due effetti: attira l’attenzione e genera una reazione.
A seconda di quanto vicino nel tempo e nello spazio sia percepito l’evento infausto si manifesta una catena di eventi che guida l’individuo e i gruppi di individui verso l’epilogo della crisi. A seconda di quanto vicino a me (in tutti i sensi) percepirò il pericolo, agirò in modo da sedare, il più velocemente possibile, lo stato di ansia prodotto dalla situazione. Se la soluzione è alla mia portata, farò tutto il possibile per metterla in atto. Se non lo è cercherò di mitigare gli effetti fisici dello stress: in poche parole mi abituerò a convivere con il problema.

New York, probabilmente, non verrà sommersa dalle acque. Ma molte aree rischiano di subire inondazioni in conseguenza del cambiamento climatico. Fonte: New York City Panel on Climate Change 2015 Report Executive Summary

L’isola di Manhattan, probabilmente, non verrà sommersa dalle acque. Ma molte aree rischiano di subire inondazioni in conseguenza del cambiamento climatico. Fonte: New York City Panel on Climate Change 2015 Report Executive Summary

Parliamo di cambiamento climatico. Il problema è reale e serio. Ma non è della dimensione catastrofico-hollywoodiana che alcuni titoli fanno percepire.
Non è pignoleria è voler scongiurare il pericolo, molto reale, che di fronte a scenari “al di sotto delle aspettative” si generi una reazione riassumibile in “beh… tutto qui? Pensavo peggio”.
Se leggo di città “sommerse dalle acque” e poi mi ritrovo inondati “solo alcuni quartieri” non rischio di pensare “allora non va così male”?

Invece va male, va parecchio male. Perché in quei quartieri abitano persone che rischiano di perdere tutto.
La realtà difficilmente assomiglia a un film catastrofico. Non c’e mai un solo evento “da giorno del giudizio” scampato il quale il cielo torna sereno, tutti sorridono e, immancabilmente, una pattuglia di aerei sorvola a bassa quota la Casa Bianca.
I guai reali si costruiscono giorno per giorno, spesso nella totale indifferenza. Allo stesso modo i guai reali possono essere evitati giorno per giorno. Con le informazioni giuste, dette nel modo giusto, senza spaventare (suvvia, basta con questa storia… nemmeno i bambini si spaventano più con le storie di streghe) ma insegnando che i grossi guai di domani possono essere evitati o, almeno, arginati.Come ? Prendendo atto che il clima terrestre sta subendo un cambiamento, cercando di evitare quei comportamenti che, oggi sappiamo, in passato hanno contribuito ad aggravare la situazione. Cercando di capire, ciascuno per la propria realtà, quanto è esposto al rischio ambientale (inquinamento, rischio idrogeologico). Mettendo in atto tutto quello che ci viene consigliato per mitigare il rischio, anche se questo costa dei piccoli sacrifici.

Nei prossimi decenni, credo, avremo a che fare con una molteplicità di problemi che entreranno a far parte del quotidiano. Ci saranno, probabilmente, problemi di natura sociale dati dall’aumento demografico mondiale e dall’abbandono di alcuni territori in cui la vita non sarà più possibile. Sarà una trasformazione, lenta me inesorabile, a cui tutti dovremo abituarci.

 Paolo Andrea Gemelli

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Il lettore è responsabile a titolo individuale per i contenuti dei propri commenti. In alcun modo le idee, le opinioni, i contenuti inseriti dai lettori nei commenti ad articoli e notizie rappresentano l’opinione dell’editore, della redazione o del direttore responsabile.
Il lettore non può pubblicare contenuti che presentino rilievi di carattere diffamatorio, calunniatorio, osceno, pornografico, abusivo o a qualsiasi titolo illecito e/o illegale, né assumere atteggiamenti violenti o aggredire verbalmente gli altri lettori.
La segnalazione di eventuali contenuti diffamatori, offensivi o illeciti e/o illegali può essere effettuata all’indirizzo e-mail info@ligurianautica.com, specificando il contenuto oggetto della segnalazione attraverso link diretto. La redazione provvederà a verificare il contenuto e prenderà eventuali provvedimenti nel più breve tempo possibile.

Potrebbe interessarti anche

© Copyright 2006 - 2017 Liguria Nautica - Testata giornalistica on-line del turismo nautico in Liguria,
registrato al nr. 20/2011 con autorizzazione nr. 159/2011 del Tribunale di Genova dal 23 sett. 2011 Editore Carmolab SAS - P. Iva. 01784640995 - Direttore Responsabile: Alessandro Fossati
Tutti i contenuti e le immagini di proprietà di Liguria Nautica sono liberamente riproducibili previa citazione della fonte con link attivo

Pubblicità | Redazione | Informativa cookies | Contatti

sito realizzato da SUNDAY Comunicazione