SPECIALE METEO – Il monitoraggio dei satelliti

Prosegue l'approfondimento meteo di Liguria Nautica curato da Paolo Andrea Gemelli. In questo capitolo affrontiamo il ruolo che hanno i satelliti nelle previsioni meteo

27 Gennaio 2014 | di Redazione Liguria Nautica

I satelliti meteorologici rappresentano uno strumento importante per l’osservazione diretta dello spostamento delle masse d’aria. Il sistemi Meteosat e GOES, basati su satelliti geostazionari, insieme ai satelliti in orbita polare, permettono, non solo la visualizzazione dei sistemi nuvolosi, ma anche di numerosi altri parametri che consentono, tra le altre cose, una migliore performance dei modelli matematici di previsione meteorologica.

 

Il sistema Meteosat odierno si basa su due costellazioni di satelliti: Meteosat First Generation (MFG) e Meteosat Second Generation (MSG). L’orbita e’ geostazionaria: per un osservatore che si trovi a terra il satellite sembra fermo poiché si muove con la stessa velocità angolare della Terra.

 

Attualmente sono operativi 4 satelliti (Meteosat 10, 8, 9 e 7) posizionati rispettivamente a 0, 3.5, 9.5 e 57 gradi di longitudine Est su di un’orbita circolare che giace sullo stesso piano del l’equatore a un’altezza di circa 36000 km. Tutti e quattro consentono la copertura di Europa e Africa. La tendenza attuale e’ di mantenere operativo ciascun satellite per sette anni, in prossimità della data di presunta cessata operatività e previsto l’inserimento in orbita di un sostituto basato su tecnologia più recente; in questo senso e’ prevista l’entrata in funzione di una terza generazione di quattro satelliti Meteosat (Meteosat Third Generation o MTG) a partire dal 2018.

 

La mission del sistema è di fornire immagini dei sistemi nuvolosi attraverso l’acquisizione di 12 bande spettrali che comprendono visibile (canali 1,2 e 12), infrarosso (canali 3, 4, 7, 8, 9, 10, 11) e vapor d’acqua (canali 5 e 6); 11 di queste hanno una risoluzione di 3 km, la 12-esima, il canale HRV (High Resolution Visible), ha invece una risoluzione di 1 km e consente la visualizzazione di particolari strutture all’interno delle nuvole in grado, per esempio, di consentire l’individuazione di cumulonembi più attivi di altri all’interno di un sistema esteso.

 

È proprio il monitoraggio dell’attività convettiva uno dei principali campi di applicazione delle immagini Meteosat. I temporali infatti si associano frequentemente a forti venti, intense piogge e grandinate in grado di causare seri danni al suolo. Il monitoraggio continuo di ampie aree attraverso l’acquisizione di immagini ogni 5 o 15 minuti consente l’individuazione precoce dei segni dell’instabilita’ atmosferica oltre che l’osservazione delle fasi di sviluppo dei temporali, permettendo ai meteorologi di diramare quando necessario gli opportuni avvisi.

 

Nel filmato sono visibili forti temporali che colpiscono la costa portoghese:

 

 

Non meno importanti sono l’individuazione delle polveri vulcaniche e della nebbia. Entrambi i fenomeni hanno un grosso impatto sulla navigazione aerea, basti pensare ai disagi causati dall’eruzione dei vulcani Eyjafjallajökull e Grímsvötn nel 2010, fenomeni che sono stati seguiti nella loro evoluzione quasi in tempo reale grazie appunto ai satelliti Meteosat. Grazie all’utilizzo di algoritmi basati sui dati provenienti dallo Spanning Enhanced Visible Infrared Imager (SEVIRI) sarà presto possibile determinare ulteriori dati relativi alle nubi di ceneri vulcaniche (es. altezza dalla superficie e densità della cenere).

 

Paolo Andrea Gemelli

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